Per anni gli Stati americani hanno corteggiato i data center con incentivi fiscali. Il Massachusetts sta invertendo la logica. Un ordine esecutivo della governatrice Maura Healey stabilisce nuovi requisiti per i progetti sopra i 25 megawatt, chiedendo approvazione locale, accordi con le comunità e responsabilità sui costi energetici.
Il punto centrale è semplice: la crescita del calcolo per l’AI non deve trasferire automaticamente sulle famiglie il costo di nuove reti e nuova generazione. I grandi progetti dovranno rispettare requisiti di energia pulita e, secondo le indicazioni dello Stato, coprire il proprio fabbisogno attraverso nuova generazione o contribuire a fondi di protezione dei ratepayer.
L’AI diventa politica energetica
La decisione mostra quanto il dibattito sui modelli sia ormai inseparabile dall’infrastruttura. Ogni nuova generazione di AI richiede chip, edifici, acqua e soprattutto elettricità. Quando la domanda raggiunge dimensioni industriali, il data center smette di essere un oggetto invisibile di internet e diventa una questione territoriale.
Massachusetts, Texas e New York stanno sperimentando risposte differenti. La nuova fase della corsa all’AI potrebbe quindi essere decisa non soltanto da chi costruisce il modello migliore, ma da chi riesce a procurarsi energia in modo economicamente e politicamente sostenibile.




