Binance sostiene di aver già ricostituito il 90% degli asset sottratti ai propri clienti nel furto informatico da 6,3 miliardi di dollari. L’exchange intende farsi carico anche della quota restante, pari al 10%, ma segnala che il completamento richiederà più tempo perché riguarda token con una liquidità inferiore.

La posizione dell’azienda è rilevante soprattutto per chi non può ancora accedere liberamente ai propri fondi: i prelievi rimangono sospesi. In un aggiornamento pubblicato su X, Binance ha indicato di essere ancora sulla tabella di marcia per riattivarli domenica 1° novembre 2026, precisando che ulteriori dettagli saranno comunicati una volta confermati.

L’entità economica del caso rende l’annuncio particolarmente delicato. Un furto da 6,3 miliardi di dollari colloca l’incidente su una scala eccezionale per il settore delle criptovalute, dove la fiducia in un intermediario dipende non solo dalla protezione tecnica dei sistemi, ma anche dalla sua capacità di garantire l’operatività degli utenti quando le misure di emergenza bloccano depositi o trasferimenti in uscita.

La copertura promessa da Binance

Secondo quanto dichiarato dal CEO di Binance, la maggior parte delle attività sottratte è stata “replenished”, cioè riportata nella disponibilità necessaria a compensare gli utenti colpiti. Non si tratta quindi, nella ricostruzione dell’azienda, di fondi recuperati necessariamente dagli autori dell’attacco: Binance afferma di coprire direttamente l’impatto finanziario del furto.

La distinzione conta. Per un cliente, il risultato concreto atteso è che il saldo sottratto venga riconosciuto; per l’exchange, assumersi direttamente la compensazione significa dover disporre degli asset o del valore equivalente per farlo, indipendentemente dall’esito delle attività di recupero. Nelle informazioni disponibili non vengono però specificati i meccanismi con cui è stata effettuata questa ricostituzione, né la ripartizione tra le varie criptovalute interessate.

Il 10% non ancora coperto sarebbe composto da token definiti meno liquidi. In termini pratici, sono asset per i quali acquistare o reperire rapidamente quantità significative può essere più difficile, oppure può comportare condizioni di mercato meno favorevoli. Binance non ha indicato quali token rientrino in questa categoria, né ha fornito una scadenza per il ripristino completo di quella parte.

L’impegno comunicato dalla società è comunque di assorbire integralmente le perdite derivanti dall’incidente. In un messaggio diffuso dall’azienda, Binance ha ribadito che coprirà “fully” l’impatto finanziario dei fondi rubati e ha promesso aggiornamenti trasparenti e verificabili sul lavoro in corso.

Perché i prelievi restano il passaggio decisivo

La ricostituzione dei fondi e la riapertura dei prelievi sono due aspetti collegati, ma non sovrapponibili. Il primo riguarda la capacità dell’operatore di assicurare che gli utenti non sostengano la perdita economica; il secondo riguarda la possibilità di trasferire effettivamente gli asset fuori dalla piattaforma. Finché la funzione resta sospesa, la verifica più immediata per i clienti rimane rinviata.

Binance ha fissato il prossimo traguardo proprio nella ripresa del servizio di prelievo. La data indicata è domenica 1° novembre 2026, ma la formulazione usata dall’azienda parla di un obiettivo ancora “in linea” con le tempistiche annunciate, non di una riattivazione già eseguita. Per questo la scadenza va letta come previsione operativa, in attesa della conferma finale.

In un incidente di sicurezza di queste dimensioni, mantenere i prelievi bloccati può servire a contenere le conseguenze immediate e a permettere verifiche sui sistemi. Allo stesso tempo, il fermo prolungato aumenta l’incertezza per le persone che devono usare o spostare le proprie disponibilità. La riapertura sarà dunque il passaggio che trasformerà l’impegno dichiarato in un’esperienza concretamente verificabile dagli utenti.

Le informazioni che mancano

Le comunicazioni riportate finora chiariscono la posizione finanziaria assunta da Binance, ma lasciano aperti diversi elementi centrali dell’incidente. Non sono stati forniti, nel materiale disponibile, dettagli sulla modalità dell’attacco, sul momento in cui è avvenuto, sui sistemi coinvolti o sull’identità degli aggressori. Non emerge neppure una procedura dettagliata per l’eventuale accredito delle somme agli utenti, oltre alla garanzia generale di copertura.

Questo limita la possibilità di valutare dall’esterno sia l’origine della compromissione sia le misure adottate per impedire che si ripeta. Un aggiornamento sull’ammontare coperto è utile a definire l’esposizione immediata dei clienti, ma non sostituisce un resoconto tecnico dell’accaduto. Per una piattaforma che gestisce asset digitali per conto terzi, i due piani restano inevitabilmente intrecciati: il rimborso protegge dal danno economico, mentre la spiegazione dell’incidente riguarda la fiducia futura nell’infrastruttura.

Resta inoltre da capire se la riapertura dei prelievi avverrà per tutti gli asset e tutti gli utenti nello stesso momento, oppure con eventuali limitazioni. Binance non ha fornito queste specifiche nell’aggiornamento citato. La presenza di token meno liquidi tra le somme ancora da coprire suggerisce che le condizioni potrebbero non essere identiche per ogni attività, ma al momento non ci sono dettagli che permettano di stabilirlo.

Cosa osservare nelle prossime ore

Il prossimo aggiornamento di Binance dovrà anzitutto confermare o smentire la riattivazione dei prelievi prevista per il 1° novembre. In parallelo, sarà importante verificare se l’exchange comunicherà l’avanzamento sul 10% residuo e se renderà pubbliche informazioni più precise sui token coinvolti e sulle modalità di compensazione.

Per i clienti, la priorità immediata resta la disponibilità effettiva degli asset. Per il mercato, un caso di queste proporzioni richiama invece l’attenzione sul rischio operativo concentrato nelle grandi piattaforme centralizzate: anche quando un operatore dichiara di poter assorbire le perdite, la sospensione dei servizi mostra quanto sicurezza, liquidità e continuità dell’accesso siano componenti inseparabili della custodia di criptovalute.

Al momento, il dato più concreto è l’impegno dichiarato da Binance: il 90% delle somme sottratte sarebbe stato ripristinato, il resto verrà coperto dall’azienda e la ripartenza dei prelievi è attesa entro domenica. La verifica decisiva arriverà con l’effettiva riapertura del servizio e con la pubblicazione di dettagli ulteriori sull’incidente.

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