Mps archivia i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1,657 miliardi di euro, in aumento del 21,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel trimestre concluso il 30 settembre, il risultato netto è salito a 543 milioni, con una crescita del 14,6% su base annua. Numeri che arrivano mentre il consiglio di amministrazione è al lavoro sull’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo: la valutazione dell’organo societario è attesa entro novembre, seguendo le tempistiche previste dalla normativa e sulla base delle indicazioni che saranno fornite dall’offerente.
La trimestrale colloca dunque sullo stesso piano due elementi destinati a pesare sulla lettura del mercato: da una parte una redditività in progresso e una struttura dei ricavi che continua a crescere; dall’altra un’operazione straordinaria la cui analisi formale non è ancora conclusa. Per gli azionisti, l’attenzione si sposta sulla documentazione dell’offerta e sul giudizio che Mps dovrà esprimere ai sensi dell’articolo 103 del Testo unico della finanza.
I ricavi superano 6 miliardi nei nove mesi
Tra gennaio e settembre il gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 6,023 miliardi di euro, contro i 5,705 miliardi registrati nel corrispondente periodo del 2025: l’incremento è quindi pari al 5,6%. La crescita non è concentrata in una sola componente. Il margine di interesse è aumentato del 3%, le commissioni nette del 3,5%, mentre gli altri ricavi della gestione finanziaria hanno segnato un progresso del 21,5%. In aumento dell’11,2% anche la voce degli altri proventi e oneri di gestione.
Il risultato operativo lordo dei nove mesi si è attestato a 3,461 miliardi, in avanzamento del 10,2%. Il dato descrive la capacità della banca di generare risultato dalla gestione ordinaria prima di alcune poste successive di conto economico e sostiene il confronto con l’utile netto, cresciuto a un ritmo più elevato rispetto ai ricavi. Mps riconduce l’andamento alla qualità e alla composizione delle entrate, oltre che alla performance operativa e commerciale e al livello di efficienza.
Per una banca, la tenuta simultanea di margine di interesse e commissioni è un elemento rilevante perché indica contributi provenienti sia dall’attività di intermediazione sia dai servizi. Il dettaglio diffuso non consente però di isolare, in questa sede, l’apporto delle singole linee di prodotto, l’evoluzione dei costi operativi o tutte le componenti che concorrono dal risultato operativo all’utile finale. I numeri pubblicati permettono soprattutto di osservare che, nel confronto annuale dei nove mesi, l’espansione dei ricavi ha accompagnato il miglioramento della redditività.
Il contributo delle partecipazioni assicurative
Una parte importante del risultato arriva dalle partecipazioni. Dividendi, proventi assimilati e risultati delle partecipazioni hanno raggiunto 529 milioni di euro nei primi nove mesi, rispetto ai 457 milioni del periodo equivalente del 2025, con una crescita del 15,8%. Mps attribuisce principalmente l’aumento a una maggiore contribuzione della partecipazione in Assicurazioni Generali.
La rilevanza di questa voce emerge anche dall’andamento trimestrale segnalato dalla banca. Nel terzo trimestre il relativo risultato è stato pari a 197 milioni di euro, in aumento di 11,7 milioni rispetto al trimestre precedente, ancora grazie soprattutto al maggiore apporto delle partecipate assicurative e, in particolare, di Generali. Per interpretare il conto economico è un punto da tenere distinto dall’andamento del solo business bancario: il miglioramento del risultato di gruppo deriva infatti dall’insieme delle sue fonti di ricavo e delle partecipazioni, non esclusivamente da interessi e commissioni.
Questo aspetto assume un rilievo ulteriore nella fase attuale. Una valutazione su un’offerta di acquisto e scambio non riguarda soltanto gli utili dell’ultimo trimestre, ma richiede di considerare il profilo industriale della società, la qualità delle fonti di risultato e le informazioni contenute nei documenti dell’operazione. I dati al 30 settembre forniscono pertanto un aggiornamento contabile utile, ma non anticipano quale sarà la posizione del consiglio né l’esito dell’offerta.
La valutazione sull’offerta entro novembre
Mps ha confermato di stare svolgendo le attività di analisi sull’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria lanciata da Intesa Sanpaolo. Il consiglio di amministrazione renderà note le proprie valutazioni ai sensi dell’articolo 103 del Tuf, secondo modalità e tempi previsti dalla disciplina applicabile. La banca indica novembre come l’orizzonte entro il quale tale passaggio è atteso, in funzione delle indicazioni che Intesa Sanpaolo metterà a disposizione.
La precisazione definisce i confini del prossimo catalizzatore informativo. Non si tratta ancora di un pronunciamento sul merito dell’operazione né di un’indicazione sulle adesioni: è la conferma che il processo è in corso e che il cda utilizzerà le informazioni dell’offerente per arrivare alla propria valutazione. Per il mercato, il documento del board sarà uno snodo essenziale perché chiarirà il giudizio della società destinataria sull’offerta, fermo restando che la decisione di aderire spetta ai singoli azionisti secondo i termini dell’operazione.
L’espressione “acquisto e scambio” segnala inoltre che l’operazione combina le caratteristiche di una proposta di acquisizione con una componente di scambio. Proprio per questo, oltre ai risultati già conseguiti da Mps, sarà centrale esaminare le condizioni formali comunicate da Intesa Sanpaolo e il loro trattamento nel parere del consiglio. I dati economici diffusi il 6 novembre non riportano, invece, nuovi dettagli sulle condizioni dell’offerta, sulle soglie di adesione o sul calendario completo della procedura.
Un trimestre positivo, ma con una variabile societaria aperta
Il bilancio dei nove mesi evidenzia una banca capace di aumentare ricavi, risultato operativo lordo e utile netto rispetto al 2025. L’utile trimestrale di 543 milioni consolida questa traiettoria e si inserisce in un periodo nel quale anche il contributo delle partecipazioni ha sostenuto il conto economico. Per Mps, il passaggio successivo non sarà soltanto la verifica della continuità operativa nell’ultimo scorcio dell’anno: sarà anche la formalizzazione del giudizio sull’iniziativa di Intesa Sanpaolo.
Fino alla pubblicazione delle valutazioni del cda non è possibile dedurre dai risultati una conclusione sull’offerta. La trimestrale stabilisce però il perimetro finanziario più aggiornato con cui il dossier arriva al tavolo del board: 1,657 miliardi di utile in nove mesi, oltre 6 miliardi di ricavi e un risultato operativo lordo superiore a 3,4 miliardi. Entro novembre il mercato avrà un elemento in più per valutare un’operazione che intreccia i risultati correnti del gruppo con le prospettive della sua struttura azionaria e industriale.




