El Gouna Film Festival ha scelto cinque nuovi talenti per la terza edizione di Rising Stars, il programma inserito in CineGouna Emerge e rivolto ai professionisti emergenti dell’audiovisivo nell’area MENA. La selezione riunisce il regista egiziano Abdallah Dnewar, l’autrice e regista saudita Razan AlSoghayer, il filmmaker palestinese Omar Rammal, la regista e produttrice palestinese-giordana Asmahan Bkerat e la siriana Rama Abdi, direttrice della fotografia, montatrice e regista.

Per il festival sul Mar Rosso non è un annuncio accessorio. In un ecosistema nel quale festival, laboratori, fondi e mercati sono spesso una delle poche infrastrutture capaci di collegare autori, produttori e potenziali partner internazionali, Rising Stars serve a individuare professionisti già attivi ma ancora in una fase di consolidamento. Il gruppo scelto restituisce inoltre una fotografia significativa della produzione araba contemporanea: opere brevi, documentari di lunga durata, cinema di finzione, attività produttiva e un rapporto sempre più poroso tra formati digitali e circuito festivaliero.

L’iniziativa è stata avviata nel 2024 e fa parte di CineGouna Emerge, piattaforma con cui El Gouna dichiara di voler accompagnare la nuova generazione di operatori del cinema mediorientale e nordafricano. A sua volta, CineGouna Emerge rientra nel più ampio programma industry CineGouna, che comprende incontri del Forum, la vetrina di progetti Funding, il Market e un nuovo focus dedicato alle serie. La collocazione è rilevante: il riconoscimento arriva all’interno di un festival che non si limita alla programmazione, ma lavora anche come punto d’incontro per lo sviluppo e la circolazione dei progetti.

Profili già visibili nel circuito internazionale

Abdallah Dnewar opera dal Cairo e porta nella selezione un percorso che intreccia produzione, consulenza editoriale e organizzazione. Ha prodotto i cortometraggi animati My Brother, My Brother, selezionato a Rotterdam, e Khufu, passato da Locarno; ha inoltre lavorato come script consultant su diversi corti. Oggi è Head of Specials presso la società mediatica egiziana Zest, dove ha seguito l’Eish Short Film Competition, iniziativa realizzata insieme a El Gouna Film Festival e World Food Programme delle Nazioni Unite. Il suo ingresso nel gruppo evidenzia che l’idea di “talento emergente” adottata dal programma non coincide esclusivamente con il debutto alla regia: comprende anche figure in grado di incidere su sviluppo, produzione e sostegno ad altri autori.

Razan AlSoghayer vive tra Arabia Saudita e Paesi Bassi. La sua ricerca si concentra su femminilità, memoria, amicizia, patriarcato e passaggio all’età adulta, osservati all’interno di una società saudita attraversata da trasformazioni rapide. Il suo primo cortometraggio, Son Of Badriyah, è presente nell’edizione di El Gouna in corso. La presenza di AlSoghayer nel programma si inserisce nel momento di forte espansione del comparto audiovisivo saudita, senza ridurre quel contesto a una questione di investimenti o infrastrutture: il suo lavoro parte invece dall’esperienza individuale, dalla quotidianità e da un immaginario culturale locale.

Omar Rammal, nato in Cisgiordania, rappresenta forse il percorso più esplicito di attraversamento fra racconto online e cinema indipendente. I suoi contenuti hanno raggiunto centinaia di milioni di visualizzazioni sulle piattaforme digitali, ma la sua attività recente ha trovato spazio anche nei riconoscimenti e nei festival. Nel 2026 Everyday in Gaza ha ottenuto il premio per il miglior cortometraggio documentario ai David di Donatello italiani. Il suo esordio nella finzione breve, Kentucky Gaza, dopo la prima nell’International Competition di Clermont-Ferrand, arriva a El Gouna per la première MENA. Rammal sta inoltre sviluppando il suo primo lungometraggio.

Il suo caso è utile per leggere un cambiamento concreto nei percorsi professionali della regione. La notorietà digitale non sostituisce automaticamente il riconoscimento nel cinema d’autore, né i due ambiti rispondono agli stessi criteri. Tuttavia, la capacità di costruire un pubblico attraverso canali online può convivere con la ricerca di finanziamenti, coproduzioni e legittimazione festivaliera. Per un programma che seleziona figure già in movimento, Rammal incarna questa doppia traiettoria senza che una cancelli l’altra.

Documentario, memoria e lavoro sulle immagini

Asmahan Bkerat lavora sui temi dello sradicamento, dell’identità e del patrimonio culturale. Il suo primo lungometraggio documentario, Concrete Land, ha debuttato al Locarno Film Festival e ha ricevuto l’Insights Audience Award al Vancouver International Film Festival. Il film è stato presentato anche al BFI London Film Festival con proiezioni sold out e prosegue la sua circolazione con tappe che includono Dok Leipzig, IDFA e Doha. Parallelamente Bkerat sta producendo i documentari If These Stones Could Talk e Landwards, mentre è nelle prime fasi di produzione del suo prossimo lungometraggio da regista.

La sua selezione mette in primo piano il documentario come segmento industriale, non soltanto come linguaggio artistico. Per opere costruite intorno a memoria, territorio e identità, il percorso nei festival può essere decisivo per ottenere visibilità, interlocutori produttivi e occasioni di vendita o distribuzione. Nel caso di Concrete Land, la successione di Locarno, Vancouver, Londra e altri appuntamenti internazionali indica una circolazione già avviata; Rising Stars aggiunge a quel percorso una collocazione dentro una rete regionale.

Rama Abdi, basata a Damasco, completa il gruppo con un profilo che attraversa più reparti della realizzazione: fotografia, montaggio e regia. Ha iniziato a lavorare nel cinema nel 2018, passando da produzioni commerciali e giornalistiche a lavori cinematografici, come operatrice e regista. È una presenza che allarga ulteriormente il perimetro della selezione oltre l’immagine convenzionale dell’autore unico. Nei mercati audiovisivi in cui le troupe e le competenze tecniche possono essere fragili o discontinue, professionisti capaci di muoversi fra ruoli diversi costituiscono una parte essenziale della filiera.

Un programma di visibilità, non una garanzia di carriera

La terza coorte non va letta come una lista di esordi assoluti. I cinque selezionati hanno già film, premi, esperienze professionali o progetti in sviluppo alle spalle. Proprio questa scelta chiarisce la funzione di Rising Stars: intercettare autori e professionisti in una fase in cui un credito festivaliero, un progetto di lungometraggio o una posizione produttiva possono trasformarsi in un passaggio di scala, a condizione di trovare reti di collaborazione e continuità di sostegno.

Il programma, da solo, non equivale a un finanziamento, a una distribuzione assicurata o a una selezione nei grandi festival. I risultati dipenderanno dai singoli progetti, dalle possibilità di coproduzione e dalle condizioni del mercato. Ma per El Gouna l’operazione rafforza la propria posizione nel calendario autunnale MENA come piattaforma che prova a tenere insieme scoperta dei talenti, circolazione delle opere e attività professionale.

Nei prossimi mesi l’attenzione sarà quindi sui lavori già annunciati: la première regionale di Kentucky Gaza, il cammino festivaliero di Concrete Land, il primo lungometraggio in sviluppo di Rammal e i progetti che ciascun partecipante riuscirà a portare oltre la vetrina del festival. È su questo terreno, più che sull’etichetta di Rising Star, che si misurerà il peso effettivo della selezione.

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