I Cage The Elephant hanno pubblicato “Dying In Reverse”, un nuovo singolo che segue “Beaches In Tennessee”, uscito a luglio. La band del Kentucky non ha ancora associato i due brani a un album, né ha comunicato dettagli su un progetto discografico più ampio, ma la successione delle uscite definisce con maggiore chiarezza l’avvio di una nuova fase dopo l’ultimo capitolo della loro discografia.
“Dying In Reverse” si muove su coordinate psych-rock rallentate e sfocate, con un andamento che lascia spazio alla tensione più che alla ricerca di un ritornello immediato. Per Matthew Shultz, il nucleo del pezzo riguarda il distacco da una versione precedente di sé: un’idea di ripartenza che il cantante lega alla rinuncia all’ego, al rinnovamento della mente e del cuore e alla possibilità di guardare oltre la propria prospettiva individuale.
È una chiave che restituisce al singolo una dimensione meno narrativa e più interiore. Il titolo suggerisce un movimento contrario, ma la lettura fornita da Shultz va nella direzione di una trasformazione: non la cancellazione del passato, bensì il tentativo di interrompere meccanismi personali che continuano a ripetersi. In questo senso, “Dying In Reverse” arriva come un brano di passaggio, costruito intorno a un linguaggio musicale rarefatto e a un tema di ricostruzione.
Una pubblicazione che esce dal circuito strettamente discografico
La novità più rilevante sul piano della circolazione del brano è la sua presenza nella soundtrack di EA Sports FC 27, in uscita il 25 settembre. L’inserimento porta la canzone in una delle vetrine musicali più riconoscibili del mercato videoludico sportivo: una scelta che affianca la distribuzione tradizionale in streaming a un contesto capace di far incontrare il catalogo degli artisti con un pubblico internazionale, spesso al di fuori dei canali abituali del rock alternativo.
Per una band come Cage The Elephant, già dotata di una traiettoria consolidata ma ora impegnata a presentare materiale inedito, la soundtrack può funzionare come punto di contatto fra il ritorno discografico e un appuntamento culturale con una scansione precisa. La data del gioco, infatti, colloca “Dying In Reverse” dentro una finestra promozionale concreta, separata dall’eventuale annuncio di un disco. Non ci sono al momento indicazioni sul fatto che il singolo anticipi un album, né informazioni su titolo, data o tracklist di una prossima pubblicazione lunga.
Questo limite è importante: i due brani pubblicati nel 2026 autorizzano a parlare di un’attività rinnovata, non ancora di una campagna album formalizzata. La band sta mostrando una direzione e mantenendo aperta l’attenzione, ma non ha definito pubblicamente il formato né l’orizzonte completo del proprio prossimo capitolo.
Il lavoro in studio con Justin Raisen e Jeremiah Raisen
Nel frattempo, Cage The Elephant stanno lavorando con Justin Raisen e Jeremiah Raisen, noto anche come SADPONY. L’informazione non chiarisce il perimetro esatto della collaborazione, né attribuisce formalmente la produzione di “Dying In Reverse” a uno o all’altro nome, ma segnala il gruppo di lavoro coinvolto nella fase attuale della band.
Justin Raisen e Jeremiah Raisen sono figure che collocano il progetto in un dialogo produttivo contemporaneo, senza che questo imponga una lettura univoca sul suono dei nuovi brani. “Dying In Reverse”, per quanto disponibile come primo riferimento diretto, non basta a delineare il profilo di un intero repertorio futuro. Il suo carattere lento e psichedelico può essere un indizio, non una dichiarazione programmatica.
Per l’industria musicale, la combinazione fra singoli distanziati, collaborazione con produttori esterni e presenza in un videogioco di grande distribuzione racconta un modello ormai frequente anche per artisti affermati: l’uscita non deve necessariamente attendere l’annuncio di un album per avere una funzione precisa. Può introdurre un’estetica, alimentare l’ascolto sulle piattaforme e trovare una seconda vita in un prodotto con un calendario e un pubblico propri. Nel caso dei Cage The Elephant, questo percorso resta però nella sua fase iniziale e va letto per ciò che è stato effettivamente comunicato.
Live: prima Monaco, poi il ritorno europeo nel 2027
Alla musica nuova si affianca un’agenda live già definita in parte. Il 15 novembre Cage The Elephant saranno a Monaco per esibirsi nell’halftime show della partita NFL tra New England Patriots e Detroit Lions. Si tratta di un appuntamento distinto dalla loro attività di tour, ma coerente con la ricerca di spazi espositivi fuori dal perimetro del concerto tradizionale: un evento sportivo internazionale, ospitato in Europa, in cui la performance musicale occupa un ruolo centrale nella programmazione.
La band tornerà poi nel continente per una tournée europea nel febbraio 2027. Il calendario si concluderà il 1° marzo all’Alexandra Palace di Londra. Anche in questo caso, dalle informazioni disponibili non emerge se gli show saranno presentati come tour di supporto a un album inedito o se manterranno una formula più ampia, capace di unire il repertorio già noto ai singoli appena pubblicati.
La distanza fra il rilascio di settembre 2026 e le date europee dell’anno successivo lascia comunque ai Cage The Elephant uno spazio ampio per chiarire i prossimi passi. Potrebbero arrivare altre canzoni, dettagli sul lavoro in studio o un annuncio discografico; al momento, però, nessuna di queste ipotesi è stata ufficializzata. L’unico dato concreto è che “Dying In Reverse” amplia la sequenza avviata con “Beaches In Tennessee” e che il brano avrà una piattaforma aggiuntiva con EA Sports FC 27.
Per chi segue la band, il singolo offre dunque due coordinate immediate: sul piano artistico, un testo che Shultz riconduce alla rinascita e alla revisione del proprio sguardo; su quello industriale, la scelta di accompagnare l’uscita con una presenza nella soundtrack di un videogioco sportivo globale. Il resto della storia è ancora in formazione, ma il ciclo dei Cage The Elephant ha già ripreso a muoversi fra studio, distribuzione e palchi internazionali.




