Il mercato americano delle azioni tokenizzate comincia a raccogliere i primi candidati sotto il nuovo perimetro sperimentale della Securities and Exchange Commission. Perpetuals.com Group, fintech quotata al Nasdaq con ticker PDC, intende avviare una sede di negoziazione per titoli azionari statunitensi rappresentati in forma tokenizzata, facendo ricorso alla nuova esenzione per l’innovazione messa a disposizione dalla SEC.

Il progetto è guidato da Patrick Gruhn, amministratore delegato del gruppo e già a capo di FTX Europe. La società non ha ancora una piattaforma operativa: il calendario indicato colloca l’eventuale avvio non prima della metà di novembre, subordinandolo al completamento delle attività tecnologiche e degli adempimenti di conformità. È una distinzione sostanziale in un segmento nel quale annunci, prototipi e servizi effettivamente disponibili agli investitori spesso viaggiano a velocità diverse.

Perpetuals diventa comunque la seconda iniziativa resa pubblica che punta a sfruttare il nuovo schema statunitense per portare la tokenizzazione nel cuore del mercato azionario. La prima è la joint venture annunciata da OKX e Intercontinental Exchange, il gruppo che controlla il New York Stock Exchange. L’ingresso di un emittente quotato al Nasdaq aggiunge concorrenza a un confronto che finora è rimasto soprattutto tra piattaforme crypto, operatori infrastrutturali e soggetti finanziari tradizionali.

Un test regolatorio per titoli che restano strumenti finanziari

La tokenizzazione, in questo caso, non trasforma un’azione in una criptovaluta priva di regole. L’obiettivo è usare un token come rappresentazione digitale di un’esposizione a titoli statunitensi, all’interno di una struttura che deve rispettare le garanzie previste per il mercato dei securities. La questione centrale non è dunque soltanto la blockchain o il canale di distribuzione: contano la custodia, la registrazione delle posizioni, le modalità di esecuzione, la tutela degli investitori e la chiarezza sul rapporto tra token e attività sottostante.

La nuova esenzione della SEC è rilevante proprio perché offre un percorso regolatorio dedicato alla sperimentazione. Perpetuals intende utilizzarlo per costruire un mercato statunitense, anziché limitarsi a offrire prodotti collegati alle azioni da altre giurisdizioni o attraverso circuiti tipici del mondo crypto. La cornice americana è più onerosa, ma può essere decisiva per conquistare credibilità presso intermediari e investitori abituati ai presidi dei mercati regolamentati.

Per le Borse e per i broker, la posta in gioco è l’evoluzione dell’infrastruttura, non la semplice digitalizzazione grafica di un titolo. Se una negoziazione tokenizzata dovesse dimostrare di poter operare con procedure affidabili e nel rispetto delle regole, potrebbe spingere il settore a rivedere alcuni passaggi della catena post-trade: riconciliazioni, trasferimenti, custodia e gestione delle disponibilità. Ma il modello dovrà dimostrare di offrire benefici misurabili senza indebolire controlli che nei mercati azionari sono essenziali.

Dal passato di FTX a un nuovo veicolo quotato

Gruhn porta nel progetto un’esperienza maturata prima del collasso dell’exchange FTX. È stato cofondatore di Digital Assets AG, società che aveva sviluppato token collegati ad azioni e utilizzati da exchange crypto tra cui Binance e FTX. Digital Assets AG fu poi acquisita dal gruppo FTX. Il precedente aiuta a spiegare la specializzazione del management nel settore, ma rende inevitabile un esame particolarmente attento del nuovo progetto sotto il profilo della governance, della separazione dei patrimoni e dei controlli operativi.

La scelta di muoversi attraverso Perpetuals.com, società quotata al Nasdaq, cambia inoltre il contesto rispetto a molte iniziative nate esclusivamente nell’ecosistema degli asset digitali. Un gruppo listato deve confrontarsi con il mercato azionario anche come emittente: investitori, analisti e autorità potranno valutare tempi, costi, rischi e risultati del piano. La quotazione non elimina le difficoltà tecniche o regolatorie, ma rende più visibile l’esecuzione industriale del progetto.

Questo aspetto pesa in particolare dopo il caso FTX, che ha lasciato nel settore crypto una domanda di standard più elevati per custodia, trasparenza e gestione dei conflitti di interesse. Perpetuals dovrà quindi distinguere con precisione la proposta di negoziazione di strumenti finanziari tokenizzati dai modelli meno regolati che in passato hanno usato riferimenti ad azioni statunitensi senza offrire necessariamente i medesimi diritti, tutele o meccanismi di mercato delle azioni negoziate nelle sedi tradizionali.

La concorrenza con ICE e OKX alza l’asticella

La presenza della joint venture fra OKX e ICE rende la finestra regolatoria immediatamente competitiva. ICE porta in dote il controllo del NYSE e un’esperienza consolidata nelle infrastrutture di mercato; OKX rappresenta invece una grande piattaforma di asset digitali. Perpetuals affronta quindi un rivale potenziale dotato di marchi, capitali e competenze complementari, pur senza che l’annuncio della joint venture equivalga già all’operatività di un servizio.

Per il mercato, la concorrenza può avere un effetto utile: costringere i progetti a chiarire come vengono regolati gli scambi, quali investitori possono accedere, quale sia la liquidità disponibile e come siano gestiti eventi societari quali dividendi, frazionamenti azionari o operazioni straordinarie. Sono questi dettagli, più dell’etichetta “tokenizzato”, a determinare se una piattaforma possa integrarsi con gli standard richiesti dal mercato dei capitali americano.

Restano aperti interrogativi che l’annuncio non risolve. Non sono stati indicati i titoli che saranno disponibili al lancio, l’ampiezza dell’offerta, la platea dei clienti né il funzionamento concreto della liquidazione. Non è nemmeno possibile stabilire, sulla base delle informazioni disponibili, se il servizio porterà vantaggi di costo o di orario rispetto alla negoziazione convenzionale. Ogni valutazione sull’impatto commerciale deve quindi restare prudente.

Il prossimo snodo è operativo. Perpetuals deve completare integrazioni tecniche e procedure di compliance, passaggi necessari prima di poter aprire la negoziazione; metà novembre è soltanto la prima data possibile comunicata. Se il lancio andrà in porto, il progetto offrirà uno dei primi test concreti della capacità della nuova esenzione SEC di attrarre iniziative di mercato senza rinunciare ai requisiti propri dei securities. Se invece l’iter si allungherà, emergerà quanto sia complesso tradurre l’interesse per la tokenizzazione in una struttura pronta a gestire capitali reali e investitori reali.

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