La Mercedes-AMG GT 4-Door Coupé di nuova generazione, attesa come modello 2027, affida una parte importante della propria identità a ciò che accade dentro l’abitacolo. Le immagini diffuse da Mercedes-AMG mostrano una berlina-coupé elettrica ad alte prestazioni che segue il linguaggio recente della Casa sul fronte digitale, senza però eliminare del tutto i comandi tradizionali. È una scelta che dice molto della missione assegnata al modello: non una semplice grande EV di lusso, ma un’auto chiamata a trasferire nel mondo elettrico alcune abitudini e alcuni rituali della guida AMG.
Il primo colpo d’occhio è dominato dagli schermi. La plancia ospita il quadro strumenti digitale e un display centrale di grandi dimensioni, orientato verso il conducente. L’impostazione non cerca la pulizia quasi domestica adottata da alcuni costruttori elettrici: resta riconoscibilmente Mercedes, con bocchette dalla cornice elaborata, superfici stratificate e una console centrale che mette il guidatore al centro. La digitalizzazione è quindi estesa, ma non è l’unico linguaggio usato per costruire l’interazione a bordo.
Attorno al display e lungo il tunnel centrale restano infatti tasti e manopole. Per una vettura da oltre 800 CV di picco, almeno nella versione GT 55 provata dalla stampa internazionale, la presenza di controlli raggiungibili senza passare da menu profondi non è un dettaglio estetico. È il tentativo di separare le funzioni più frequentemente utilizzate durante la marcia da quelle che possono restare affidate al touchscreen. Una distinzione utile soprattutto su un’auto progettata anche per percorsi impegnativi e utilizzo in circuito.
Tre manopole per rendere l’elettrica più regolabile
Il punto più specificamente AMG dell’abitacolo è il sistema chiamato Race Engineer. Sulla console centrale compaiono tre selettori circolari attraverso i quali il guidatore può intervenire su diversi parametri della vettura. Mercedes-AMG li presenta come uno strumento per adattare ingressi e risposte dell’auto alla guida più intensa: una logica coerente con l’enorme quantità di software che governa una powertrain elettrica a tre motori, la gestione della coppia e i sistemi dinamici.
Tra le regolazioni citate c’è quella della risposta dell’acceleratore, con nove livelli disponibili. Non cambia soltanto la reattività richiesta ai motori: secondo le prime prove, varia anche la resistenza percepita sul pedale. In un’elettrica, dove l’erogazione immediata tende ad appiattire le differenze tra modalità di guida, una simile calibrazione prova a dare peso fisico alle scelte del conducente. Non sostituisce il carattere meccanico di un motore termico, ma punta a rendere più leggibile e personale la relazione tra piede destro e prestazione.
Un’altra novità riguarda il selettore delle modalità di guida. Il sistema consente di nascondere dalla rotella i programmi che il proprietario non usa, evitando di doverli scorrere tutti ogni volta. È una piccola funzione di configurazione, ma si inserisce in un problema concreto delle automobili moderne: all’aumentare delle opzioni disponibili, l’interfaccia può diventare un ostacolo. AMG prova qui a lasciare complessa la vettura, rendendo però più breve il percorso verso le impostazioni preferite.
Il selettore della trasmissione, pur in assenza di un cambio convenzionale, è lo stesso adottato sulla nuova CLA elettrica. È un ulteriore segnale della convergenza che Mercedes sta cercando fra i propri modelli a batteria sul piano dell’ergonomia e dei componenti. La sfida per Affalterbach è fare in modo che questa parentela non trasformi la GT 4-Door in una Mercedes EV semplicemente più potente: i comandi Race Engineer, l’impostazione della console e la posizione di guida sono gli elementi chiamati a marcare la differenza.
Spazio e comfort senza rinunciare alla postura bassa
La configurazione interna conserva il taglio da quattro porte a vocazione gran turismo. Le prime impressioni di guida indicano una posizione al volante bassa, più vicina a quella di una sportiva che a quella di una berlina elettrica tradizionale, insieme a una buona visuale in avanti. Il lunotto resta inclinato e compatto, conseguenza della linea da coupé, ma la visibilità posteriore non viene descritta come particolarmente problematica. Anche l’accesso e lo spazio disponibile, compreso quello per i passeggeri posteriori, segnano un miglioramento percepibile rispetto alla precedente GT 4-Door.
Di serie sono previsti sedili sportivi; per chi sceglie i sedili Performance con poggiatesta integrato, le prime prove rilevano sostegno e comfort anche nei viaggi lunghi. Questi ultimi offrono riscaldamento, fianchetti regolabili e supporto lombare. Chi desidera ventilazione e funzione massaggio deve invece orientarsi sui sedili standard. Non è una contraddizione insolita nel segmento, ma chiarisce come Mercedes-AMG tenga distinti due approcci: da una parte il contenimento del corpo nella guida dinamica, dall’altra le dotazioni di comfort tipiche di una grande quattro porte premium.
La scelta è rilevante perché la nuova GT 4-Door non punta soltanto all’uso occasionale. Sulla carta, l’architettura a 800 volt, la batteria da 106 kWh di capacità utilizzabile e la piattaforma AMG.EA la collocano tra le elettriche pensate per sostenere prestazioni ripetute, non solo per offrire un’accelerazione da primato. La GT 55 adotta un motore all’anteriore e due al posteriore; i propulsori a flusso assiale sono forniti da YASA, società britannica acquisita da Mercedes. In questa cornice, l’abitacolo deve funzionare sia come luogo confortevole per il trasferimento sia come centro di comando quando la guida diventa più impegnativa.
La continuità AMG passa anche dalle sensazioni
Il passaggio all’elettrico mette Mercedes-AMG davanti a un problema industriale e di prodotto più ampio della singola GT. Il marchio ha costruito la propria reputazione su motori a combustione molto caratterizzati, sul suono e su una certa immediatezza meccanica. La nuova quattro porte tenta di ricreare una parte di quel coinvolgimento con software, calibrazioni e interfacce fisiche. Le prove su strada hanno evidenziato anche una simulazione di rumore V8 e cambi marcia, mentre all’interno i tre comandi Race Engineer offrono al guidatore un accesso diretto a variabili che in molte EV restano nascoste dietro lo schermo.
Non significa che la soluzione convincerà automaticamente chi cerca nell’AMG soprattutto il motore termico. Suono sintetico e logiche di cambiata restano scelte divisive, così come l’abbondanza di superfici digitali che caratterizza gli attuali modelli Mercedes. Ma la GT 4-Door sembra voler affrontare il tema senza negare la natura elettrica dell’auto: sfrutta coppia istantanea, gestione elettronica sofisticata e architettura ad alta tensione, cercando al tempo stesso di restituire al conducente una sensazione di controllo più concreta.
Le immagini dell’abitacolo vanno lette dunque insieme al progetto complessivo. La nuova GT 4-Door non introduce una rottura totale con le Mercedes elettriche recenti, bensì porta nel loro ambiente digitale una maggiore densità di comandi dedicati alla prestazione. Prima del lancio commerciale restano da chiarire disponibilità, allestimenti e prezzi per i diversi mercati. Per ora, l’interno conferma la direzione: Mercedes-AMG vuole che la sua grande elettrica sia configurabile come una macchina da gran turismo, ma pronta a cambiare carattere con pochi gesti quando la strada o la pista lo richiedono.




