Nick Valensi affianca Aziya e Mr Hudson in Scream Your Name, nuovo singolo pubblicato da Sick, l’etichetta indipendente avviata di recente da Carr Callaway, Darian Zahedi e Nick Hinman. Per il chitarrista degli Strokes non si tratta dunque di una nuova uscita legata alla discografia della band newyorkese, ma di una collaborazione costruita attorno a un progetto editoriale che punta a mettere in contatto musicisti di provenienze, città e momenti di carriera differenti.
Al centro del brano c’è la voce di Aziya, cantautrice e polistrumentista, mentre Mr Hudson interviene come produttore accanto a Valensi. Il risultato viene presentato come una canzone dal passo ritmico marcato, attraversata da una chitarra distorta e da un impianto sonoro che conserva una tensione inquieta. L’elemento più rilevante, però, sta nella cornice in cui il pezzo arriva: Scream Your Name è il secondo capitolo pubblico di Sick e aiuta a definire, attraverso le uscite, il perimetro di una label ancora agli inizi.
Una canzone nata senza un mandato discografico rigido
Aziya ha raccontato di essere entrata in studio con Valensi e Mr Hudson con l’intenzione di sperimentare, senza partire da un obiettivo professionale già delineato. È un dettaglio coerente con la filosofia dichiarata da Sick: favorire sessioni e singoli nati dall’incontro tra artisti, anziché costruire fin dall’inizio rapporti contrattuali di lungo periodo attorno a un solo nome.
Sul piano narrativo, Scream Your Name descrive l’attrazione e la difficoltà di una relazione da cui sarebbe ragionevole allontanarsi, ma che continua a richiamare chi la vive. Aziya ha scelto di trattare questo movimento con un tono volutamente più leggero e quasi ironico rispetto alla natura malsana del rapporto raccontato. La canzone, nelle sue parole, rappresenta quella fase apparentemente quieta che precede un nuovo aumento della tensione: il momento in cui si può interrompere il ciclo oppure ricaderci ancora.
Non è un tema insolito nella scrittura pop e rock, ma qui conta anche il modo in cui viene incorniciato musicalmente. Valensi porta nel progetto un’identità chitarristica immediatamente riconoscibile per il pubblico degli Strokes; Mr Hudson, produttore e autore britannico, aggiunge un’altra prospettiva alla costruzione del brano; Aziya resta il fulcro interpretativo e autoriale del pezzo. Non c’è, nelle informazioni disponibili, un’indicazione che la collaborazione preluda a un album o a un progetto dal vivo comune. Per ora è un singolo autonomo, e questa autonomia è parte del suo significato industriale.
Sick prova a fare della collaborazione il proprio catalogo
La nascita di Sick va letta nel contesto di un’industria in cui molti artisti alternano contratti tradizionali, pubblicazioni indipendenti, distribuzioni flessibili e collaborazioni occasionali. La label fondata da Callaway — musicista che usa il nome Queen Kwong — insieme a Zahedi e Hinman dichiara di voler accogliere sia artisti indipendenti sia musicisti già sotto contratto con altre realtà. Il punto qualificante non è soltanto la libertà di partecipazione, ma l’assenza di accordi pluriennali vincolanti per le singole collaborazioni.
In pratica, Sick intende far uscire brani nati da incroci tra generazioni, generi e scene locali. È un modello che sposta l’attenzione dal classico sviluppo di un roster stabile alla capacità di attivare una rete. Per artisti affermati, può significare uno spazio laterale in cui provare linguaggi o compagni di studio inattesi; per chi è emergente, la possibilità di condividere una pubblicazione con nomi già dotati di pubblico e relazioni professionali. Resta da vedere quanto questa impostazione possa diventare continuativa e sostenibile, perché il progetto è soltanto alla seconda uscita.
Callaway ha descritto Sick come un tentativo di ricostruire un senso di comunità e di iniziativa dal basso tra musicisti. La sua posizione non nasconde l’incertezza: non esiste una garanzia sul funzionamento commerciale della label, soprattutto in un mercato dove la velocità delle uscite e l’affollamento dell’offerta rendono difficile prevedere quali progetti troveranno ascolto. Ma proprio questa incertezza è parte della scommessa: invece di attendere condizioni ideali, i fondatori stanno usando la pubblicazione di singoli come terreno di prova.
Dal primo esperimento al secondo incontro
Il primo singolo di Sick, pubblicato a settembre, era PULS.zip, collaborazione tra Lee Kiernan degli IDLES e l’artista di Tokyo RIS-707. L’accoppiata stabiliva già una direzione precisa: mettere insieme un musicista proveniente da una band rock consolidata e un nome radicato in una scena geografica differente. Scream Your Name amplia quella logica, sostituendo l’incrocio tra post-punk britannico e progetto giapponese con una triangolazione tra un membro degli Strokes, una cantautrice e un produttore.
Le due uscite non delineano ancora un suono unico di Sick. Anzi, suggeriscono che l’etichetta non voglia essere riconoscibile per un genere, quanto per il formato dell’incontro. È una distinzione importante: un catalogo basato sulle collaborazioni dipende meno dalla coerenza stilistica e molto di più dalla credibilità delle connessioni che riesce a rendere possibili. Se il meccanismo funzionerà, ogni pubblicazione dovrà avere una ragione artistica propria e non apparire come un semplice incastro di nomi.
Per Valensi, la presenza in Scream Your Name offre un’uscita esterna alla traiettoria collettiva degli Strokes e lo colloca in un ecosistema che cerca di valorizzare contributi puntuali. Per Aziya, che guida la dimensione emotiva del brano, il singolo è un’occasione per portare la propria scrittura in una collaborazione ad alta visibilità senza che il progetto venga ricondotto a un album firmato da altri. Mr Hudson completa il quadro con un ruolo produttivo che collega la sessione alla cultura della scrittura condivisa, sempre più centrale nelle pubblicazioni contemporanee.
Il passaggio successivo per Sick sarà dimostrare che questi primi episodi non sono soltanto eventi isolati. Il modello annunciato richiede continuità, una selezione capace di tenere insieme artisti davvero distanti e regole chiare per chi arriva da contratti discografici diversi. Per adesso, Scream Your Name aggiunge un secondo tassello: non un manifesto teorico, ma un brano che rende più concreta l’idea di una label costruita per far circolare collaborazioni fuori dai percorsi abituali.




