L’Hamptons International Film Festival ha definito il programma della sua 34ª edizione, in calendario dal 2 al 12 ottobre. Per un festival collocato in una porzione particolarmente affollata dell’autunno cinematografico nordamericano, la line-up conferma una formula precisa: film già emersi nel circuito internazionale, alcune première mondiali e un calendario di conversazioni con interpreti e autori pensato per trasformare le proiezioni in appuntamenti editoriali dal vivo.

La chiusura del 12 ottobre sarà affidata a Wicker, fantasy diretto da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson. Il film, presentato inizialmente al Sundance Film Festival, riunisce Olivia Colman, Alexander Skarsgård, Elizabeth Debicki e Peter Dinklage. La scelta dice molto della funzione che Hamptons intende svolgere: non il primo approdo assoluto per ogni titolo, ma una tappa capace di rimettere al centro opere che hanno già iniziato a farsi notare e di offrirle a un pubblico diverso, in una fase decisiva per la loro vita successiva.

Il festival aveva già comunicato che l’apertura sarebbe stata affidata a I Play Rocky. Aveva inoltre annunciato un riconoscimento per la regia a Phil Lord e Chris Miller e un premio alla carriera per Bob Balaban. Quest’ultimo ha un legame diretto con l’organizzazione: oltre al lavoro da attore e regista, fa parte del board di HamptonsFilm, l’ente che realizza la manifestazione.

Le conversazioni diventano parte del programma

Nel cartellone ora completato, uno degli elementi più rilevanti è la presenza di incontri associati a singoli film. I due eventi “Centerpiece” saranno The Life and Deaths of Wilson Shedd, diretto da Tim Blake Nelson, e The Only Living Pickpocket in New York di Noah Segan. Dopo le rispettive proiezioni sono previsti dialoghi con Amanda Seyfried, nel cast di The Life and Deaths of Wilson Shedd, e con John Turturro, legato a The Only Living Pickpocket in New York.

Il programma include anche una conversazione con Jesse Eisenberg, che ha scritto e diretto The Debut, e un incontro con Ron Howard dedicato a Avedon, documentario del regista sul fotografo Richard Avedon. Entrambi i titoli saranno proiettati prima degli appuntamenti con i loro autori. È un’impostazione che amplia l’esperienza oltre la sala: per il pubblico locale e per gli ospiti del festival, la presenza dei protagonisti consente di vedere i film nel momento in cui prendono forma anche il loro racconto pubblico, la loro lettura critica e, potenzialmente, il loro posizionamento nel mercato.

La densità di nomi non equivale però a una rassegna costruita soltanto sulla celebrità. Seyfried, Turturro, Eisenberg e Howard arrivano in relazione a opere specifiche, mentre la programmazione alterna narrativa, documentario e produzioni radicate nel territorio. In questo senso, gli incontri funzionano come un’estensione della curatela, non come appuntamenti separati dal resto della selezione.

Due première mondiali dal territorio di Long Island

Accanto ai film già transitati altrove, Hamptons mantiene uno spazio per le novità assolute nella sezione Views from Long Island. Qui debutteranno in prima mondiale Barbizon, di Jake Silbermann, e Not Dead Yet, diretto da Eric Weber e Nick Weber.

Barbizon racconta Erica Pappas, scultrice che insegna scacchi alle famiglie benestanti degli Hamptons. Not Dead Yet vede invece Richard Kind nel ruolo di un pubblicitario che cerca di reinventarsi. Sono due progetti con un rapporto esplicito con il luogo che ospita il festival, e rappresentano un contrappunto utile a una selezione composta in larga parte da titoli provenienti da altre manifestazioni. Per una rassegna di queste dimensioni, avere première mondiali non significa competere frontalmente con i grandi festival internazionali, ma conservare una capacità di scoperta e di lancio che non dipenda soltanto dalla circolazione di opere già consacrate.

David Nugent, Chief Creative Officer di HamptonsFilm, ha indicato come obiettivo della selezione la possibilità di portare al pubblico sia film da diversi contesti internazionali sia gli artisti che li hanno realizzati. Bob Feinberg, Executive Director dell’organizzazione, ha richiamato invece la dimensione comunitaria dell’esperienza in sala. Nelle parole dei vertici del festival emerge una linea coerente con il programma: l’evento punta a essere un luogo di visione, ma anche di incontro tra pubblico e industria creativa.

Una tappa utile nel calendario di ottobre

La collocazione temporale è parte essenziale della sua identità. Hamptons si svolge subito dopo Venezia, Telluride e Toronto e in contemporanea con il New York Film Festival. In questa fase dell’anno, distributori, addetti ai lavori, stampa e pubblico seguono con attenzione i titoli che possono mantenere slancio verso l’inverno e la stagione dei premi. Il festival non opera nello stesso modo delle rassegne che ospitano i principali debutti mondiali, ma può offrire un passaggio ulteriore a film che cercano attenzione, passaparola e un confronto ravvicinato con gli spettatori.

Da qui deriva anche la natura composita del suo programma. La presenza di Wicker, arrivato dal Sundance, mostra l’importanza della continuità tra festival; le première di Long Island preservano un margine di esclusività; gli incontri con talent e cineasti rendono il calendario più riconoscibile in una settimana nella quale l’offerta culturale dell’area di New York è molto ampia. Non sono tre compartimenti indipendenti, ma gli elementi con cui una manifestazione regionale può mantenere una propria rilevanza dentro un ecosistema sempre più concentrato attorno a pochi grandi appuntamenti.

Per i film, l’esposizione di ottobre può avere effetti diversi a seconda del percorso distributivo già definito, e l’annuncio non precisa quali titoli arriveranno successivamente nelle sale o sulle piattaforme. Sarebbe quindi prematuro leggere la selezione come un indicatore completo delle prossime strategie commerciali. Il programma, però, permette di osservare quali opere e quali figure il festival vuole mettere in contatto con il proprio pubblico: un fantasy d’autore con un cast di primo piano, nuovi lavori di registi e attori riconoscibili, un documentario su Richard Avedon e racconti legati alla geografia sociale degli Hamptons.

La 34ª edizione si giocherà dunque su questa combinazione. Il richiamo dei nomi invita l’attenzione mediatica; la selezione di titoli già passati dai festival maggiori intercetta il dibattito della stagione; le due anteprime mondiali offrono una ragione concreta per seguire Hamptons come sede di lancio. Dal 2 ottobre sarà il riscontro delle proiezioni e degli incontri a misurare quanto questa strategia riesca a distinguersi nel congestionato calendario autunnale.

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