Il takeover di Delivery Hero da parte di Uber ha superato uno dei passaggi più importanti prima del voto del mercato. Il 2 settembre il management board e il supervisory board della società tedesca hanno pubblicato la propria valutazione formale dell’offerta e hanno raccomandato agli azionisti di accettare i 41,50 euro per azione proposti da Uber International Technologies II Corporation. I due organi definiscono il prezzo equo e adeguato e considerano l’operazione nell’interesse della società e dei suoi stakeholder.

L’offerta, annunciata a luglio e autorizzata alla pubblicazione da BaFin alla fine di agosto, implica un equity value fully diluted di circa 13 miliardi di euro secondo Delivery Hero, mentre Uber ha indicato un valore di 14,8 miliardi di dollari per il 100% del capitale, o 13,7 miliardi al netto delle partecipazioni già acquistate. La finestra di adesione termina il 5 novembre 2026.

Uber vuole unire mobilità e consegne su scala globale

Il razionale industriale va oltre il cibo a domicilio. Uber ha costruito negli ultimi anni una piattaforma che combina ride-hailing, delivery, grocery e logistica. Delivery Hero porta marchi come Glovo, foodpanda, talabat e PedidosYa e una presenza forte in mercati dove Uber Eats non ha la stessa scala.

Secondo le società, il gruppo combinato avrebbe operazioni in 99 mercati e gross bookings pro forma per 236 miliardi di dollari nel 2025. La dimensione permette di condividere tecnologia, pagamenti, mappe, marketplace e relazioni con merchant.

Una parte del business verrà ceduta a SSW

Per affrontare sovrapposizioni e rendere più gestibile l’operazione, Delivery Hero ha concordato la vendita a SSW Partners di attività in 14 mercati, subordinata al completamento del takeover. Uber non controllerà quelle attività. Il pacchetto comprende paesi nei quali la sovrapposizione tra le piattaforme sarebbe più evidente.

È un elemento importante perché mostra che la transazione viene progettata già tenendo conto dei possibili problemi antitrust. Ridurre la presenza simultanea in alcuni mercati non elimina ogni questione regolatoria, ma può rendere l’operazione più difendibile.

Prosus rende l’esito meno incerto

Uber aveva già una partecipazione significativa in Delivery Hero e ha ottenuto un impegno irrevocabile da Prosus a conferire le proprie azioni. Secondo la documentazione dell’offerta, questo porterebbe l’interesse economico complessivo di Uber intorno al 53% considerando partecipazioni e strumenti descritti nella transazione.

La raccomandazione dei board aggiunge un ulteriore segnale. Naturalmente gli azionisti restano liberi di decidere e l’operazione è soggetta a condizioni e autorizzazioni, ma la combinazione di prezzo premium, sostegno dei vertici e partecipazioni già aggregate riduce l’incertezza rispetto a un takeover ostile.

Il premio sul prezzo è molto elevato

Uber indica che i 41,50 euro rappresentano un premio di circa il 108% rispetto alla chiusura non influenzata dell’8 maggio e di circa il 127% rispetto alla media ponderata dei tre mesi precedenti quella data. Premi di questa dimensione sono un modo per ottenere consenso rapidamente ma riflettono anche la percezione che Delivery Hero avesse un valore strategico superiore a quello espresso dal mercato.

Per gli azionisti, il confronto è tra incassare immediatamente il premio e mantenere esposizione a una società indipendente con opportunità e rischi propri. La raccomandazione del board indica chiaramente quale delle due strade ritenga più conveniente.

Il delivery sta entrando in una fase di consolidamento

La pandemia aveva moltiplicato valutazioni e investimenti nelle piattaforme di consegna. Il ritorno alla normalità ha mostrato quanto sia difficile costruire margini elevati in un business con logistica fisica, promozioni e concorrenza locale. La scala è diventata sempre più importante.

Uber arriva al takeover dopo aver dimostrato che mobilità e delivery possono convivere dentro la stessa app e condividere una parte dei costi. Delivery Hero ha invece costruito una rete globale attraverso marchi locali. La fusione combina due strategie diverse di aggregazione.

Gli effetti per rider e merchant non sono automatici

Le società sostengono che l’unione aumenterà opportunità per corrieri e commercianti. È possibile che una base utenti più grande produca più domanda e che infrastrutture condivise riducano costi. Ma la maggiore concentrazione può anche ridurre il potere negoziale di chi dipende dalla piattaforma.

I regolatori dovranno valutare non soltanto la quota di mercato tra app, ma gli effetti su commissioni, condizioni di lavoro, accesso ai dati e possibilità per i merchant di utilizzare piattaforme concorrenti.

Il quartier generale di Berlino resterà almeno fino al 2029

Uber ha assunto impegni specifici verso la Germania e i dipendenti, compreso il mantenimento della sede Delivery Hero a Berlino almeno fino al 2029. È un modo per ridurre la percezione di un’acquisizione che svuota una delle aziende tech più importanti nate in Germania.

Nel lungo periodo, però, la vera integrazione riguarderà tecnologia e organizzazione. Due piattaforme globali portano sistemi, culture e processi differenti. Le sinergie promesse devono essere ottenute senza interrompere mercati che funzionano in tempo reale ogni giorno.

Uber si sta trasformando in un’infrastruttura per il movimento

La lettura più interessante del takeover è vedere Uber non più come una società di taxi via app. Il gruppo vuole essere il livello software attraverso cui città e consumatori muovono persone, pasti, spesa e merci. Delivery Hero aggiunge densità e geografie a questo progetto.

Se l’offerta verrà completata, sarà una delle operazioni più importanti nella storia del delivery digitale e un segnale ulteriore che il settore sta uscendo dalla fase frammentata. La concorrenza non scomparirà, ma i player capaci di sostenere investimenti globali saranno meno numerosi e molto più grandi.

Fonti