Il primo rialzo dei tassi statunitensi dal 2023 non ha prodotto, nell’immediato, una reazione violenta sul Bitcoin. Dopo la decisione della Federal Reserve, la criptovaluta ha continuato a muoversi in prossimità dei 76 mila dollari: al momento della rilevazione riportata dal mercato quotava 76.663 dollari, con un progresso dell’1,35% nelle precedenti 24 ore. Una tenuta che contrasta con il calo registrato dalle azioni statunitensi nella stessa seduta e che segnala una risposta più sfumata di quella normalmente associata a una stretta monetaria.
Il Federal Open Market Committee ha approvato all’unanimità un aumento di 25 punti base, portando il corridoio dei Fed funds al 3,75%-4%. La scelta arriva nel tentativo di contrastare un’inflazione che la banca centrale considera ancora troppo elevata. Ma il dato davvero osservato dagli investitori non è stato soltanto l’intervento appena deciso: nelle nuove proiezioni della Fed, 16 dei 18 partecipanti al FOMC indicano almeno un altro rialzo entro la fine dell’anno.
Per Bitcoin e per l’insieme degli asset più sensibili alla liquidità, questo sposta il baricentro dell’analisi. Il mercato aveva evidentemente incorporato in larga misura l’aumento di settembre; deve ora valutare se il percorso dei tassi sarà più restrittivo e più lungo del previsto. È una distinzione rilevante: un singolo rialzo atteso tende a essere assorbito con maggiore facilità, mentre una sequenza di strette modifica il costo del capitale, il rendimento delle alternative considerate sicure e la propensione degli investitori ad assumere rischio.
Una decisione attesa, ma con un messaggio più severo
Nel corso della conferenza successiva alla riunione, il presidente della Fed Kevin Warsh ha indicato due elementi alla base della posizione dell’istituto: l’inflazione non è ancora rientrata a un livello soddisfacente e l’economia statunitense appare in rafforzamento. È la combinazione che lascia alla banca centrale spazio per mantenere una linea restrittiva, senza dover intervenire subito per sostenere l’attività economica.
Il rialzo di 25 punti base era stato largamente previsto. Per questo, secondo Cooper Duschang, analista di ricerca di Talos, la reazione iniziale ha mostrato un mercato crypto preparato all’annuncio: Bitcoin è rimasto vicino ai livelli precedenti alla decisione anche mentre l’azionario scendeva. La relativa separazione di breve periodo dai listini tradizionali non va però letta come la prova di un disaccoppiamento strutturale. Può riflettere semplicemente posizionamenti già impostati, flussi spot specifici o una diversa velocità con cui gli operatori stanno aggiornando le proprie aspettative.
La parte più impegnativa del messaggio Fed è quindi contenuta nelle indicazioni prospettiche. Andrew Melville, responsabile della ricerca di Block Scholes, ha osservato che un nuovo aumento dei tassi sarebbe una sorpresa restrittiva più significativa rispetto ai 25 punti base deliberati ora. Il motivo è lineare: la decisione odierna era attesa, mentre la possibilità di ulteriori interventi porta gli investitori a riconsiderare l’ipotesi di tassi elevati per un periodo più lungo.
Dietro il prezzo, derivati in vendita e domanda sul mercato spot
L’apparente stabilità della quotazione non significa che i mercati collegati a Bitcoin siano rimasti fermi. Nella prima ora dopo l’annuncio, Duschang ha rilevato una prevalenza di vendite sui perpetual futures: circa 82 milioni di dollari netti su Bitcoin e 68 milioni su Ether. I contratti perpetui sono strumenti derivati molto utilizzati nel settore crypto, anche per assumere esposizioni con leva; una pressione venditrice su questo segmento può indicare una riduzione delle posizioni più aggressive o una copertura contro la volatilità attesa.
Nello stesso intervallo, Bitcoin avrebbe invece registrato acquisti netti sul mercato spot per circa 15,5 milioni di dollari. In altre parole, una parte della domanda per il sottostante avrebbe compensato la pressione proveniente dai derivati. È un equilibrio da seguire, non una garanzia sulla direzione successiva del prezzo. La domanda spot può aiutare a stabilizzare le quotazioni nel breve periodo, ma la sua tenuta dipenderà sia dalle condizioni macroeconomiche sia dall’evoluzione del sentiment degli investitori.
Anche i movimenti verso e dagli exchange suggeriscono un mercato in fase di riposizionamento. Dopo il rialzo sono confluiti sulle piattaforme circa 2.170 Bitcoin, seguiti da prelievi per 1.260 Bitcoin. I trasferimenti agli exchange possono precedere vendite, arbitraggio o operatività sui derivati; i deflussi possono invece essere collegati a custodia o acquisti. Presi isolatamente, non consentono di attribuire un’intenzione univoca. Il loro interesse sta nel mostrare che l’annuncio della Fed ha prodotto attività, pur senza tradursi in un forte movimento direzionale del prezzo.
Il test si sposta alle prossime riunioni
La resilienza mostrata da Bitcoin va dunque collocata nel suo contesto: il mercato ha assorbito un evento noto, ma deve ancora misurarsi con un quadro monetario potenzialmente più rigido. Martin Lee, responsabile market insights di DWF Labs, ritiene che il ritorno a un’impostazione da tassi elevati più a lungo possa imporre una rivalutazione degli asset rischiosi. Per la finanza tradizionale e per le criptovalute, l’effetto non passa necessariamente da un crollo immediato: spesso emerge attraverso valutazioni più selettive, maggiore volatilità e minore disponibilità a sostenere posizioni speculative.
Il confronto con l’azionario, sceso nella giornata della decisione, resta utile proprio per leggere il carattere della tenuta di Bitcoin. Se la moneta digitale continuerà a reggere mentre le condizioni finanziarie si irrigidiscono, il mercato potrà interpretarlo come un segnale di domanda relativamente solida. Se invece i flussi spot si indeboliranno e le vendite sui derivati si estenderanno, la calma vista nelle prime ore potrebbe rivelarsi soltanto una pausa nella digestione della decisione.
Per ora, i fatti disponibili descrivono un mercato che non ha sorpreso al ribasso davanti al rialzo Fed, ma che non può ignorare le proiezioni della banca centrale. L’attenzione passa quindi dalle reazioni istantanee al prossimo passaggio della politica monetaria: la maggioranza dei funzionari del FOMC considera probabile almeno un’altra stretta entro l’anno. È su quella aspettativa, più che sui 25 punti base già decisi, che si giocherà la capacità di Bitcoin di mantenere la propria stabilità relativa.




