Il mercato petrolifero globale si avvicina a una fase molto diversa da quella del decennio precedente. Nel rapporto Oil 2025, l’IEA prevede che la domanda mondiale aumenti di circa 2,5 milioni di barili al giorno tra il 2024 e il 2030, raggiungendo un plateau intorno a 105,5 milioni di barili al giorno alla fine del decennio.

La crescita rallenterebbe progressivamente: circa 700 mila barili al giorno nel 2025 e 2026, poi incrementi molto più piccoli, fino a una lieve contrazione nel 2030 nello scenario basato sulle politiche e tendenze correnti.

Cambiano i motori della domanda

Negli ultimi dieci anni la crescita del mercato era stata influenzata fortemente dall’aumento della domanda cinese e dalla crescita dell’offerta statunitense. L’IEA vede ora una fase diversa. La domanda cinese è attesa raggiungere il proprio picco nel decennio, mentre la crescita della produzione statunitense rallenta.

Tra i fattori indicati ci sono auto elettriche, camion a LNG in Cina, rete ferroviaria ad alta velocità e cambiamenti strutturali nell’economia.

Il ruolo dei veicoli elettrici

Le vendite globali di auto elettriche hanno superato 17 milioni nel 2024 e l’IEA le vede oltre 20 milioni nel 2025. Entro il 2030, gli EV potrebbero sostituire circa 5,4 milioni di barili al giorno di domanda petrolifera.

La sostituzione è particolarmente importante nei carburanti stradali. Altri segmenti — come aviazione e petrolchimica — hanno dinamiche differenti e possono continuare a sostenere parte della domanda.

Capacità produttiva in crescita

Mentre la domanda rallenta, la capacità produttiva mondiale è prevista aumentare di 5,1 milioni di barili al giorno fino a 114,7 milioni nel 2030. L’aumento sarebbe quindi superiore alla crescita della domanda prevista.

Questa divergenza può creare pressione competitiva sul mercato, anche se prezzi e produzione reale dipenderanno dalle decisioni dei produttori, dalla geopolitica e dall’andamento dell’economia.

Il petrolio non scompare

Parlare di plateau non significa che il petrolio diventi irrilevante. A oltre 100 milioni di barili al giorno, resta un mercato gigantesco e strategico. La questione è piuttosto la fine di una fase di crescita strutturale robusta.

Per le aziende questo cambia la logica degli investimenti: nuovi progetti devono essere valutati in un mercato potenzialmente più competitivo, con domanda più piatta e tecnologie alternative in crescita.

Una transizione fatta di sostituzioni graduali

Il rapporto IEA mostra che la transizione energetica non avviene con una sostituzione istantanea. Elettrificazione, efficienza e cambiamenti industriali modificano progressivamente la composizione della domanda.

Il punto di svolta del decennio potrebbe quindi non essere la scomparsa del petrolio, ma il momento in cui la crescita smette di essere data per scontata. Questo modifica aspettative, capitali e strategie lungo tutta la filiera energetica.

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