Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, è morto a 30 anni dopo la grave collisione avvenuta nel finale della partita di Segunda División contro l’FC Andorra. Il calciatore era stato trasportato d’urgenza all’Hospital Universitario de Nuestra Señora de Candelaria di Santa Cruz de Tenerife, dove era arrivato in condizioni critiche e senza riprendere conoscenza. Il club ha comunicato il decesso nella mattinata di martedì 3 novembre.

La notizia ha colpito un’intera giornata di calcio spagnolo, ben oltre il perimetro della seconda serie. La Federazione ha rinviato gli incontri di Copa del Rey e Copa de la Reina previsti per martedì; Tenerife e Andorra hanno inoltre chiesto di posticipare i rispettivi impegni successivi. Intanto, squadre e giocatori di tutta Europa hanno osservato minuti di silenzio o pubblicato messaggi di cordoglio.

De Miguel lascia una figlia, Carla, nata nel 2025. Era arrivato al Tenerife nell’estate dello stesso anno, dopo avere costruito gran parte della propria carriera nelle categorie inferiori spagnole e avere contribuito alla promozione del Castellón in Segunda División nel 2024.

La collisione nel recupero e la sospensione della gara

Tenerife e FC Andorra erano sul 2-2 quando, nei minuti di recupero, un pallone lungo ha portato De Miguel a inseguire l’azione verso il centrocampo. Jesús Owono, portiere dell’Andorra, è uscito con grande anticipo dalla sua area per intervenire. Nel contrasto, il ginocchio del portiere ha colpito il calciatore del Tenerife, che è rimasto immobile sul terreno di gioco.

I sanitari sono entrati immediatamente in campo mentre i giocatori delle due squadre hanno richiamato l’attenzione sulla gravità della situazione. L’arbitro Manuel Ángel Pérez Hernández ha espulso Owono con rosso diretto e ha poi interrotto definitivamente l’incontro, proseguito fino al 108° minuto proprio per consentire i soccorsi e la gestione dell’emergenza.

Nel referto arbitrale, l’intervento è descritto come un impatto con la gamba alta e forza eccessiva durante la contesa del pallone. Il provvedimento sportivo nei confronti del portiere sarà esaminato dagli organi disciplinari: secondo i protocolli federali citati dalla stampa spagnola, la squalifica potrebbe arrivare fino a 12 giornate. È però un capitolo distinto dall’accertamento sulle cause della morte.

Durante il trasferimento in ambulanza De Miguel ha avuto un arresto cardiorespiratorio ed è stato rianimato dai soccorritori. In ospedale il Tenerife aveva inizialmente riferito di parametri stabili, pur in una condizione estremamente seria e con il giocatore privo di conoscenza. Nelle prime ore di martedì il quadro neurologico è peggiorato, fino alla comunicazione del decesso.

L’inchiesta non equivale a un’accusa

La polizia spagnola ha avviato un procedimento giudiziario per una possibile ipotesi di omicidio colposo. Si tratta, secondo quanto riportato dalle autorità locali, del passaggio previsto quando si verifica una morte classificata come non naturale: gli inquirenti devono ricostruire le circostanze e raccogliere gli elementi medico-legali necessari.

L’apertura dell’indagine non stabilisce dunque responsabilità penali né trasforma automaticamente un contrasto di gioco in un reato. Il procuratore capo di Santa Cruz de Tenerife, José Luis Sánchez-Jáuregui, ha indicato come molto difficile che il caso possa approdare in tribunale, considerando che l’impatto è avvenuto nel contesto di un’azione di gara. Resta possibile, in ogni caso, che vengano presentati esposti formali e che gli accertamenti definiscano il quadro in modo più completo.

Il doppio binario è inevitabile in casi di questa natura. Da una parte c’è la giustizia sportiva, chiamata a valutare la condotta tecnica e regolamentare del portiere sulla base del referto e delle immagini; dall’altra ci sono gli accertamenti giudiziari e sanitari, che riguardano il decesso e il nesso tra quanto accaduto in campo e le sue conseguenze. Confondere i due piani, nelle ore successive a una tragedia, rischia di anticipare conclusioni che al momento non sono disponibili.

Un lutto che investe club, squadra e calendario

Il presidente del Tenerife, Felipe Miñambres, ha spiegato che calciatori e persone vicine alla squadra avranno bisogno di supporto professionale per elaborare quanto accaduto. Una necessità condivisa anche dall’Andorra, che ha messo a disposizione assistenza psicologica per tesserati e staff. In campo, molti giocatori avevano assistito da pochi metri ai soccorsi; fuori dal campo, la notizia coinvolge direttamente famiglie, dipendenti, tifosi e compagni di spogliatoio.

Il rinvio delle partite non è quindi un gesto formale. Offre tempo ai gruppi coinvolti per affrontare una situazione eccezionale, ma impone anche una revisione immediata dell’organizzazione agonistica: calendario, biglietteria, trasferte, allenamenti, disponibilità degli impianti e comunicazione con i sostenitori. Tenerife ha domandato il rinvio della sfida di campionato con il Granada e della gara di coppa contro il Badajoz; l’Andorra ha chiesto lo stesso per l’appuntamento con il Mallorca.

La risposta del calcio spagnolo ha avuto una dimensione nazionale e internazionale. Real Madrid, Barcelona, Arsenal e altre società hanno ricordato De Miguel prima degli allenamenti o delle proprie attività. Messaggi sono arrivati anche da Lionel Messi, Kylian Mbappé e Gerard Piqué, comproprietario dell’FC Andorra e presente alla partita. Il Castellón, la squadra con cui De Miguel aveva vissuto una delle fasi più rilevanti del suo percorso, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia.

Il percorso di De Miguel

Nato a Madrid, De Miguel aveva cominciato nel Leganés e attraversato numerosi club del calcio spagnolo: tra gli altri Internacional Madrid, Fuenlabrada, Navalcarnero, Unionistas e Castellón. Non era il profilo costruito attorno a una ribalta precoce, ma quello di un attaccante cresciuto stagione dopo stagione nel sistema delle categorie nazionali, dove i risultati sportivi incidono direttamente sulla stabilità economica e sull’identità dei club.

Con il Castellón aveva segnato 16 reti nella stagione conclusa con la promozione del 2024. Al Tenerife aveva collezionato 11 gol in 29 presenze. Numeri che aiutano a misurare il suo peso nella squadra, ma che non esauriscono l’impatto di una perdita così improvvisa: per il club canario la priorità immediata resta la tutela delle persone coinvolte, mentre il campionato e le decisioni disciplinari passeranno in secondo piano fino a quando non saranno chiariti tempi e modalità della ripresa.

Nei prossimi giorni sono attesi gli esiti degli approfondimenti delle autorità e le decisioni ufficiali sui rinvii richiesti. Il calcio spagnolo dovrà anche stabilire come gestire il completamento, o l’eventuale omologazione, della gara tra Tenerife e Andorra. Per ora resta una partita interrotta nel suo momento più drammatico e il lutto per un calciatore morto durante un’azione di gioco.

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