La battaglia legale che coinvolge Joe Gibbs Racing, Spire Motorsports e Chris Gabehart entra nella sua fase più delicata: quella in cui le accuse devono essere sostenute da documenti, file e tracce verificabili. Il magistrato federale David C. Keesler ha ordinato alle parti una serie di produzioni istruttorie, accogliendo solo in parte le rispettive richieste e imponendo confini più netti allo scambio di informazioni.

Il procedimento, che dovrebbe arrivare al processo il 1° febbraio 2027, ruota attorno a presunti segreti commerciali e tecnici nel mondo NASCAR. Gabehart, per anni figura di vertice nell’area sportiva di Joe Gibbs Racing e poi passato a Spire, è stato collocato in congedo amministrativo dal suo attuale team nel contesto della disputa. La causa mette quindi al centro non soltanto il percorso professionale di un singolo dirigente, ma l’accesso a conoscenze che nelle corse hanno un peso industriale concreto: procedure interne, dati di pista, configurazioni delle vetture e metodi di lavoro.

Nell’ordinanza, Keesler ha rilevato che le parti stanno affrontando il contenzioso con la stessa aggressività che portano in pista, un atteggiamento che ha contribuito ad aumentare costi e ritardi. Il richiamo non è soltanto formale. Nella fase di discovery, cioè la raccolta regolata delle prove prima del processo, richieste troppo estese possono trasformarsi in un’arma processuale: obbligano l’altra parte a setacciare grandi volumi di email, report e archivi tecnici, rallentando il merito della controversia.

Quali documenti dovranno essere consegnati

Gabehart ha ottenuto l’accesso alle comunicazioni fra Toyota Racing Development e Joe Gibbs Racing relative alla sua uscita da JGR, al suo impiego in Spire e all’eventuale contenzioso nei suoi confronti. Per il giudice si tratta di materiale pertinente e proporzionato alle necessità della causa. Toyota Racing Development e JGR dovranno inoltre mettere a disposizione i documenti sui servizi di supporto tecnico forniti da TRD alla squadra.

Non è passata, invece, la richiesta di estendere la ricerca alle conversazioni tra TRD e altre squadre NASCAR che riguardassero Gabehart o Spire. Keesler l’ha considerata eccessivamente ampia e onerosa, così come la domanda residuale che puntava a ottenere ogni altro documento o comunicazione collegato alle tesi delle parti. È una distinzione rilevante: il tribunale non sta autorizzando una ricognizione indistinta nell’ecosistema NASCAR, ma pretende collegamenti specifici tra i documenti richiesti e il caso.

Spire ha ottenuto a sua volta i metadati di determinati documenti che JGR considera sottratti indebitamente, oltre alle immagini originali dei documenti che Gabehart avrebbe acquisito attraverso screenshot o fotografie. I metadati possono essere essenziali perché aiutano a ricostruire datazione, origine, modifiche e percorso di un file. In una controversia sui segreti industriali, il contenuto di un documento da solo può non bastare: conta anche capire quando sia stato creato, da chi, con quali modalità sia stato copiato e se sia circolato fuori dai sistemi aziendali.

Entro il 13 ottobre, JGR dovrà inoltre consegnare a Spire l’accordo integrale con Toyota Racing Development, nel perimetro dell’ordine di protezione modificato concordato dalle parti. La stessa scadenza vale per i fogli mensili del chief financial officer Tim Carmichael, a partire da gennaio 2025. L’ordine di protezione assume un ruolo centrale perché consente la circolazione processuale di materiali potenzialmente sensibili senza renderli accessibili oltre quanto strettamente necessario alla causa.

Setup, dati di gara e definizione dei segreti

Il nodo più industrialmente sensibile riguarda le configurazioni delle vetture. JGR e Spire dovranno produrre i fogli definitivi di setup con cui hanno effettivamente corso nelle stagioni NASCAR Cup Series 2025 e 2026, sempre entro il 13 ottobre. Il giudice ha riconosciuto che si tratta di un terreno particolarmente controverso e delicato.

Un setup di gara raccoglie scelte che incidono sul comportamento dell’auto: impostazioni dell’assetto, equilibrio aerodinamico, sospensioni e altri parametri sviluppati per una pista, una gomma e specifiche condizioni. Anche in una categoria con regolamenti comuni e componenti standardizzati, la capacità di raccogliere dati, interpretarli e trasformarli in una configurazione competitiva resta una parte rilevante del vantaggio di una squadra. Proprio per questo la consegna sarà regolata dalle cautele previste nel procedimento, non assimilabile alla diffusione pubblica di informazioni sportive.

Spire aveva anche chiesto che JGR fornisse un elenco completo dei segreti commerciali che sostiene siano stati violati. La squadra ha argomentato di non poter preparare in modo adeguato la propria difesa se l’elenco continuasse a cambiare durante la causa. Il giudice ha accolto la sostanza dell’obiezione: JGR dovrà identificare in modo completo i propri trade secrets entro il 16 ottobre.

È forse il passaggio più importante dell’ordinanza. In cause di questo genere, una definizione vaga del segreto può rendere quasi impossibile organizzare una difesa: qualunque documento tecnico rischia di diventare, col senno di poi, parte dell’accusa. Costringere chi agisce in giudizio a indicare con precisione quali informazioni ritiene protette restringe il campo, rende comparabili le prove e consente al tribunale di valutare se quei contenuti abbiano davvero natura riservata e valore economico.

Il ruolo effettivo di Gabehart resta da documentare

Spire ha chiesto anche una lista delle mansioni che Gabehart svolgeva in JGR come crew chief e competition director. L’obiettivo è verificare il rispetto di un provvedimento che gli impedisce di svolgere per Spire gli stessi incarichi ricoperti presso il precedente datore di lavoro.

Durante l’udienza, un legale di JGR ha ammesso che non esisteva una job description, né un altro documento capace di delimitare formalmente quelle responsabilità. Keesler ha scelto allora un criterio pragmatico: JGR dovrà fornire un mese di email risalenti al periodo in cui Gabehart era crew chief e un altro mese relativo al suo incarico di competition director. Secondo il giudice, questo campione dovrebbe restituire un quadro rappresentativo delle attività realmente svolte.

La soluzione evidenzia una fragilità ricorrente nelle organizzazioni ad alta prestazione. Ruoli costruiti attorno all’esperienza e alla fiducia, soprattutto nelle competizioni, possono essere descritti in modo informale all’interno della squadra. Quando però scatta un contenzioso su obblighi professionali e informazioni riservate, l’assenza di responsabilità formalizzate rende più difficile distinguere competenze generali di un manager da conoscenze proprietarie dell’azienda.

JGR aveva chiesto a Spire un insieme esteso di materiali tecnici, fra cui run log, moduli di debrief di piloti e car chief, materiali delle riunioni di competizione, allegati mancanti a inviti ed email e analisi dei giri. Il giudice ha riconosciuto la rilevanza della documentazione, ma anche il peso della produzione richiesta. Ha quindi consentito a Spire di limitarla alle gare di Daytona, Atlanta, Kansas e Circuit of the Americas.

Il compromesso riflette la logica complessiva dell’ordinanza: accesso a ciò che può chiarire le accuse, senza aprire indiscriminatamente gli archivi operativi di due concorrenti diretti. Le scadenze di ottobre non risolvono il merito della causa, ma obbligano le parti a definire il perimetro reale dello scontro. Dopo la consegna dei materiali, l’attenzione si sposterà dalla quantità dei documenti alla loro interpretazione: se le informazioni contestate fossero effettivamente segreti tutelabili, come sarebbero state gestite e quale uso ne sarebbe stato fatto.

Fonti