Blizzard ha scelto la cerimonia inaugurale della BlizzCon 2026 per disegnare una traiettoria di lungo periodo per le sue serie più riconoscibili. Sul palco sono arrivati l’annuncio di Diablo 5, il ritorno di StarCraft in forma di shooter e un nuovo progetto per il suo MMO storico: World of Warcraft Forever. Tre mosse con calendari molto diversi, dalla beta imminente del progetto Warcraft a titoli pianificati per la fine del decennio, ma accomunate dall’idea di riattivare universi che restano centrali nell’identità di Blizzard.
L’annuncio più lontano nel tempo è quello di Diablo 5, previsto per il 2029. Il teaser mostrato durante l’evento colloca il nuovo capitolo in una Sanctuary ormai conquistata dal Signore del Terrore: la premessa narrativa, nelle intenzioni del team, è un mondo già perduto che i giocatori dovranno provare a riconquistare. Non sono stati comunicati piattaforme, meccaniche o una finestra di lancio più precisa, ma il fatto che il gioco sia stato rivelato ora segnala una pianificazione anticipata rispetto ai ritmi abituali della serie.
La distanza non significa però che Diablo 4 sia destinato a fermarsi. Blizzard ha confermato contenuti ulteriori dopo l’espansione Lord of Hatred, uscita in primavera e legata alla storia di Mephisto. Nel 2027 arriverà un class pack dedicato all’Amazon, classe già conosciuta dai giocatori di Diablo 2. Il pacchetto consentirà inoltre di esplorare le isole di Skovos, patria delle Amazzoni, senza essere presentato come una nuova espansione completa. È un dettaglio importante: mentre prepara il passaggio generazionale verso Diablo 5, Blizzard intende mantenere attivo l’attuale action RPG con aggiornamenti mirati.
Alla strategia videoludica si aggiunge quella audiovisiva. Johanna Faries, CEO di Blizzard Entertainment, ha annunciato una serie animata di Diablo per Netflix. Non sono emersi dettagli su data di distribuzione, studio coinvolto, formato o trama, quindi è presto per capire se sarà collegata direttamente alla narrazione dei giochi. L’operazione conferma comunque che Blizzard considera le sue proprietà intellettuali materiale da sviluppare anche fuori dal software, seguendo un percorso che potrebbe riguardare in futuro altre sue franchise.
StarCraft abbandona la lunga pausa con uno shooter
Il ritorno più atteso è probabilmente quello di StarCraft. Blizzard ha confermato un nuovo gioco intitolato semplicemente StarCraft, descritto come uno shooter ambientato nell’universo della saga. Il primo video è stato volutamente breve: mostra un soldato d’élite, la sua ascesa e una brusca caduta, senza chiarire se l’esperienza sarà in prima o terza persona, se punterà sulla campagna, sul multigiocatore competitivo oppure su entrambe le componenti.
Ciò che conta è la fine di un silenzio durato circa dieci anni per la serie. L’ultima uscita rilevante era stata Nova Covert Ops, pacchetto di missioni per StarCraft 2. Il nuovo titolo è programmato per il 2030, vent’anni dopo StarCraft 2. Non si tratta dunque di un ritorno ravvicinato, né di un annuncio accompagnato da elementi sufficienti per valutare il progetto, ma di una dichiarazione d’intenti: Blizzard vuole riportare il marchio sul mercato cambiandone radicalmente il linguaggio. Da strategico in tempo reale, genere che ha contribuito a definire, StarCraft si presenterà almeno inizialmente attraverso la prospettiva dello shooter.
La scelta comporta un vantaggio e un rischio. Da una parte, Terran, Zerg e Protoss offrono un immaginario militare e fantascientifico adatto a un gioco d’azione; dall’altra, una parte consistente del valore storico della serie risiede proprio nella sua struttura RTS, nel bilanciamento tra fazioni e nel peso avuto nella cultura competitiva su PC. Per ora Blizzard non ha spiegato come, e se, questi elementi troveranno spazio nel nuovo formato. I prossimi anni saranno decisivi per capire se l’operazione sarà un’espansione dell’universo o una sua vera ridefinizione.
World of Warcraft Forever arriva prima di tutti
Il progetto più concreto della serata è World of Warcraft Forever, in uscita il 4 novembre dopo l’apertura della beta fissata per il 17 settembre. Il nome identifica la risposta di Blizzard alla domanda di un’esperienza che prosegua il percorso di World of Warcraft classico senza trasformarlo nel gioco moderno. L’obiettivo dichiarato è aggiungere contenuti preservando atmosfera e level cap della versione originale, una formula che prova a tenere insieme nostalgia e necessità di aggiornare un servizio online.
Al lancio sono previste tre aree inedite, interventi su varie zone già esistenti, mille nuove missioni, nove dungeon, due raid e la razza Skyborne. Numeri che indicano un’espansione sostanziale del mondo classico, ma che dovranno essere letti alla prova della beta: il nodo sarà capire quanto i nuovi sistemi e contenuti restino coerenti con le regole che la comunità associa al cosiddetto vanilla WoW. Il pubblico di World of Warcraft non è infatti uniforme. C’è chi segue le espansioni correnti e chi preferisce i server e le esperienze che recuperano le prime fasi del MMORPG.
Blizzard ha riservato spazio anche al ramo contemporaneo del gioco. Midnight, l’espansione più recente, entra in una nuova fase della propria storia attraverso un filmato mostrato alla BlizzCon. È arrivato inoltre un primo richiamo a The Last Titan, capitolo destinato a chiudere la Worldsoul Saga avviata nel 2024 con The War Within. Forever non sostituisce quindi il World of Warcraft attuale: affianca una linea già in sviluppo, con un prodotto pensato per chi vuole restare nell’impianto storico ma non rinunciare a nuove avventure.
La sequenza degli annunci restituisce un’azienda disposta a lavorare contemporaneamente su orizzonti opposti. World of Warcraft Forever offre una consegna rapida e misurabile; Diablo 4 continua a ricevere supporto mentre il suo successore è già stato posto all’orizzonte; StarCraft torna, ma con un’attesa di quattro anni e una trasformazione di genere ancora tutta da dimostrare. Per Blizzard, che gestisce franchise costruite in decenni e comunità con aspettative spesso divergenti, la sfida non sarà soltanto pubblicare nuovi giochi. Sarà spiegare con chiarezza cosa resta di ciascuna serie e cosa invece deve cambiare per continuare a esistere.
Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà soprattutto su World of Warcraft Forever, l’unico tra i principali annunci a poter essere provato a breve. Per Diablo 5 e StarCraft il materiale disponibile è ancora un punto di partenza: le date fissate, 2029 e 2030, lasciano a Blizzard ampio margine per mostrare sviluppo, piattaforme e modello di distribuzione. La BlizzCon ha però già fissato un dato: le tre saghe non vengono trattate come eredità da conservare, bensì come pilastri su cui costruire la fase successiva della casa californiana.




