Disney+ ha scelto Philip Pratt, per undici anni dirigente di Amazon MGM Studios, per guidare la produzione originale in Germania, Austria e Svizzera. Il manager assumerà a inizio 2027 il ruolo di VP, Original Production per l’area DACH, con base a Monaco di Baviera e riporto ad Angela Jain, responsabile dei contenuti EMEA della piattaforma.

Il passaggio ha un peso che va oltre il normale avvicendamento manageriale. Pratt arriva dal principale concorrente nel mercato streaming tedesco con una conoscenza diretta delle dinamiche produttive locali, dei generi che hanno trovato pubblico e dei rapporti con produttori e talenti. In Amazon ha seguito titoli come Maxton Hall – The World Between Us, il format comico LOL: Last One Laughing, il reality The 50 e il film bellico The Tank. Per Disney+, che vuole aumentare sensibilmente il volume delle serie internazionali, è un innesto pensato per rendere più strutturale la propria presenza nell’Europa di lingua tedesca.

Pratt prenderà di fatto il posto di Benjamina Mirnik-Voges, in uscita dalla società. Il suo incarico riguarderà l’intera filiera degli original: individuazione dei progetti, rapporto con case di produzione e creativi, sviluppo delle commissioni e supervisione delle produzioni destinate a Disney+ nei tre Paesi. Non si tratta dunque di un ruolo limitato alla programmazione o all’acquisizione di diritti: sarà responsabile della costruzione di una line-up locale.

Un mercato condiviso, ma tutt’altro che uniforme

Germania, Austria e Svizzera vengono spesso trattate dall’industria come un unico blocco linguistico-commerciale, ma presentano ecosistemi audiovisivi, sensibilità culturali e scale produttive diverse. La Germania è il centro economico dell’area e dispone del più ampio bacino di spettatori, produttori e incentivi regionali; l’Austria offre un contesto creativo più concentrato, mentre la Svizzera richiede un approccio che tenga conto anche delle sue pluralità linguistiche e territoriali. Coordinare gli original dall’hub di Monaco significa provare a sfruttare le dimensioni del mercato tedesco senza ridurre gli altri due Paesi a semplici appendici editoriali.

Disney+ ha già avviato in Germania la propria attività di produzioni locali nel 2021. Fra i titoli realizzati figurano Call My Agent Berlin, adattamento tedesco del format francese, Sam – A Saxon e The Interpreter of Silence. La piattaforma ha inoltre in preparazione la satira austriaca Vienna Game, il thriller Nele Neuhaus Monster, tratto dall’universo narrativo della scrittrice tedesca, e Under The Ice, produzione svizzera annunciata di recente.

Questo catalogo mostra una direzione già riconoscibile: adattamenti di proprietà note, drama radicati nel contesto nazionale, crime e progetti capaci di viaggiare anche fuori dai confini di partenza. Il compito di Pratt sarà dare continuità a questa impostazione, decidendo al tempo stesso quali generi e quali voci possano ampliare l’identità locale del servizio. È una partita delicata perché nel territorio DACH il pubblico trova già offerte nazionali forti, broadcaster pubblici e privati storicamente radicati, oltre a piattaforme globali che hanno investito a lungo in contenuti tedeschi.

Il valore dell’esperienza maturata in Amazon

Il nome di Pratt è legato soprattutto a Maxton Hall, drama young adult tratto dai romanzi di Mona Kasten e diventato uno dei casi più rilevanti per Prime Video fuori dagli Stati Uniti. Il successo della serie ha rafforzato un’evidenza che interessa tutta l’industria europea: un progetto sviluppato con coordinate molto locali può trovare risonanza internazionale se ha un posizionamento preciso, un pubblico definito e una distribuzione adeguata.

Ridurre l’operazione Disney+ a un tentativo di replicare quel risultato sarebbe però fuorviante. Le piattaforme non competono più soltanto sulla quantità di uscite, e le decisioni sugli original arrivano in una fase in cui costi, ritorno sugli abbonamenti, capacità di generare attenzione e longevità dei titoli sono osservati con maggiore severità. L’esperienza di Pratt può essere utile proprio perché riunisce generi diversi: serialità per giovani adulti, unscripted, commedia e cinema locale. Per un servizio come Disney+, il cui marchio è associato anzitutto alle grandi franchise internazionali, trovare il corretto equilibrio fra identità globale e rilevanza nazionale resta una necessità concreta.

La nomina segnala anche quanto la competizione per i dirigenti creativi sia diventata parte della competizione per i contenuti. Nei mercati maturi non bastano budget e distribuzione: la capacità di accedere ai progetti prima dei concorrenti dipende dai rapporti costruiti negli anni con autori, produttori, agenti e broadcaster. Portare in casa un executive con una lunga esperienza presso Amazon MGM Studios consente a Disney+ di rafforzare immediatamente questa rete, pur senza modificare dall’oggi al domani gli equilibri del settore.

La crescita internazionale annunciata da Disney

L’arrivo di Pratt si colloca nel piano di espansione degli original internazionali delineato da Disney. La società punta a triplicare nell’arco di tre anni il numero delle produzioni Disney+ realizzate fuori dagli Stati Uniti, con un budget EMEA che, secondo quanto emerso nei mesi scorsi, è stato rafforzato. Il DACH è quindi uno dei tasselli di una strategia più ampia che coinvolge anche Italia, Regno Unito, Polonia e altri mercati europei.

Tra i progetti citati per i prossimi mesi ci sono la seconda stagione della polacca Breslau, la britannica Mosquito e l’italiana Murder on Lake Garda. Sul fronte italiano Disney ha recentemente affidato a Sonia Rovai, produttrice di L’amica geniale, il ruolo di VP, Original Production. Le due nomine raccontano una volontà di affidare i mercati chiave a figure che conoscono dall’interno le filiere produttive nazionali, anziché amministrarle soltanto attraverso una regia centralizzata.

Per le case di produzione tedesche, austriache e svizzere, una struttura locale più forte potrebbe tradursi in interlocutori più vicini e in maggiori occasioni di sviluppo. Sarebbe prematuro dedurne un aumento automatico dei budget o del numero di titoli ordinati: Disney non ha comunicato obiettivi economici specifici per l’area né un calendario di nuove commissioni legato all’ingresso di Pratt. Il piano globale di crescita, inoltre, dovrà confrontarsi con la sostenibilità degli investimenti e con la risposta effettiva degli abbonati.

Che cosa cambia dal 2027

Il primo effetto sarà organizzativo. Pratt entrerà quando le produzioni già annunciate saranno in diverse fasi di sviluppo o realizzazione; la sua impronta si vedrà quindi soprattutto sulle commissioni successive e sulle relazioni che Disney+ intenderà consolidare nel territorio. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è sostenere storie riconoscibili per il pubblico locale e capaci di emergere in un catalogo affollato. Tradotto in scelte editoriali, questo richiederà titoli che non si limitino a essere ambientati in Germania, Austria o Svizzera, ma abbiano una ragione precisa per rivolgersi a quegli spettatori.

Per Amazon, l’uscita del dirigente apre invece una fase di successione nel team che ha contribuito a definire l’offerta tedesca di Prime Video. La piattaforma mantiene asset e franchise rilevanti nel Paese, ma il trasferimento conferma la mobilità di un settore nel quale le competenze creative locali sono sempre più contese. Nel breve periodo non è atteso alcun impatto sui titoli già prodotti o in lavorazione; nel medio, la sfida sarà verificare se Disney+ riuscirà a trasformare la nuova guida in una lista di original riconoscibili e competitivi, non solo in un rafforzamento sulla carta.

Il mercato DACH resta infatti un banco di prova significativo per la strategia internazionale di Disney: abbastanza grande da giustificare investimenti ambiziosi, abbastanza competitivo da rendere insufficiente la sola forza del brand. La scelta di Philip Pratt indica che l’azienda vuole giocare quella partita con un responsabile abituato a misurare il valore degli original proprio sul terreno in cui dovrà ora costruire il prossimo slate Disney+.

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