I risultati di PISA 2022 offrono una fotografia complessa della scuola italiana dopo gli anni della pandemia. L’indagine OCSE valuta le competenze dei quindicenni in matematica, lettura e scienze, cercando di misurare non soltanto ciò che ricordano, ma quanto riescono a usare le conoscenze per risolvere problemi e interpretare situazioni.

Per l’Italia, il risultato medio è stato vicino alla media OCSE in matematica, superiore in lettura e inferiore in scienze. Rispetto al 2018, la matematica è peggiorata, la lettura è rimasta sostanzialmente stabile e le scienze hanno registrato un miglioramento.

Matematica: il 70% raggiunge la soglia di competenza

Il 70% degli studenti italiani ha raggiunto almeno il Livello 2 in matematica, una quota vicina alla media OCSE del 69%. Il Livello 2 rappresenta una soglia di competenza di base: lo studente riesce a riconoscere come una situazione semplice possa essere rappresentata matematicamente e ad applicare procedure elementari.

I top performer, cioè gli studenti ai livelli 5 o 6, sono però il 7% contro una media OCSE del 9%. Questo indica che la questione non riguarda soltanto il recupero degli studenti in difficoltà, ma anche la capacità del sistema di portare più ragazzi verso livelli molto elevati.

Lettura: un punto relativamente forte

In lettura il 79% degli studenti italiani ha raggiunto almeno il Livello 2, contro il 74% della media OCSE. Il 5% è arrivato al Livello 5 o superiore, rispetto al 7% medio.

La performance complessiva è rimasta sostanzialmente piatta nel lungo periodo. Questo può essere letto in due modi: la tenuta è positiva in una fase caratterizzata da forti discontinuità, ma l’assenza di miglioramenti strutturali segnala che esiste ancora spazio per intervenire su comprensione, analisi e valutazione delle fonti.

Scienze: soglia minima in linea, eccellenze più rare

In scienze il 76% degli studenti italiani ha raggiunto almeno il Livello 2, esattamente in linea con la media OCSE. I top performer sono invece il 4%, contro il 7% medio. Il risultato medio è cresciuto rispetto al 2018, ma rimane sotto la media OCSE.

Il dato è particolarmente importante in una fase in cui economia e lavoro richiedono sempre più competenze STEM. Le capacità scientifiche non servono soltanto a formare ricercatori: sono fondamentali per comprendere dati, salute, clima, tecnologia e informazioni complesse.

Il problema della distrazione digitale

PISA raccoglie anche informazioni sul contesto di apprendimento. In Italia il 38% degli studenti ha dichiarato di distrarsi usando dispositivi digitali durante la maggior parte o tutte le lezioni di matematica, contro il 30% medio OCSE. Il 29% ha segnalato distrazione causata dall’uso dei dispositivi da parte di altri studenti.

Il dato non dimostra che la tecnologia sia di per sé negativa. Mostra però che la qualità dell’integrazione digitale conta almeno quanto la disponibilità degli strumenti. Un computer può essere un supporto didattico o una fonte di distrazione a seconda di regole, contenuti e modalità d’uso.

Come interpretare PISA

PISA non è una classifica assoluta della qualità delle scuole. È una rilevazione comparativa con limiti metodologici e non misura molte dimensioni importanti, dalla creatività alle relazioni educative. Tuttavia permette di osservare tendenze e differenze con una metodologia comune.

Per l’Italia, il quadro suggerisce una priorità doppia: ridurre la quota di studenti che non raggiungono le competenze di base e aumentare quella degli studenti ai livelli più alti. La trasformazione digitale della scuola può aiutare, ma i numeri mostrano che strumenti e piattaforme funzionano soltanto quando sono inseriti in una strategia didattica coerente.

Fonti