Immaginate di dover richiedere un certificato di residenza e di non sapere su quale pagina del Comune entrare, quali credenziali usare o quale ufficio contattare. O, più semplicemente, di voler segnalare un cassonetto non svuotato, controllare la graduatoria del nido o capire dove sia finita l'automobile rimossa dalla Polizia Locale. Fino a ieri il percorso passava attraverso portali, menu, telefonate e moduli diversi. Oggi Roma sta provando a sostituire almeno una parte di questo percorso con una frase: «Julia, mi aiuti?».

La novità dell'autunno 2026 è Julia 3.0. Presentata alla Maker Faire Rome a fine ottobre, la nuova versione dell'assistente virtuale di Roma Capitale non si limita a spiegare come funziona un servizio: per un primo gruppo di procedure permette di svolgere operazioni direttamente nella conversazione. Sono 30 servizi, arriva una nuova applicazione per smartphone, si può interagire a voce e accedere con SPID, CIE o CNS. Dietro c'è un'architettura composta da agenti specializzati, alimentata da fonti istituzionali certificate.

Il punto, però, non è il numero di funzioni o il fatto che dietro ci siano modelli di intelligenza artificiale. Il punto è un altro: Roma sta tentando di cambiare l'interfaccia tra una città e i suoi abitanti. E se l'esperimento funzionerà, potrebbe offrire una strada concreta a molte altre amministrazioni.

Da guida per il Giubileo a porta d'accesso al Comune

Per capire la portata della svolta bisogna guardare al percorso. Julia viene annunciata nell'ottobre 2024, nell'ambito di una collaborazione tecnologica con Microsoft e OpenAI; la prima versione pubblica arriva nel marzo 2025. Inizialmente è pensata soprattutto per chi vive o visita Roma: musei, trasporti, eventi, itinerari, ristoranti, informazioni utili in vista del Giubileo. La promessa è già ambiziosa: parlare con la città nella propria lingua, senza dover conoscere tutte le applicazioni e i siti che la raccontano.

Nel luglio 2025 la versione 2.0 arricchisce le informazioni, migliora la comprensione delle richieste, introduce la condivisione della posizione in chat e fa evolvere l'architettura conversazionale. Nel giugno 2026 il salto della 2.5: Julia entra direttamente nel portale istituzionale di Roma Capitale, resta visibile durante la navigazione e orienta l'utente verso pagine, documenti e procedure con collegamenti alle fonti. Il Comune parla di circa 18 milioni di visite annue al portale, oltre 160 mila contenuti informativi e all'incirca 90 servizi online: una quantità di informazioni enorme, spesso difficile da attraversare per chi ha solo bisogno di una risposta.

La 3.0 sposta ancora l'asticella: dall'orientamento alla possibilità di fare. È questa la differenza tra un chatbot decorativo e un servizio che può incidere sulla vita quotidiana.

Presentazione di Julia a Roma nel marzo 2025: Roberto Gualtieri davanti allo schermo con le lingue supportate

La presentazione pubblica di Julia nel marzo 2025. Foto: Roma Capitale.

Julia 3.0: che cosa si può fare davvero

Le funzioni più significative non riguardano l'abilità di intrattenere una conversazione, ma l'accesso a compiti amministrativi precisi. Secondo le comunicazioni ufficiali, 30 servizi sono già accessibili in chat, suddivisi in tre grandi gruppi.

1. Anagrafe: 16 servizi

Si possono ottenere certificati anagrafici in carta semplice, compresi quelli per persone iscritte all'AIRE. Tra gli esempi indicati dal Comune figurano nascita, residenza, stato di famiglia e cittadinanza. Per l'utente il cambiamento è chiaro: non serve partire dal nome tecnico del servizio, ma dalla propria esigenza. La chat guida l'interazione, dopo l'identificazione necessaria.

2. Scuola: 7 servizi

Julia consente di consultare il menu della mensa, le graduatorie di nidi e scuole dell'infanzia, le quote contributive e le informazioni sulle strutture educative del territorio. È un settore in cui la qualità delle informazioni fa una differenza immediata per decine di migliaia di famiglie: scadenze, posti disponibili, costi, indirizzi e aggiornamenti diventano parte di un dialogo anziché una caccia ai link.

3. Assistenza e segnalazioni: 7 servizi

Si può aprire una segnalazione, ricevere un identificativo per seguirne lo stato, attivare un contatto con lo 060606, segnalare problemi di pulizia e rifiuti ad AMA, comunicare criticità ai Cimiteri Capitolini, verificare la rimozione di un veicolo e gestire richieste di assistenza o appuntamento. La possibilità di seguire un problema nel tempo, e non soltanto di inviare un messaggio, è una delle trasformazioni più concrete.

Una precisazione è essenziale: non tutte le pratiche del Comune si completano già dentro Julia. Per operazioni articolate, come il cambio di residenza o l'iscrizione al trasporto scolastico, il sistema può accompagnare il cittadino verso il servizio corretto nel portale. Distinguere tra operazione completata in chat e navigazione assistita è importante per non confondere la promessa tecnologica con ciò che è effettivamente disponibile.

Il vantaggio che si misura in secondi, non in slogan

Roma Capitale presenta anche alcune stime sui tempi. Il rilascio di un certificato, che secondo l'amministrazione richiede mediamente circa quattro minuti e otto passaggi nel percorso tradizionale, potrebbe richiedere 30 secondi tramite Julia. Una segnalazione che via telefono impiega in media tra due e sei minuti viene indicata come eseguibile in circa 50 secondi in chat, con un numero di pratica immediato.

Sono numeri comunicati dall'amministrazione, non risultati di una valutazione indipendente: sarà importante misurarli nell'uso reale, con utenti diversi e pratiche di diversa difficoltà. Ma indicano il criterio giusto. Una buona AI pubblica non si giudica per quanto assomiglia a una persona: si giudica per quanto tempo, frustrazione ed errori riesce a eliminare.

Se un passaggio che prima richiedeva otto schermate diventa una conversazione chiara, il beneficio non è soltanto una maggiore comodità. È una riduzione del costo invisibile della burocrazia, fatto di competenze digitali, pazienza e tempo da sottrarre al lavoro o alla famiglia.

L'app porta il Comune in tasca, senza perdere il contesto

Con la versione 3.0 debutta anche l'app Julia, gratuita sugli store per smartphone. Il servizio si può usare scrivendo o parlando, in oltre 80 lingue. L'app prevede risposte con immagini e card, notifiche relative alle segnalazioni e ad alcuni servizi scolastici, oltre a percorsi di scoperta della città e suggerimenti contestuali.

Un altro tassello è la continuità: con l'accesso tramite SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi si può iniziare una conversazione sul portale e riprenderla nell'app, o viceversa. La possibilità di condividere temporaneamente la propria posizione permette di chiedere indicazioni su luoghi e servizi vicini. Secondo Roma Capitale, nell'app la posizione viene condivisa solo su scelta dell'utente, può restare disponibile fino a un massimo di 24 ore e può essere disattivata.

Non è un dettaglio secondario. Un cittadino non ragiona per «canali amministrativi»: comincia un'operazione sul computer in ufficio, la prosegue sul telefono in autobus, a volte ha bisogno di parlare con qualcuno. La qualità di un servizio pubblico moderno sta anche nella capacità di non costringerlo a ricominciare ogni volta.

Come funziona: un super agente e cinque competenze specializzate

Il cuore tecnologico della 3.0 è un'architettura multiagente. Un agente principale interpreta la richiesta e la indirizza verso cinque agenti specializzati: Portale istituzionale, vita in città, anagrafe, scuola e 060606. L'obiettivo è evitare che un singolo modello generalista cerchi di improvvisare una risposta su tutto. Ogni ambito lavora su strumenti, fonti e procedure pertinenti.

L'infrastruttura dichiarata si basa su Microsoft Azure e modelli OpenAI, mentre fonti informative, regole di funzionamento e gestione dei dati restano sotto il controllo di Roma Capitale. Il patrimonio informativo si è ampliato: oltre ai contenuti del Comune, arrivano informazioni di AMA, ATAC e Roma Servizi per la Mobilità, utili per rifiuti, trasporto pubblico e viabilità.

Questa scelta di governo delle fonti è centrale. Un sistema generativo che risponda su un museo sbagliando l'orario di chiusura produce un disagio. Uno che sbagli i requisiti di un certificato o le istruzioni per una pratica può produrre danni reali. Limitare la base informativa a fonti ufficiali e validate non elimina il rischio di errore, ma crea un perimetro più verificabile rispetto a una ricerca libera e indiscriminata sul web. Servono comunque controlli periodici, responsabilità chiare e percorsi di correzione rapidi.

È qui che la nozione di AI civica diventa più interessante del semplice marketing della «smart city»: non un'intelligenza artificiale che decide al posto dell'amministrazione, ma un sistema che restituisce capacità d'azione alle persone mantenendo tracciabili competenze, fonti e responsabilità pubbliche.

Perché Julia può essere rivoluzionaria per Roma

La burocrazia comincia dal bisogno, non dall'organigramma

Chi vuole iscrivere un figlio al nido non dovrebbe conoscere la struttura dei dipartimenti capitolini; chi deve capire se una strada è interessata da lavori non dovrebbe sapere quale ente gestisce l'informazione. Un'interfaccia conversazionale può tradurre una richiesta ordinaria nel percorso amministrativo corretto. È un cambio di prospettiva: non è il cittadino a dover imparare il linguaggio degli uffici, sono i servizi a imparare a farsi trovare.

La stessa città diventa accessibile a più persone

Roma è una capitale globale. L'uso di oltre 80 lingue, della voce e di risposte contestuali può abbassare le barriere per turisti, persone appena arrivate, utenti che hanno difficoltà con moduli complessi o che semplicemente non conoscono i termini tecnici. La multilingua non equivale automaticamente a piena accessibilità, ma apre una possibilità reale: far diventare più comprensibile lo stesso patrimonio informativo a pubblici molto diversi.

Il servizio non finisce alla risposta

Il salto da «ti spiego dove fare una segnalazione» a «la raccolgo, ti do il numero e ti aiuto a seguirla» crea un rapporto differente con l'amministrazione. È il passaggio dall'informazione all'esecuzione. Per una metropoli con servizi complessi, grandi flussi di pendolari e visitatori, e bisogni molto diversi tra centro e periferie, questo può incidere sulla qualità percepita dei servizi più di molte innovazioni spettacolari ma lontane dalla vita quotidiana.

Può diventare un modello per altre città

Se Roma riuscirà a dimostrare affidabilità, riduzione dei tempi e maggiore inclusione, l'idea è replicabile: un'interfaccia in linguaggio naturale, integrata con le procedure e con i dati ufficiali di un'amministrazione, supervisionata da persone. Non significa copiare Julia pari pari; significa progettare i servizi pubblici pensando alle domande che i cittadini pongono davvero.

La rivoluzione non è automatica: le cinque prove decisive

Raccontare Julia come un progetto trasformativo non significa considerarlo già compiuto. La fase più importante comincia ora, quando l'AI entra nelle procedure reali e non solo nelle dimostrazioni. Almeno cinque questioni meritano risposte verificabili.

  • Accuratezza e responsabilità. Quante richieste vengono concluse correttamente? Come si correggono una risposta errata o una segnalazione non recapitata? L'utente deve poter risalire alla fonte e parlare con un operatore.

  • Accessibilità e divario digitale. La voce, le lingue e lo smartphone sono vantaggi solo se i servizi sono progettati anche per persone anziane, con disabilità o senza identità digitale, e se restano alternative umane.

  • Privacy e fiducia. Dati anagrafici, posizione, cronologia e informazioni sulle famiglie richiedono informative chiare, minimizzazione dei dati, limiti di conservazione e verifiche indipendenti.

  • Autonomia pubblica. La collaborazione con fornitori tecnologici è una risorsa, ma Roma deve poter controllare costi, qualità dei dati, continuità del servizio e rischio di dipendenza dalle piattaforme.

  • Misurazione pubblica dei risultati. Tempi medi effettivi, tasso di pratiche completate, richieste trasferite agli operatori, errori corretti, soddisfazione, accessibilità e costi devono essere misurabili nel tempo.

Un monitoraggio pubblico periodico sarebbe particolarmente prezioso. Le stime dei 30 e 50 secondi sono promettenti, ma la domanda decisiva è quante persone riescono a concludere una pratica al primo tentativo e quante, invece, si fermano lungo il percorso. Senza questi dati, il rischio è confondere un'interfaccia convincente con una trasformazione amministrativa realmente riuscita.

La prossima fase: meno demo, più vita quotidiana

Julia può crescere aggiungendo servizi, ma l'obiettivo non dovrebbe essere soltanto allungare l'elenco delle funzioni. Conta integrare bene quelle più utilizzate, tenere aggiornate le fonti, gestire i casi eccezionali e passare senza attriti a un operatore quando serve. Per il cittadino non esistono «agenti specializzati» o «modelli generativi»: esiste un documento da ottenere, un problema da risolvere, una domanda a cui ricevere una risposta affidabile.

In questo senso Julia è un progetto potenzialmente rivoluzionario non perché Roma abbia adottato l'intelligenza artificiale, ma perché prova a usarla per rovesciare il rapporto abituale tra persone e burocrazia. La tecnologia non chiede più ai cittadini di adattarsi all'organizzazione interna del Comune; promette di fare il contrario. È una promessa che va verificata, difesa e migliorata, ma è la direzione giusta.

La città eterna potrebbe diventare anche il luogo in cui si dimostra che l'AI urbana più importante non è quella che parla meglio. È quella che rende più semplice vivere la città, esercitare un diritto e ottenere un servizio.

Come provare Julia e le fonti dell'approfondimento

Julia è un servizio gratuito. Si può raggiungere dal sito ufficiale, dal portale di Roma Capitale e dall'app per smartphone. Le disponibilità delle singole funzioni possono variare in base all'autenticazione e al tipo di pratica.

Fonti: Roma Servizi per la Mobilità, Julia 3.0; Turismo Roma, presentazione della versione 3.0; Turismo Roma, versione 2.5; sito ufficiale Julia. Dati e funzioni verificati al 2 novembre 2026.

Per il contesto tecnico e la storia del progetto, leggi anche il precedente approfondimento di BreakingTech su Julia.