Nel marzo 2024 la NATO ha annunciato un forte ampliamento di DIANA, il Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic. La rete passava da 11 a 23 accelerator site e da 90 a 182 test center distribuiti in 28 Paesi alleati. L’obiettivo è offrire a startup e gruppi innovativi accesso a mentoring, finanziamenti, utenti finali e infrastrutture di prova.

DIANA nasce da un problema strutturale: molte tecnologie decisive per sicurezza e difesa vengono oggi sviluppate nel mercato commerciale, dove i cicli di innovazione sono più rapidi rispetto al procurement militare tradizionale. Intelligenza artificiale, droni, sensori, 5G, materiali avanzati e cybersecurity non provengono necessariamente dai grandi prime contractor della difesa.

Che cosa significa dual-use

Una tecnologia dual-use può avere applicazioni sia civili sia di sicurezza o difesa. Un sistema di visione artificiale può essere utilizzato per ispezionare una fabbrica o per analizzare immagini da un drone. Una rete resiliente può servire infrastrutture civili critiche ma anche comunicazioni militari.

Questo rende il confine industriale più permeabile. Startup nate per mercati commerciali possono possedere tecnologie utili alla difesa senza avere esperienza con gare pubbliche, requisiti militari o certificazioni. DIANA cerca di ridurre proprio questa distanza.

Acceleratori e test center

Gli accelerator site offrono programmi di sviluppo imprenditoriale, mentoring e connessioni con il mercato. I test center permettono invece di sperimentare tecnologie in ambienti e infrastrutture che una piccola azienda difficilmente potrebbe permettersi.

La possibilità di validare un prodotto è centrale. Nel settore della difesa, una tecnologia interessante sul piano teorico deve dimostrare affidabilità in condizioni operative difficili. Vibrazioni, temperature estreme, interferenze, sicurezza informatica e compatibilità con sistemi esistenti possono trasformare radicalmente i requisiti di un prodotto.

Le aree tecnologiche

La NATO ha indicato tra le priorità intelligenza artificiale, cyber, 5G, tecnologie ipersoniche e sistemi autonomi. L’elenco riflette un cambiamento: il vantaggio militare dipende sempre più dalla capacità di integrare hardware e software e di aggiornare rapidamente algoritmi e sensori.

Questo modello favorisce aziende con competenze in cloud, semiconduttori, robotica, analisi dati e comunicazioni. Molte di queste imprese non si definiscono originariamente “defence company”, ma possono diventare fornitori di componenti o tecnologie critiche.

Il problema del procurement

Accelerare una startup non basta se il sistema di acquisto rimane troppo lento. Il vero test per programmi come DIANA è creare un percorso che porti dalla sperimentazione a contratti e adozione operativa. Senza una domanda concreta, molte tecnologie rischiano di rimanere dimostratori.

I governi devono quindi bilanciare due esigenze: procedure rigorose per sicurezza e accountability e maggiore velocità nel testare e acquistare soluzioni che evolvono in pochi mesi.

Capitale privato e mercato della difesa

Negli ultimi anni è aumentato l’interesse degli investitori verso startup defence-tech e dual-use. Programmi istituzionali come DIANA possono ridurre parte del rischio percepito, perché forniscono accesso a test, clienti potenziali e validazione tecnica.

Questo può creare un circolo positivo tra capitale privato e domanda pubblica, ma comporta anche la necessità di regole chiare su esportazioni, sicurezza dei dati e proprietà intellettuale.

Un nuovo modello industriale

L’espansione di DIANA indica che la NATO non considera più l’innovazione tecnologica come un processo confinato ai grandi programmi pluriennali. L’obiettivo è costruire una rete capace di intercettare idee da ecosistemi civili e trasformarle più rapidamente in capacità utilizzabili.

La misura del successo sarà la capacità di portare tecnologie dai laboratori e dalle startup all’adozione reale. Se il collegamento tra innovatori, test center e procurement funzionerà, il modello potrà ridurre il tempo tra invenzione e utilizzo operativo. In caso contrario, resterà una buona infrastruttura di accelerazione senza un mercato sufficientemente veloce a riceverne i risultati.

Fonti