Gran parte del tempo online passa dentro poche app. È facile quindi pensare che il web aperto sia diventato soltanto lo sfondo tecnico del mondo digitale. In realtà molte delle proprietà che diamo per scontate — link, accesso da browser, interoperabilità — esistono proprio perché nessuna singola azienda possiede l'intero web.
Il link
Un sito può collegarne un altro senza chiedere autorizzazione. È un meccanismo banale e rivoluzionario: crea una rete di riferimenti che non dipende da una directory centrale.
Portabilità
Un contenuto pubblicato su un dominio può essere raggiunto da dispositivi e browser differenti. Un post dentro una piattaforma dipende invece dalle sue regole e dalla sua continuità.
Archivi
I siti possono costruire collezioni consultabili negli anni. I feed privilegiano il presente e spesso rendono difficile ritrovare ciò che è stato pubblicato mesi prima.
Distribuzione
Il web aperto non garantisce pubblico. Le piattaforme hanno vinto anche perché offrono distribuzione integrata. Ma dipendere completamente da quella distribuzione significa accettarne cambiamenti improvvisi.
Standard
HTML, CSS, HTTP e altri standard permettono a implementazioni differenti di comunicare. È meno spettacolare di una nuova app, ma è ciò che evita che ogni servizio diventi un'isola.
Il futuro
Newsletter, feed, protocolli federati e motori di ricerca possono continuare a costruire ponti tra siti e comunità.
Il web aperto non è importante perché tutto ciò che contiene sia migliore. È importante perché mantiene possibile pubblicare, collegare e migrare senza dover chiedere a un'unica piattaforma il permesso di esistere.



