La campagna per gli Oscar di A Talent For Murder ha già una scelta precisa al suo centro: Helen Mirren correrà nella categoria della migliore attrice protagonista. Bleecker Street e LD Entertainment sosterranno la candidatura dell'interprete britannica ai 99° Academy Awards e nelle altre principali competizioni della stagione, collocando senza ambiguità il suo lavoro al vertice del film diretto da Anton Corbijn.

È una decisione che va oltre la semplice etichetta di categoria. Nelle corse ai premi, soprattutto quando un titolo si affida a un cast ristretto e a una figura storica fortemente riconoscibile, stabilire chi debba rappresentare il volto del progetto è parte della strategia con cui distributori e produttori rendono leggibile il film agli elettori. In questo caso la scelta coincide con la struttura del racconto: Mirren interpreta Patricia Highsmith, la scrittrice statunitense da cui sono nati personaggi e romanzi entrati nell'immaginario cinematografico, a cominciare da Tom Ripley.

La candidatura non è naturalmente una nomination: quella dipenderà dal voto dell'Academy. Ma il posizionamento annunciato da Bleecker Street e LD Entertainment colloca subito A Talent For Murder nel confronto per una delle categorie più osservate della stagione. Per Mirren sarebbe un ritorno in una gara che conosce bene: ha vinto l'Oscar come migliore attrice per The Queen, premio legato all'edizione 2006, e ha raccolto complessivamente quattro candidature.

Una Highsmith reinventata, non un biopic convenzionale

A Talent For Murder non ricostruisce la vita di Highsmith secondo il modello biografico tradizionale. La sceneggiatura di Joanna Murray-Smith immagina un incontro mai documentato, ambientato nel 1995. La scrittrice, ormai settantenne e in condizioni di salute fragili, vive isolata nelle Alpi svizzere: il suo spazio è popolato di libri, gatti e armi antiche, elementi che definiscono un ambiente chiuso e insieme coerente con il tono criminale della sua opera.

A interrompere quell'equilibrio arriva Edward Ridgeway, emissario di un editore di New York interpretato da Alden Ehrenreich. L'uomo ha l'incarico di convincere Highsmith a scrivere un nuovo capitolo della serie imperniata su Ripley, l'antieroe assassino nato dalla sua narrativa. Il rifiuto della scrittrice diventa però l'innesco di un gioco creativo e mentale: Ridgeway dovrà costruire con lei l'idea di un omicidio perfetto.

Il film lavora quindi su un doppio livello, quello dell'incontro fra l'autrice e il suo interlocutore e quello delle situazioni immaginate mentre il delitto prende forma. Ehrenreich interpreta anche Tom Ripley nelle sequenze di finzione elaborate dai protagonisti. Olivia Cooke ha a sua volta due ruoli: una ragazza incontrata su un treno e un'altra figura coinvolta nel racconto concepito da Highsmith e Ridgeway. È una costruzione che mette in rapporto la persona rappresentata, il suo universo letterario e la trasformazione delle idee in immagini.

La scelta di non presentare il progetto come resoconto letterale della biografia è rilevante anche per il suo valore industriale. Highsmith è un nome con una lunga storia di adattamenti e con titoli noti al grande pubblico, fra cui Strangers On A Train e The Talented Mr. Ripley. Corbijn non usa però quel repertorio come base per rifare uno di quei romanzi: ne recupera il peso culturale e lo fa entrare in una storia originale. L'operazione può offrire al film una riconoscibilità immediata senza costringerlo a confrontarsi direttamente con un nuovo adattamento di Ripley.

Tre interpreti, tre categorie

La definizione della campagna chiarisce anche la gerarchia delle performance. Ehrenreich sarà proposto come miglior attore protagonista, mentre Cooke concorrerà come attrice non protagonista. In altre parole, il film presenta una coppia di ruoli centrali sul piano della recitazione — Highsmith e Ridgeway — e riserva a Cooke uno spazio di supporto pur affidandole una presenza articolata su due piani narrativi.

Per i distributori, rendere pubbliche queste collocazioni con anticipo evita una lettura incerta delle candidature e consente di concentrare l'attenzione su ciascuna interpretazione. Mirren è il nome più associato al progetto e il suo personaggio costituisce il fulcro da cui discende la tensione del film; Ehrenreich porta invece in scena l'elemento esterno che costringe la scrittrice a riaprire il dialogo con il proprio personaggio più celebre. Cooke contribuisce al dispositivo immaginativo attraverso le figure che emergono dal racconto interno.

Il percorso di Mirren aggiunge un elemento di peso alla scelta. Oltre alla vittoria per The Queen, l'attrice è stata candidata come protagonista per The Last Station e come non protagonista per Gosford Park e The Madness of King George. Ha inoltre ottenuto quattro Emmy, quattro BAFTA e quattro Golden Globe. Questi risultati non determinano l'esito della stagione, ma spiegano perché il suo nome possa essere una leva importante per un film che punta a distinguersi attraverso una prova d'attrice e una figura autoriale complessa.

Toronto come primo banco di prova

La première mondiale si è tenuta al Toronto Film Festival, dove il film ha iniziato a misurare la propria ricezione davanti alla stampa e al circuito professionale. In una prima recensione, Deadline ha evidenziato la trasformazione di Mirren nel ruolo di Highsmith e il contrasto fra la fama della scrittrice e la sua dimensione più aspra e appartata. Per un'opera sostenuta da due società indipendenti, l'attenzione critica ottenuta nel contesto festivaliero può essere utile quanto la notorietà del materiale di partenza: dà alla campagna un primo terreno su cui costruire il discorso attorno alla performance.

La strada resta comunque lunga. La campagna dovrà tenere insieme più aspetti: l'attrattiva di Mirren, il prestigio di Highsmith, il richiamo dei suoi personaggi e la natura non biografica del racconto. Il rischio, per un film costruito su una personalità così nota, è che il pubblico si aspetti una cronaca fedele della sua vita; la sua specificità sta invece nell'ipotesi narrativa escogitata da Corbijn e Murray-Smith. Sarà importante che il lancio renda esplicita questa distanza, perché è proprio lì che il progetto definisce la propria identità.

A Talent For Murder uscirà nelle sale il 23 ottobre. Quella data darà al film il primo vero confronto con il pubblico al di fuori dei festival e offrirà a Bleecker Street e LD Entertainment l'occasione per verificare quanto la combinazione fra star power, patrimonio letterario e atmosfera da thriller psicologico riesca a sostenere la sua visibilità nella stagione dei premi. Per ora, la mossa più concreta è già stata fissata: Helen Mirren sarà il perno della candidatura in categoria protagonista.

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