La Grecia potrebbe avere il suo primo astronauta nel 2027. L’Agenzia Spaziale Europea ha firmato un accordo con Vast per inserire Adrianos Golemis, medico di volo che lavora con ESA, nella prima missione privata alla Stazione Spaziale Internazionale assegnata dalla NASA alla società americana. La partecipazione è ancora subordinata all’approvazione del Multilateral Crew Operations Panel, l’organismo in cui siedono i partner della ISS, ma la struttura della missione è già definita: Thomas Pesquet come comandante, Aleš Svoboda come pilota e Golemis come mission specialist.
È una notizia importante per la Grecia, ma anche un esempio concreto di come sta cambiando l’accesso umano allo spazio. Per decenni volare sulla Stazione significava quasi sempre essere selezionati da una delle grandi agenzie nazionali o internazionali e inserirsi in programmi pubblici con tempi lunghissimi. Le missioni private stanno creando una seconda porta, nella quale governi più piccoli possono acquistare o negoziare posti all’interno di voli commerciali certificati.
NASA usa il settore privato per la transizione dopo la ISS
La missione Vast rientra nel programma con cui NASA sta aprendo la Stazione a voli privati. L’obiettivo non è soltanto commerciale: l’agenzia vuole preparare il passaggio verso stazioni in orbita bassa gestite da operatori privati quando la ISS verrà ritirata. Vast è uno dei soggetti che ambiscono a costruire infrastrutture orbitali commerciali e ogni missione con equipaggio serve anche a sviluppare esperienza operativa.
Per NASA è una forma di creazione del mercato. Invece di possedere per sempre l’intera infrastruttura, l’agenzia prova a diventare uno dei clienti di piattaforme commerciali. È la stessa logica che ha trasformato il trasporto cargo e poi quello umano con SpaceX: contratti pubblici utilizzati per far nascere capacità che successivamente possono essere vendute anche ad altri.
Golemis porta una competenza medica nello spazio
Adrianos Golemis non è un turista selezionato soltanto per rappresentanza nazionale. È un medico di volo con esperienza nel supporto alle missioni e, se approvato, entrerà nell’equipaggio come mission specialist. Questa distinzione è importante perché mostra l’evoluzione delle missioni private: non semplici esperienze per clienti facoltosi, ma voli nei quali paesi, aziende e istituzioni possono definire obiettivi scientifici o professionali.
La Grecia potrà utilizzare la missione come leva per sviluppare attività educative, scientifiche e industriali. Anche un singolo volo può creare programmi di ricerca, partnership universitarie e visibilità per aziende nazionali interessate al settore spaziale.
SpaceX resta l’infrastruttura di trasporto
Il piano prevede un lancio con Falcon 9 e una capsula Dragon. Anche qui emerge una caratteristica della nuova economia spaziale: società diverse possono specializzarsi in parti differenti della catena. Vast organizza e sviluppa la missione e punta alla propria infrastruttura orbitale; SpaceX fornisce il trasporto; ESA gestisce il rapporto per conto della Grecia e contribuisce alla preparazione dell’equipaggio.
Questo modello modulare riduce la necessità per ogni nuovo operatore di costruire tutto da zero. Allo stesso tempo crea dipendenze forti da pochi fornitori, soprattutto nel trasporto umano americano, dove Dragon mantiene una posizione dominante.
L’Europa sperimenta un accesso più flessibile
ESA ha storicamente selezionato astronauti attraverso campagne continentali molto competitive. Il nuovo ecosistema consente modalità aggiuntive: project astronaut, accordi nazionali, missioni commerciali e collaborazioni con operatori privati. Aleš Svoboda, indicato come pilota, rappresenta già questa flessibilità, così come la possibile partecipazione di Golemis.
Per paesi che non hanno tradizionalmente avuto un astronauta nazionale, il costo e la complessità di un programma autonomo sarebbero proibitivi. Una missione condivisa permette invece di entrare nel settore con un investimento più concentrato.
La Stazione Spaziale è diventata anche un mercato
La ISS resta una piattaforma scientifica internazionale, ma negli ultimi anni è diventata anche un luogo nel quale aziende vendono servizi, missioni e accesso. Questo crea opportunità e interrogativi. Da una parte aumenta il numero di soggetti capaci di fare ricerca in microgravità; dall’altra bisogna evitare che le priorità commerciali riducano lo spazio disponibile per programmi pubblici o producano differenze di accesso basate soltanto sulla capacità di spesa.
NASA e i partner stanno cercando di gestire questa transizione mantenendo procedure comuni di sicurezza e approvazione. Il fatto che Golemis debba passare dal MCOP mostra che la natura privata del volo non elimina il controllo multilaterale sulla composizione degli equipaggi.
Il 2027 sarà un anno simbolico
Se la missione procederà come previsto, la Grecia entrerà nel gruppo dei paesi che hanno mandato un proprio cittadino nello spazio proprio mentre la ISS si avvicina alla fase finale della propria storia. È un momento simbolico: un paese entra nell’era del volo umano quando l’architettura che ha definito gli ultimi decenni sta per essere sostituita.
Il valore più grande della missione potrebbe quindi essere ciò che viene dopo. Se università, aziende e istituzioni greche useranno il volo per costruire competenze durature, l’esperienza non resterà un evento nazionale isolato. Diventerà una porta d’ingresso in un’economia orbitale nella quale accesso, ricerca e infrastruttura saranno sempre più condivisi tra pubblico e privato.




