Gli alberi non distribuiscono il materiale in modo uniforme. Concentrano fibre e massa dove le sollecitazioni lo richiedono e alleggeriscono le parti che lavorano meno. Strong by Form vuole trasferire questa logica agli edifici. La deeptech con sede a Madrid ha raccolto 5,8 milioni di euro nel primo closing del suo Series A per portare sul mercato Woodflow-core, una soletta strutturale in legno progettata attraverso design computazionale e biomimetica.

La società sostiene che la soluzione possa competere con acciaio e cemento nelle prestazioni strutturali con un peso fino all’80 per cento inferiore e utilizzando molto meno legno rispetto ad alcune soluzioni mass timber. Il round è guidato da boisei investments e include, tra gli altri, CMPC Ventures, FINSA, Ternel e VX Ventures.

Il problema del legno massiccio è anche quanto legno usa

Il mass timber ha mostrato che edifici di dimensioni importanti possono utilizzare componenti lignei industrializzati, ma ottenere rigidezza e grandi luci richiede spesso elementi spessi. Strong by Form parte da una domanda diversa: invece di usare una lastra piena, perché non mettere fibra soltanto lungo i percorsi attraverso cui viaggiano le forze?

Woodflow utilizza geometrie nervate e processi di fabbricazione che ricordano le strutture naturali. Il risultato è un componente che cerca di ottenere più prestazione da ogni metro cubo di materia prima.

Il design computazionale diventa materiale

In architettura il software viene spesso utilizzato per disegnare forme. Qui il calcolo entra direttamente nell’economia del materiale: simula carichi e ottimizza la disposizione della fibra per ridurre massa senza sacrificare prestazione.

È un esempio di una tendenza più ampia nella deeptech: invece di inventare una nuova sostanza, utilizzare algoritmi e produzione avanzata per ottenere proprietà nuove da materiali conosciuti.

Il cemento ha un vantaggio enorme: tutti sanno usarlo

Per competere con un materiale dominante non basta essere più leggero o avere un’impronta carbonica migliore. Costruttori, ingegneri, assicuratori e autorità devono poter progettare, certificare e installare il prodotto con procedure affidabili.

Il capitale raccolto servirà infatti anche alla certificazione e all’espansione produttiva. Strong by Form punta a progetti in Spagna, Francia, Germania e Svizzera nei prossimi due anni.

La sostenibilità deve diventare produttività

Il settore delle costruzioni è estremamente sensibile al costo e ai tempi. Una tecnologia climatica che richiede un premio elevato rischia di restare confinata a progetti dimostrativi. La promessa più interessante di Woodflow è quindi la prefabbricazione: componenti più leggeri possono essere trasportati e montati con mezzi più piccoli, mentre l’uso efficiente del materiale può ridurre i costi.

Se questi vantaggi reggono fuori dal laboratorio, la riduzione del carbonio diventa una conseguenza di un processo produttivo migliore, non un costo aggiuntivo da giustificare.

La prossima rivoluzione dei materiali potrebbe essere geometrica

Per secoli abbiamo migliorato gli edifici inventando materiali più resistenti. Il calcolo permette ora un’altra strada: usare in modo più intelligente quelli esistenti. Strutture reticolari, topological optimization e biomimetica possono trasformare legno, metalli e compositi senza cambiarne necessariamente la chimica.

Strong by Form è ancora nella fase in cui deve dimostrare industrializzazione e certificazione su scala. Ma la sua idea coglie un punto importante: in un mondo con limiti di carbonio e materie prime, l’ingegneria non dovrà soltanto trovare materiali nuovi. Dovrà imparare a sprecare molto meno quelli che già possiede.

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