Per ventisette giorni Isola della Scala tornerà a organizzare una parte rilevante della propria vita pubblica attorno al riso. Dal 17 settembre al 13 ottobre si svolgerà la 58ª Fiera del Riso, appuntamento dedicato al Riso Nano Vialone Veronese IGP che combina ristorazione, divulgazione sulla produzione risicola, competizioni gastronomiche, spettacoli e attività rivolte alle famiglie.
La presentazione dell'edizione 2026 si è tenuta a Roma, al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. È una sede che chiarisce la dimensione che gli organizzatori attribuiscono alla manifestazione: non una festa locale isolata, ma una piattaforma di promozione per un prodotto legato al territorio veronese e per le attività che lo trasformano, lo distribuiscono e lo raccontano.
Il fulcro resta il Palariso, in via Parco del Riso 1, dove il pubblico potrà pranzare e cenare per quasi un mese. Dal lunedì al giovedì l'apertura è prevista dalle 11.30 alle 14.30 e dalle 18.30 a mezzanotte; il venerdì fino all'una di notte. Sabato si potrà accedere dalle 11.30 alle 15 e dalle 18 all'una, mentre la domenica l'orario sarà 10-15 e 18-23. L'ingresso alla manifestazione è gratuito; i tagliandi acquistati in prevendita fino al 16 settembre danno accesso a condizioni scontate. Il prezzo delle porzioni di risotto dipenderà dalla ricetta, con una base indicata dagli organizzatori di 7 euro per 380 grammi.
Una fiera che parte dal campo e arriva alla tavola
Il programma mette al centro il Nano Vialone Veronese IGP, varietà che rappresenta il riferimento identitario dell'area. Ma l'edizione 2026 prova a rendere più visibile anche ciò che precede il piatto: coltivazione, raccolto, lavorazione e filiera. Ente Nazionale Risi, in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura, curerà esposizioni dedicate alle origini del riso e al suo rapporto con la cultura gastronomica italiana. È previsto anche un percorso immersivo nella risaia, costruito per far conoscere ai visitatori l'ambiente agricolo da cui prende avvio la produzione.
Il tema ha un rilievo pratico per un centro come Isola della Scala. Una manifestazione di questa durata concentra flussi di visitatori, personale, forniture e servizi di ristorazione, attivando una rete che comprende aziende agricole, riserie, associazioni, volontari e attività commerciali. Il presidente di Ente Fiera, Stefano Marzotto, ha richiamato proprio il carattere sociale ed economico costruito attorno all'evento nel corso delle sue edizioni, oltre alla funzione promozionale del prodotto.
Dal ministero, Lollobrigida ha inquadrato l'iniziativa nella necessità di sostenere la competitività delle filiere e la tutela dell'origine delle produzioni italiane. Per il comparto, la Fiera offre quindi una vetrina rivolta tanto ai consumatori quanto agli interlocutori istituzionali e alle imprese: un luogo in cui la notorietà di un prodotto certificato viene associata al suo distretto di provenienza.
Chef, concorsi e formazione dentro il calendario
La parte gastronomica andrà oltre il servizio dei risotti. Tornano il Palio delle Contrade e il Chicco d'Oro, i concorsi che scandiscono tradizionalmente la manifestazione, mentre Taste of Earth ospiterà due serate con Marcantonio Sagramoso il 22 settembre e Giorgio “Giorgione” Barchiesi il 29 settembre. Gli appuntamenti saranno dedicati alle interpretazioni del riso e agli abbinamenti in cucina.
Sarà disponibile anche un ristorante à la carte con servizio al tavolo, aperto sia in occasione degli eventi speciali sia per chi cerca una formula diversa rispetto alla proposta dei padiglioni. Il progetto coinvolge Enaip Veneto e gli studenti dell'indirizzo alberghiero di Isola della Scala. Per gli studenti, l'evento diventa così un banco di prova fuori dall'aula: un'esperienza diretta nei ritmi del servizio, dell'accoglienza e dell'organizzazione di una ristorazione rivolta a grandi numeri.
Accanto al cibo, il calendario include concerti e spettacoli a ingresso libero nella Showtime Arena. Famiglie e bambini troveranno giochi in legno, una fattoria degli animali e altre attività dedicate. L'obiettivo è mantenere la Fiera come destinazione per pubblici differenti, in fasce orarie diverse e per motivazioni che non coincidono necessariamente con la degustazione. È un elemento importante nella gestione di un evento esteso nel tempo: l'offerta di intrattenimento aiuta a distribuire presenze e a riportare le persone sul posto in giornate successive.
Accessibilità e solidarietà, oltre la proposta gastronomica
Nel programma trova spazio un capitolo sociale articolato. Sono annunciati il concorso Risabile, un pranzo con Casa Sampa e l'Associazione Agaras realizzato insieme ai ragazzi di San Patrignano, oltre all'iniziativa “Un risotto per Telethon”. Si tratta di appuntamenti che inseriscono raccolta fondi, partecipazione associativa e inclusione nella programmazione ordinaria, senza relegarli a un ruolo laterale.
L'accessibilità alimentare è un altro tratto dichiarato dell'evento. La Fiera del Riso è stata la prima manifestazione certificata dall'Associazione Italiana Celiachia e anche quest'anno proporrà stand e soluzioni dedicate ai visitatori celiaci. In una manifestazione fondata sulla ristorazione, l'organizzazione di percorsi e preparazioni adatti a esigenze alimentari specifiche incide concretamente sulla possibilità di partecipare. Non riguarda soltanto la varietà dell'offerta, ma la gestione di ingredienti, preparazioni e informazioni al pubblico.
Il limite, come per ogni grande appuntamento gastronomico, resta la capacità di tradurre un racconto territoriale in una conoscenza durevole del prodotto e del lavoro agricolo che lo sostiene. Mostre, dimostrazioni e presenza delle istituzioni possono avvicinare il pubblico alla filiera, ma la Fiera resta prima di tutto un evento popolare e di consumo. La sfida sarà mantenere leggibile il legame fra il risotto servito e la specificità del Nano Vialone Veronese IGP, senza appiattire la manifestazione su una successione di appuntamenti collaterali.
Per Isola della Scala, tuttavia, l'edizione numero 58 conferma il peso di una manifestazione capace di trasformare un prodotto agricolo in un'infrastruttura culturale temporanea. Per quasi un mese il riso sarà la chiave con cui il comune si presenterà a visitatori, operatori e istituzioni: attraverso i sapori, ma anche attraverso formazione professionale, iniziative sociali e una narrazione più ampia della sua economia locale.




