Lil Durk è stato assolto da tutte le accuse nel processo federale che lo vedeva imputato per il presunto piano contro il rapper Quando Rondo, culminato nella sparatoria in cui fu ucciso suo cugino Saviay’a Tilal “Lul Pab” Robinson. La decisione è arrivata a Los Angeles dopo tre settimane di udienze e tre giorni di camera di consiglio: per la giuria, l’accusa non ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che Durk Banks, questo il nome anagrafico dell’artista, avesse ordinato o finanziato l’operazione.

Alla lettura del verdetto il rapper, 33 anni, si è commosso fino alle lacrime. In aula c’erano la moglie India Royale, la madre LaShawnda Woodard e altri familiari. L’assoluzione riguarda l’intero blocco di contestazioni affrontato in questo dibattimento, fra cui cospirazione per omicidio su commissione, cospirazione per stalking e stalking con esito mortale. È un passaggio decisivo per uno dei nomi più importanti della scena rap di Chicago, ma non equivale alla fine delle sue vicende penali: Lil Durk rimane infatti in custodia federale in vista di un secondo processo.

Il caso nato dopo la morte di King Von

La tesi della procura collocava il presunto movente nel novembre 2020, quando King Von, rapper vicino a Lil Durk e figura centrale del collettivo Only The Family, venne ucciso ad Atlanta. Quando Rondo non fu incriminato per quella morte; Timothy “Lul Timm” Leeks, indicato come suo associato, era stato accusato dell’omicidio di King Von, ma il procedimento a suo carico era stato successivamente archiviato.

Secondo i procuratori, Banks avrebbe ritenuto Quando Rondo responsabile, almeno sul piano personale e del contesto, della perdita dell’amico. Da lì sarebbe maturata una rappresaglia. L’accusa sosteneva che l’artista avesse promesso denaro per colpire il rapper georgiano durante una sua permanenza a Los Angeles. L’agguato, secondo la ricostruzione discussa in aula, avvenne in una stazione di servizio: l’obiettivo sarebbe stato Quando Rondo, ma sotto i colpi morì Robinson.

Il procedimento ha toccato un tema ricorrente nella giustizia statunitense applicata all’hip-hop: il rapporto fra testi, immagine pubblica degli artisti e responsabilità penale. La procura ha chiesto di introdurre brani di Lil Durk come elementi utili a ricostruirne lo stato d’animo dopo l’uccisione di King Von. Il giudice Michael W. Fitzgerald ne ha ammessi alcuni in forma limitata. Da anni musicisti, avvocati e associazioni per i diritti civili contestano l’uso dei testi rap come prova, sostenendo che rischi di scambiare narrazione artistica, posture di genere e fatti reali.

In questo processo, però, il nodo non era il significato di una canzone isolata. Per convincere i giurati, il governo doveva legare Banks all’organizzazione concreta dell’attacco e dimostrare l’esistenza di un accordo criminale. È su questo terreno che la difesa ha concentrato la propria strategia.

Una causa costruita sui collaboratori

Il quadro accusatorio si basava soprattutto sulle deposizioni di uomini in precedenza coimputati e poi divenuti collaboratori. Kavon Grant, noto come OTF Vonnie, ha affermato che Lil Durk avesse promesso un pagamento per l’uccisione di Quando Rondo. Kacey Hester, conosciuto come OTF Jam, ha raccontato di aver partecipato al pedinamento e all’agguato. La sua testimonianza ha attribuito direttamente a Durk la responsabilità di averli messi in quella situazione.

La difesa, guidata fra gli altri da Drew Findling e con Brian Steel nel team legale, ha attaccato la credibilità di questi testimoni. La linea è stata netta: persone coinvolte nei fatti e esposte a condanne molto pesanti avrebbero avuto un incentivo concreto a riversare su Banks la regia dell’operazione per ottenere benefici giudiziari. Gli avvocati hanno inoltre sostenuto che Grant fosse, in realtà, il soggetto che aveva promosso la sparatoria.

Il verdetto non stabilisce che l’agguato non sia esistito, né cancella la morte di Robinson. Stabilisce invece che le prove presentate non sono state ritenute sufficienti per condannare Lil Durk per quelle specifiche accuse. È una distinzione essenziale in un caso che, fuori dall’aula, è stato spesso assorbito nella lunga storia di rivalità, lutti e violenza che ha accompagnato una parte del rap di Chicago e Atlanta.

Due altri imputati, Deandre Wilson e David Lindsey, hanno ricevuto un verdetto diverso. Sono stati riconosciuti colpevoli delle accuse di cospirazione per stalking, stalking e stalking con esito mortale, mentre sono stati assolti dalle imputazioni di omicidio su commissione. La divergenza fra i verdetti mostra anche quanto la giuria abbia esaminato separatamente posizione e prove riferite a ciascun imputato, anziché accogliere in blocco l’impianto dell’accusa.

Per Lil Durk non è ancora il ritorno alla normalità

L’assoluzione toglie a Lil Durk il rischio immediato di una condanna nel procedimento più associato al presunto complotto contro Quando Rondo, ma non ne determina la scarcerazione. Restano infatti accuse federali separate, collegate al racket, per omicidio nell’ambito di attività di racket e possesso di armi da fuoco. Quel fascicolo è stato separato dal primo processo e il dibattimento è programmato per il 5 ottobre.

I legali dell’artista dovrebbero contestare il mantenimento della custodia in attesa della nuova udienza. Fino a quel momento, dunque, l’impatto pratico del verdetto resta limitato: Lil Durk non potrà riprendere liberamente la propria attività pubblica, dagli impegni discografici agli eventuali concerti, e il suo catalogo continua a convivere con una situazione giudiziaria ancora aperta.

Per l’industria musicale, il caso resta rilevante anche oltre il nome dell’imputato. Lil Durk è un artista premiato ai Grammy, con una posizione consolidata nel rap mainstream e una rete creativa costruita attorno a Only The Family. Quando un procedimento federale coinvolge un protagonista di questa scala, le conseguenze si propagano a contratti, pianificazione delle uscite, rapporti con promoter e brand, oltre che alla gestione dell’immagine di un’intera etichetta-collettivo.

La sentenza non offre una risposta definitiva a tutte le domande nate intorno alla sparatoria, ma modifica profondamente la posizione di Durk Banks nel capitolo principale dell’inchiesta. Per la procura, il prossimo banco di prova sarà il procedimento sul racket. Per il rapper e il suo team, l’assoluzione rappresenta una vittoria piena nel primo processo, senza però trasformarsi ancora nella possibilità di archiviare la vicenda e ripartire.

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