Disney+ e Hulu aggiungeranno al proprio catalogo Las Culturistas, il podcast condotto da Bowen Yang e Matt Rogers. Il debutto è fissato per il 18 novembre e i nuovi episodi saranno pubblicati con cadenza settimanale. Il programma continuerà nel frattempo a essere disponibile anche su YouTube, mantenendo quindi una distribuzione che affianca piattaforme streaming e canali video già consolidati.

Per Disney non si tratta di una semplice acquisizione di contenuti audio da collocare ai margini dell’offerta. L’arrivo di Las Culturistas prosegue un esperimento editoriale e commerciale che sta portando podcast esterni, non nati come estensioni dirette di serie o film della piattaforma, dentro servizi costruiti storicamente attorno alla fruizione audiovisiva on demand. In questo caso il peso del titolo dipende soprattutto dalla sua riconoscibilità nella cultura pop statunitense e dalla relazione costruita negli anni con una comunità di ascoltatori molto fedele.

Yang e Rogers hanno lanciato il programma nel 2016. Il formato ruota attorno a commenti, conversazioni e classifiche legate allo spettacolo e alla cultura pop, con ospiti celebri e segmenti ricorrenti come “I Don’t Think So Honey”. Nel corso del tempo il podcast ha accolto, tra gli altri, Mariah Carey, Michelle Obama, Lady Gaga, Reese Witherspoon, Ariana Grande, Charli XCX, Chappell Roan e Nicole Kidman. Una lista che aiuta a spiegare perché il progetto abbia superato la dimensione del podcast di nicchia, diventando un luogo promozionale e culturale rilevante per musica, cinema, televisione e celebrity culture.

Un format già capace di vivere fuori dall’audio

Las Culturistas è prodotto da Big Money Players Podcast Network, rete associata a Will Ferrell, e da iHeartRadio. Negli ultimi due anni il brand ha inoltre portato sullo schermo una propria premiazione-parodia, i Las Culturistas Culture Awards. È un passaggio significativo: il podcast non viene trattato soltanto come una serie di episodi da ascoltare, ma come una proprietà capace di generare eventi, clip, ospiti, momenti virali e appuntamenti audiovisivi.

Questa predisposizione alla circolazione su più formati rende il programma una scelta naturale per Disney+ e Hulu. Le piattaforme non stanno necessariamente cercando di replicare l’esperienza dell’app per podcast tradizionale, fatta di archivi sterminati e ascolto in mobilità. Stanno invece selezionando show con conduttori riconoscibili, un linguaggio già compatibile con la visione video e una frequenza di pubblicazione utile a riportare il pubblico nel servizio ogni settimana.

Per un podcast di conversazione, la disponibilità su una piattaforma streaming può cambiare la scala della scoperta più che il contenuto editoriale. Gli utenti incontrano il titolo accanto a film, serie e altri programmi, anziché cercarlo deliberatamente in un’app dedicata. Al tempo stesso, Disney e Hulu possono offrire ai propri abbonati una ragione ulteriore per restare nell’ecosistema tra un’uscita scripted e l’altra, con materiale nuovo e meno costoso da produrre rispetto a una serie di finzione ad alto budget.

L’accordo iHeart e il cambio di passo di Disney

L’ingresso di Las Culturistas deriva dall’intesa siglata nell’agosto 2026 tra Disney e iHeartPodcasts. È l’ultimo titolo di un gruppo di programmi iHeart già approdati su Disney+ e Hulu: Hey Jonas!, Pod Meets World, Fake Doctors, Real Friends, StraightioLab e Thanks Dad with Ego Nwodim. Il denominatore comune è una forte identità dei conduttori e, in molti casi, un legame immediato con fandom televisivi, musicali o comici.

Il movimento si inserisce in una strategia avviata prima dell’accordo con iHeart. All’inizio dell’anno Disney+ e Hulu hanno cominciato a ospitare podcast esterni attraverso una licenza con Headgum. Il primo programma reso disponibile nell’ambito di quella collaborazione è stato We’re Here to Help, condotto da Jake Johnson e Gareth Reynolds. La scelta indica che l’interesse non è limitato ai contenuti prodotti internamente o a progetti legati alle grandi proprietà intellettuali Disney: il gruppo sta testando l’inserimento di voci editoriali indipendenti nel catalogo.

La logica industriale è chiara, anche se i risultati di questa distribuzione restano da misurare. I podcast video hanno trovato su YouTube una destinazione centrale, grazie alla facilità con cui gli episodi completi convivono con estratti, shorts e raccomandazioni algoritmiche. Hulu e Disney+ provano a intercettare una parte di quell’abitudine in un ambiente di abbonamento, dove la scoperta passa però attraverso homepage, collezioni e suggerimenti diversi da quelli della piattaforma di Google.

Hulu, in particolare, si colloca così accanto a Netflix nel gruppo dei servizi che sta sperimentando i podcast come categoria di intrattenimento aggiuntiva. La sfida non è solo convincere gli utenti a premere play su un programma parlato: è capire se l’episodio settimanale può essere valorizzato nell’interfaccia, misurato con metriche utili e monetizzato all’interno di un’offerta che fino a poco tempo fa associava il valore soprattutto a film, serie, documentari e contenuti live.

Distribuzione ampia, non esclusiva

La permanenza di Las Culturistas su YouTube chiarisce un altro aspetto dell’operazione. Non è stato annunciato un trasferimento esclusivo né l’abbandono dei canali che hanno contribuito alla crescita dello show. La scelta sembra puntare alla massima estensione della presenza del format: YouTube conserva la propria funzione di scoperta e partecipazione del pubblico, mentre Disney+ e Hulu aggiungono una nuova vetrina in un contesto premium.

Per i creatori e per i network podcast questa formula può essere più interessante dell’esclusiva pura. Un’esclusiva garantisce spesso una collocazione più netta, ma restringe la reperibilità e può allontanare parte dell’audience abituata a seguire il programma altrove. La distribuzione su più servizi, invece, permette di mantenere la base esistente e di cercarne una nuova. Il compromesso riguarda la differenziazione: Disney e Hulu dovranno far percepire il valore dell’aggiunta pur senza poter presentare il podcast come un contenuto disponibile solo per i loro abbonati.

Nel caso di Yang e Rogers, la forza del marchio può compensare in parte questo limite. Bowen Yang è una presenza nota anche fuori dal podcast, mentre il dialogo tra i due conduttori e l’ampio elenco di ospiti hanno costruito un’identità riconoscibile. Per l’industria audiovisiva, la rilevanza della notizia sta proprio nella natura del prodotto: non un adattamento da podcast a serie, e nemmeno un semplice video promozionale, ma l’ingresso diretto di un format conversazionale già affermato nel catalogo di due grandi streamer.

Dal 18 novembre sarà possibile osservare se questa collocazione produrrà una maggiore attenzione per gli episodi settimanali e se Disney amplierà ulteriormente il portafoglio. Per ora, l’arrivo di Las Culturistas conferma che la competizione per il tempo del pubblico non si gioca più soltanto tra lungometraggi e serie. I podcast, soprattutto quelli che hanno già volto, ospiti e una forte presenza culturale, stanno diventando una materia prima utile anche per i servizi video in abbonamento.

Fonti