Volkswagen si prepara a una nuova fase di ristrutturazione che potrebbe coinvolgere fino a 60 mila posti di lavoro e quattro stabilimenti, con oneri complessivi stimati fino a 16 miliardi di euro.
Il costo di ridurre i costi
Una ristrutturazione di grandi dimensioni comporta spese immediate: incentivi all'uscita, chiusure, riconversioni e ammortamenti. Per questo il miglioramento dei conti non arriva necessariamente nello stesso momento in cui vengono annunciati i tagli.
Il gruppo deve quindi sostenere una fase nella quale l'obiettivo di ridurre la struttura operativa genera a sua volta costi molto elevati.
La pressione sulla produzione europea
Volkswagen affronta contemporaneamente la concorrenza dei costruttori cinesi, la transizione all'elettrico e una domanda europea meno prevedibile. Il rischio è trovarsi con impianti e organizzazioni progettati per volumi superiori a quelli effettivamente prodotti.
Ridurre la capacità può migliorare l'efficienza, ma rende più difficile gestire un eventuale ritorno della domanda. Per questo ogni chiusura ha implicazioni industriali che vanno oltre il risparmio immediato.
Una trasformazione dell'occupazione
La transizione tecnologica cambia anche il tipo di competenze necessarie. Software, batterie e sistemi elettronici assumono un peso crescente rispetto ad alcune attività tradizionali legate ai motori termici.
La questione non è quindi soltanto quanti posti verranno eliminati, ma quali professionalità il gruppo deciderà di mantenere e sviluppare nei prossimi anni.
Fonte
SicurAUTO: Volkswagen e i costi della nuova ristrutturazione.




