I Radiohead hanno annunciato 21 concerti in Australia e Giappone per il 2027, trasformando il nuovo capitolo live della band in una serie di residency concentrate in poche città. Il calendario prevede date a Perth, Melbourne e Sydney, seguite da cinque concerti a Saitama, in Giappone.

La formula conferma quanto anticipato dal chitarrista Ed O’Brien: il gruppo intende concentrare ogni anno circa venti concerti in un continente diverso, riducendo la logica del tour mondiale continuo e privilegiando periodi più brevi e geograficamente compatti.

Una tournée costruita per città

Il modello residency permette di suonare più volte nello stesso luogo o nella stessa area metropolitana. Per artisti delle dimensioni dei Radiohead significa ridurre parte della complessità logistica, limitare gli spostamenti e costruire una domanda molto forte attorno a poche città.

Per il pubblico, però, la conseguenza è diversa: chi vive lontano dalle città scelte deve viaggiare. È quindi un modello che concentra valore economico e attenzione su pochi hub, ma può anche rendere l’accesso meno uniforme.

La lotta ai bot entra nel sistema di vendita

Un altro elemento interessante riguarda i biglietti. La band ha previsto una registrazione preventiva sul proprio sito ufficiale, con un limite di quattro biglietti per registrazione. L’obiettivo dichiarato è ridurre la concorrenza di bot e rivenditori professionali.

Il problema del secondary ticketing è diventato centrale nei grandi tour. Quando la domanda supera nettamente l’offerta, gli algoritmi di acquisto automatico e i sistemi di rivendita possono sottrarre biglietti ai fan e riportarli sul mercato a prezzi molto più alti. Registrazioni, codici univoci e limiti per account sono strumenti sempre più utilizzati per ridurre questo fenomeno.

Il ritorno stabile dei Radiohead

La band era tornata sul palco nel Regno Unito e in Europa dopo una lunga pausa, con una serie di concerti che aveva segnato la prima vera attività live collettiva dal 2018. L’annuncio del 2027 suggerisce che quel ritorno non fosse un episodio isolato.

Allo stesso tempo, la scelta di non costruire un calendario da decine e decine di città mostra un approccio diverso alla sostenibilità della carriera. Per una band con un catalogo così ampio e una domanda globale consolidata, non è più necessario replicare il modello classico di tournée permanente.

Un nuovo modo di pensare i grandi tour

Il caso Radiohead è interessante perché unisce scarsità, controllo e riduzione della logistica. Meno città, più date per città, accesso regolato ai biglietti e un calendario che può essere replicato continente per continente.

Se il modello funzionerà, potrebbe diventare sempre più attraente per artisti con un pubblico globale maturo. Non sostituisce il tour tradizionale, ma offre un’alternativa che massimizza la domanda locale riducendo il numero di trasferimenti. Per i Radiohead, il 2027 sarà il test più importante di questa strategia.

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