Amazon prepara un nuovo investimento da 1,9 miliardi di dollari nel proprio programma Delivery Service Partner, la rete di imprese indipendenti che gestisce una parte rilevante delle consegne dell’azienda negli Stati Uniti e in Canada. L’annuncio, presentato durante l’evento Ignite Live dedicato agli operatori del programma, riguarda il 2027 e tiene insieme tre priorità: sostenere la capacità dei partner di assumere e trattenere autisti, ridurre gli incidenti sulle strade e portare più automazione nella pianificazione e nell’esecuzione dell’ultimo miglio.
La cifra va letta nel contesto di un’infrastruttura costruita in otto anni. Amazon afferma di aver destinato complessivamente 21,7 miliardi di dollari al supporto dei DSP e dei loro Delivery Associates, cioè gli addetti alle consegne impiegati dalle singole aziende partner. Non si tratta quindi di un investimento concentrato soltanto su software e veicoli: è un intervento sul modello operativo con cui Amazon coordina una vasta rete di piccoli imprenditori, lasciando a questi ultimi il ruolo formale di datori di lavoro.
È proprio questa distinzione a rendere significativo l’annuncio. Le risorse non si traducono automaticamente in una stessa paga o negli stessi benefit per tutti gli autisti. Amazon aumenta le tariffe riconosciute ai DSP, che decideranno poi come impiegare i fondi nelle rispettive attività e tenendo conto del mercato locale. L’azienda prevede che, sommando gli interventi degli ultimi tre anni, la retribuzione media nazionale degli autisti possa crescere del 16%, con un ulteriore incremento di circa un dollaro l’ora fino a sfiorare i 24 dollari orari.
I DSP a tempo pieno offrono copertura sanitaria e ferie retribuite ai propri Delivery Associates, mentre alcuni prevedono anche piani 401(k), rimborsi per la formazione e altri strumenti di welfare. Amazon sottolinea però che queste scelte spettano alle singole aziende. Per il colosso dell’e-commerce, l’obiettivo dell’aumento dei corrispettivi è dare ai partner margini maggiori per costruire squadre stabili e competere nella ricerca del personale; per i DSP, la sfida concreta sarà trasformare il sostegno ricevuto in condizioni che aiutino davvero a ridurre il turnover senza compromettere la sostenibilità dell’impresa.
Sicurezza: telecamere, allerta e analisi preventiva
Una parte rilevante del piano riguarda la sicurezza su strada. Dal 2022 Amazon dichiara di aver investito oltre 543 milioni di dollari in iniziative, programmi e tecnologie per i DSP e le loro squadre. Secondo i dati diffusi dall’azienda, gli incidenti gravi che coinvolgono veicoli della rete sono diminuiti di oltre il 23% nell’ultimo anno. È un indicatore positivo, ma è fornito dalla stessa Amazon e non viene accompagnato nell’annuncio da valori assoluti, metodologia di confronto o dati indipendenti: elementi necessari per misurare con maggiore precisione la portata del miglioramento.
Tra le novità annunciate ci sono telecamere con visuale perimetrale sui furgoni elettrici Rivian impiegati per le consegne. Il sistema deve riconoscere veicoli, ciclisti e pedoni attorno al mezzo e avvisare il conducente. Amazon prevede di installarlo entro la fine dell’anno sul 50% dei veicoli Rivian elettrici presenti nella sua rete. La scelta punta a intervenire sulle aree meno visibili al volante, un punto delicato per mezzi che effettuano frequenti fermate in quartieri residenziali e in contesti urbani affollati.
L’app Amazon Delivery riceverà inoltre avvisi dinamici relativi a incidenti, cantieri e chiusure stradali lungo il percorso. La navigazione potrà modificare automaticamente l’itinerario quando individua condizioni meteo avverse o altri pericoli, senza richiedere un’azione dell’autista. Sulla carta, questo riduce il numero di decisioni da prendere durante il turno e permette di aggiornare il piano di consegna a fronte di eventi non previsti. Resta da vedere quanto saranno affidabili e tempestivi gli alert, soprattutto nelle situazioni in cui una deviazione rende più complesso rispettare la sequenza delle consegne.
Amazon intende anche usare tecniche di AI più avanzate sui dati raccolti dalle telecamere di sicurezza Netradyne installate a bordo. L’idea è individuare comportamenti di guida e tendenze associate a un rischio più elevato di incidente, per poi segnalare ai titolari dei DSP i casi su cui intervenire con formazione preventiva. L’approccio sposta il sistema dalla sola registrazione di quanto accade alla previsione di possibili criticità. In un ambiente di lavoro fortemente misurato, ciò può migliorare il coaching e la prevenzione, ma rende altrettanto importante capire come i dati verranno valutati, chi potrà consultarli e quali conseguenze potranno avere per gli autisti.
Wellspring porta il mapping generativo nell’ultimo miglio
L’altro asse dell’investimento è l’intelligenza artificiale applicata alla geografia pratica delle consegne. Amazon chiama Wellspring il proprio sistema di mapping generativo, progettato per apprendere dai viaggi effettuati verso uno stesso indirizzo e costruire progressivamente una rappresentazione più precisa dell’ambiente fisico. L’obiettivo non è soltanto trovare una strada: è aiutare il conducente a capire dove fermarsi, quale ingresso utilizzare e dove si trovino spazi condivisi come locker e mailroom.
Dal 2024, secondo Amazon, Wellspring ha identificato 202 milioni di possibili aree di parcheggio, mappato 2,8 milioni di ingressi di edifici e catalogato 85.000 mailroom e locker. Sono numeri che illustrano la scala del problema dell’ultimo miglio: un indirizzo postale non basta a descrivere le condizioni reali in cui si muove chi deve consegnare un pacco. Un condominio può avere accessi diversi, regole di sosta, cortili, reception o locali dedicati alla posta; trasformare queste informazioni in indicazioni operative può evitare giri inutili e tentativi di consegna falliti.
Per Amazon, la tecnologia diventa quindi un modo per rendere le consegne più accurate e per ridurre il tempo speso dagli autisti a cercare il punto corretto. Per i DSP, itinerari più aderenti alla realtà possono incidere direttamente sui costi operativi e sull’organizzazione dei turni. Il limite è che una mappa appresa dalle consegne precedenti deve restare aggiornata in luoghi che cambiano rapidamente: cantieri, accessi temporaneamente chiusi, nuove regolamentazioni locali e condizioni meteorologiche possono rendere obsoleta anche un’indicazione raccolta di recente.
Nel piano compare anche un impegno da 70 milioni di dollari in cinque anni per iniziative di impatto sulle comunità guidate dai titolari dei DSP. Amazon non ha dettagliato nel materiale diffuso come saranno assegnate le risorse né quali progetti potranno riceverle. Il dato conferma però che il programma viene presentato non soltanto come una componente logistica, ma come una rete imprenditoriale su cui l’azienda vuole continuare a investire.
Il nuovo stanziamento mostra in definitiva come Amazon stia cercando di rendere più integrati capitale, software e lavoro nella propria rete di consegna. L’AI non viene proposta come un prodotto autonomo, bensì come uno strato operativo che osserva percorsi, accessi, condizioni della strada e comportamenti di guida. La verifica più importante arriverà nell’esecuzione: se gli aumenti di compenso si rifletteranno in migliori condizioni per gli addetti, se gli strumenti di sicurezza ridurranno gli incidenti senza trasformarsi in controllo opaco e se le mappe intelligenti sapranno adattarsi alla complessità reale delle città.




