La Denza Z9 GT diventerà nel 2027 il primo modello della marca premium di BYD a ricevere in Europa City Navigation on Driving Assistant, funzione di assistenza alla guida urbana che il costruttore cinese integrerà attraverso un aggiornamento over-the-air. Non si tratta quindi di un restyling né dell’arrivo di una nuova versione meccanica: la novità riguarda il software e punta a estendere l’impiego dei sistemi di assistenza dalle arterie a scorrimento veloce alle situazioni più complesse della circolazione cittadina.

La scelta della Z9 GT è significativa per posizione di mercato e contenuto tecnico. Denza è il marchio con cui BYD intende presidiare la fascia alta europea, mentre la Z9 GT è una grande shooting brake elettrica, disponibile anche con propulsione ibrida plug-in in alcuni mercati, che il gruppo ha portato in Europa nel corso del 2026. Il modello è stato inoltre il primo Denza europeo ad adottare l’architettura e3 a tre motori, le Blade Battery di seconda generazione e la ricarica Flash Charging. Ora diventa anche la piattaforma di lancio locale per l’evoluzione del sistema che BYD chiama God’s Eye.

Un aggiornamento software per affrontare il traffico urbano

City Navigation on Driving Assistant, abbreviato CNOA, è pensato per la navigazione da punto a punto in ambito cittadino. Secondo quanto comunicato da BYD, il sistema potrà gestire fermate ai semafori, precedenze nelle rotatorie, svolte a sinistra, adeguamento ai limiti indicati e cambi di corsia necessari, per esempio, a superare veicoli in doppia fila. La dotazione dovrebbe inoltre riconoscere pedoni, ciclisti e altri ostacoli sulle strade urbane più strette.

La distinzione rispetto ai più comuni ADAS è sostanziale. Molti sistemi di serie offrono oggi un supporto efficace nel mantenimento della corsia, nella regolazione adattiva della velocità e nelle situazioni autostradali; l’ambiente cittadino impone invece di interpretare segnaletica, incroci, flussi irregolari e utenti vulnerabili della strada. BYD prova a entrare in questo terreno con una funzione più articolata, senza presentarla come guida autonoma: si parla di assistenza alla guida e il conducente resta responsabile della supervisione del veicolo.

L’aggiornamento non richiederà, almeno stando alle informazioni disponibili, modifiche fisiche alle vetture già consegnate. La Z9 GT dispone infatti dell’hardware previsto per il sistema: un LiDAR, dodici sensori a ultrasuoni, tre radar a onde millimetriche e undici telecamere. La disponibilità della sensoristica a bordo consente a BYD di distribuire la nuova capacità tramite OTA, trasformando un’auto già in circolazione senza il passaggio in officina.

Per BYD il software diventa parte della proposta premium

Nel mercato europeo dell’auto elettrica di alta gamma, la potenza e l’autonomia non sono più gli unici argomenti competitivi. I costruttori cercano di differenziarsi con l’elettronica di bordo, con la velocità di evoluzione delle funzioni digitali e con la capacità di mantenere aggiornato il prodotto dopo l’acquisto. La decisione di partire da Denza, anziché da un modello BYD più accessibile, colloca la Z9 GT in questa logica: la vettura deve dimostrare che il gruppo non vuole limitarsi a proporre hardware competitivo a un prezzo aggressivo.

La strategia è particolarmente rilevante per un’auto che in Europa parte da 115.000 euro, IVA inclusa, nella configurazione elettrica. In Regno Unito, dove la Z9 GT viene proposta sia elettrica sia plug-in hybrid, il listino indicato per la EV parte da 105.000 sterline, mentre la DM ibrida plug-in inizia da 95.000 sterline. A queste cifre il confronto non avviene soltanto sul rapporto tra batteria, prestazioni e dimensioni, ma anche sull’esperienza d’uso e sulla maturità dei sistemi di assistenza.

Le dimensioni chiariscono il posizionamento: 5.195 mm di lunghezza, 1.990 mm di larghezza, 1.480 mm di altezza e 3.125 mm di passo. È un formato che porta la Z9 GT vicino a Porsche Panamera e Taycan per ingombro generale, pur con una proposta stilistica e tecnica differente. Nella variante completamente elettrica, la batteria ha una capacità di 122,49 kWh e alimenta tre motori per 850 kW, equivalenti a 1.140 CV, e 1.210 Nm di coppia. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP arriva a 599 km.

La ricarica resta il secondo asse della vetrina tecnologica

Prima dell’annuncio sul CNOA, BYD aveva usato la Z9 GT per mettere in evidenza la propria tecnologia Flash Charging. La casa parla di potenze fino a 1.500 kW nelle stazioni abilitate e indica, per questo modello, un passaggio dal 10% al 70% di carica in cinque minuti e dal 10% al 97% in nove minuti. In condizioni di freddo estremo, fino a -30 °C, il tempo dichiarato dal 20% al 97% sale a dodici minuti.

Sono valori che vanno letti nel loro contesto industriale. Le prestazioni di ricarica dipendono non solo dalla vettura e dalla batteria, ma dalla disponibilità di colonnine compatibili, dalla potenza effettivamente erogabile e dalle condizioni operative. Per un marchio che si affaccia nel segmento premium europeo, tuttavia, la combinazione tra ricarica ad altissima potenza e aggiornamenti software avanzati definisce una proposta precisa: costruire attorno all’auto elettrica un ecosistema proprietario di tecnologie, anziché competere esclusivamente sul listino.

Il passaggio al CNOA amplia questa impostazione. La ricarica rapida è un elemento percepibile e facilmente misurabile, ma un sistema di assistenza urbana serve soprattutto a rendere l’auto più utile nell’uso quotidiano. BYD punta quindi a dimostrare che l’investimento nell’architettura elettronica e nella dotazione di sensori non si esaurisce alla consegna del veicolo.

Cosa è confermato e cosa resta da definire

La tempistica comunicata è il 2027 e l’aggiornamento partirà dalla Z9 GT. BYD non ha però fornito nel dettaglio un calendario paese per paese, né ha chiarito se il rilascio avverrà contemporaneamente su tutti i mercati europei in cui la vettura è venduta. Non sono state indicate neppure eventuali differenze tra le versioni elettriche e ibride plug-in, o possibili condizioni commerciali legate all’attivazione della funzione.

Resta inoltre da vedere come verranno descritte all’utente le condizioni operative del sistema sulle reti stradali europee. La capacità di affrontare rotatorie, corsie occupate e incroci è una delle promesse più delicate degli ADAS moderni: la qualità dell’esperienza dipende dal comportamento reale del software in scenari molto variabili, non soltanto dalla lista delle funzioni supportate.

Per ora, l’annuncio offre soprattutto un’indicazione sulla direzione di marcia di BYD. Denza Z9 GT nasce come modello-vetrina per propulsione, batteria e ricarica; dal prossimo anno dovrà mostrare anche quanto il gruppo sia in grado di aggiornare e localizzare il proprio software di assistenza per il mercato europeo. In una fascia dove i marchi tradizionali hanno relazioni consolidate con la clientela e una lunga esperienza di prodotto, la credibilità di questa promessa conterà quanto i numeri della scheda tecnica.

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