Un crossover compatto elettrico da 459 CV, capace di accelerare da 0 a 60 mph in 3,9 secondi e dotato di trazione integrale, porta nuovamente Mitsubishi vicino a un territorio che il marchio ha abbandonato da tempo: quello delle sportive ad alte prestazioni. Si chiama ASX VR-e, è già indicata come disponibile nei mercati taiwanese e australiano e, almeno sulla carta, ha numeri sufficienti per richiamare l'immaginario dei modelli VR-4 e Lancer Evolution.
La lettura della vettura, però, non può fermarsi ai dati di accelerazione. La ASX VR-e non è stata progettata e costruita direttamente da Mitsubishi: arriva da Foxtron, il marchio automotive del gruppo taiwanese Foxconn. È quindi un prodotto di collaborazione industriale e di badge engineering, con Mitsubishi che porta il proprio nome commerciale su una piattaforma sviluppata da un partner. Una scelta che racconta sia le possibilità sia i limiti della strategia elettrica del costruttore giapponese.
Per Mitsubishi il modello può offrire un accesso rapido a una proposta elettrica molto più prestazionale rispetto all'attuale percezione del marchio in alcuni mercati. Per Foxtron è una vetrina importante: non soltanto un'auto con specifiche interessanti, ma una vettura associata a un emblema che possiede una storia precisa nel mondo dei rally e delle berline sportive turbo.
Due motori e batteria da 57,7 kWh
La configurazione della ASX VR-e punta con chiarezza alle prestazioni. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 57,7 kWh e alimenta due motori elettrici, uno per asse, per una potenza complessiva dichiarata di 342 kW, equivalenti a 459 CV. La coppia indicata è di circa 700 Nm. La presenza dei due propulsori consente la trazione integrale, elemento centrale tanto per lo scatto quanto per il collegamento simbolico con le Mitsubishi ad alte prestazioni del passato.
Il dato di 3,9 secondi per lo 0-60 mph colloca la versione VR-e in un'area prestazionale che fino a pochi anni fa era riservata a sportive molto più costose o a berline specialistiche. La capacità della batteria, relativamente contenuta rispetto a quella di molti modelli elettrici orientati ai lunghi viaggi, sembra coerente con una ricetta che privilegia massa e risposta rispetto alla ricerca della massima autonomia. Mitsubishi e Foxtron non hanno però diffuso, nelle informazioni disponibili, dati su autonomia, massa, velocità massima, ricarica o prezzo: sono aspetti decisivi per collocare con precisione l'auto nel mercato.
Il confronto evocato dalla potenza è significativo. I 459 CV dichiarati superano i 440 CV della Lancer Evolution X FQ-440 MR, serie destinata al Regno Unito e fra le Lancer Evolution più potenti a motore termico. Anche la coppia della ASX VR-e è superiore di oltre 100 lb-ft rispetto a quel riferimento. Il paragone va maneggiato con cautela, perché appartengono a epoche, architetture e destinazioni d'uso differenti; resta però utile per capire quanto l'elettrico possa cambiare rapidamente la scala delle prestazioni accessibili a un modello compatto.
Il nome ASX non basta a creare una nuova Evolution
La sigla VR-e e l'impostazione meccanica favoriscono inevitabilmente il richiamo alla famiglia Evolution, ma Mitsubishi non presenta questo modello come una nuova Lancer Evolution. La distinzione conta. Evolution non era soltanto una questione di cavalli: era un progetto con un'identità tecnica, agonistica e di prodotto costruita nel tempo. L'ASX VR-e usa invece una base Foxtron e nasce dentro un accordo industriale contemporaneo, non come sviluppo diretto di quella linea storica.
Questo non esclude che la vettura possa intercettare una parte di quell'eredità, soprattutto presso chi associa Mitsubishi alle quattro ruote motrici e alle prestazioni. Ma il suo valore dipenderà anche da elementi non ancora chiariti: taratura del telaio, gestione della potenza, comportamento della trazione integrale, qualità costruttiva e posizionamento commerciale. Per un'auto che punta a essere letta in chiave sportiva, lo scatto dichiarato è soltanto il primo capitolo.
La stessa denominazione ASX introduce un ulteriore elemento di complessità. In diversi mercati il nome è legato a modelli più convenzionali, mentre qui viene applicato a una hot hatch elettrica a trazione integrale. La scelta può dare continuità alla gamma, ma richiederà un lavoro di comunicazione preciso per evitare che il legame con una proposta ad alte prestazioni resti confinato alle specifiche sulla scheda tecnica.
Foxtron al centro della partita industriale
L'origine del progetto è il punto più rilevante per l'industria dell'auto. Foxconn è conosciuta soprattutto per l'elettronica di consumo, ma tramite Foxtron sta cercando spazio nella produzione automobilistica. La ASX VR-e mostra uno dei percorsi con cui un nuovo fornitore o costruttore può affacciarsi al mercato: mettere a disposizione piattaforma e produzione, lasciando a un marchio automobilistico l'accesso alla rete commerciale e parte dell'identità di prodotto.
Per un costruttore tradizionale, un'operazione simile riduce il tempo necessario per proporre un veicolo elettrico e distribuisce gli investimenti richiesti dallo sviluppo. In cambio, però, rende più difficile stabilire quanto del prodotto sia espressione diretta del marchio che lo vende. Non è una contraddizione insolita nell'automotive, dove progettazione, piattaforme e assemblaggio sono spesso condivisi, ma nell'era elettrica il tema diventa più visibile: software, elettronica di potenza, batterie e architettura veicolo definiscono una quota crescente dell'esperienza finale.
La ASX VR-e è dunque un test concreto anche per Foxtron. Se un modello costruito in Taiwan e venduto con il badge Mitsubishi trovasse spazio nei mercati in cui è offerto, dimostrerebbe che l'alleanza tra competenze dell'elettronica e canali automotive può produrre vetture credibili anche oltre il semplice ruolo di auto d'accesso. Se invece il progetto restasse una curiosità di nicchia, emergerebbe con più forza quanto sia difficile trasformare una buona dotazione tecnica in un prodotto con un'identità riconoscibile.
Disponibile lontano dai principali mercati occidentali
Al momento la ASX VR-e è indicata in vendita a Taiwan e in Australia. Non risultano piani comunicati per il Nord America o per l'Europa. È un limite sostanziale, soprattutto perché la storia recente di Mitsubishi negli Stati Uniti è stata caratterizzata da una gamma considerata datata e da numerosi modelli derivati da altri progetti. Proprio in quel contesto, una compatta elettrica da 459 CV avrebbe un valore simbolico maggiore, ma non ci sono elementi per considerare imminente il suo arrivo.
Esistono anche versioni meno prestazionali della ASX, orientate maggiormente all'autonomia, ma le informazioni disponibili non ne dettagliano configurazioni e numeri. La VR-e resta quindi il volto più estremo della famiglia e quello capace di attirare l'attenzione internazionale. Mitsubishi ha pubblicato un video di presentazione del modello, utile a fissarne il posizionamento, ma serviranno dati completi e riscontri su strada per capire se la promessa di una Mitsubishi elettrica con spirito sportivo reggerà oltre l'effetto dei 459 CV.
Per ora, il dato certo è che il marchio ha sul mercato una proposta elettrica a trazione integrale dalle prestazioni molto elevate, pur realizzata da un partner. Non è il ritorno ufficiale della Lancer Evolution, né la prova che Mitsubishi abbia ritrovato una gamma sportiva globale. È però un segnale industriale da non sottovalutare: nella transizione elettrica, anche marchi con una presenza ridotta possono cercare nuove strade sfruttando piattaforme e capacità produttive esterne.




