Il Real Madrid esce da Atene con tre punti che, per andamento e peso specifico, valgono più di una vittoria ordinaria nella fase campionato di Champions League. Al termine di una partita rimasta aperta fino all’ultimo, la squadra di José Mourinho ha superato 3-2 l’AEK Athens grazie alla conclusione di Federico Valverde nel recupero. Un successo costruito rincorrendo due volte, dopo i vantaggi dei greci, e che permette agli spagnoli di mantenere il percorso netto europeo: quattro partite, quattro vittorie.
Per l’AEK resta il rimpianto di una prestazione capace di mettere sotto pressione una delle grandi del continente per larghi tratti. La squadra ateniese aveva trovato il modo di colpire negli spazi, di reggere l’urto nei momenti di maggiore possesso madridista e di tornare avanti quando il pareggio sembrava aver riportato la partita sui binari più prevedibili. Poi, negli ultimi minuti, è emersa la qualità individuale che distingue il Real Madrid nelle serate di Champions: Kylian Mbappé ha rimesso tutto in equilibrio e Valverde ha trasformato l’assalto conclusivo nel colpo decisivo.
AEK aggressivo, Madrid costretto a rincorrere
L’avvio all’Agia Sophia Stadium è stato intenso e favorevole ai padroni di casa. L’AEK ha scelto di non aspettare, alzando ritmo e pressione e trovando il vantaggio al 12’. Aboubakary Koïta ha finalizzato l’azione nata anche dal contributo dell’ex madridista Luka Jovic: dopo essersi portato il pallone sul sinistro, l’esterno mauritano ha battuto Thibaut Courtois con una conclusione potente sul primo palo.
Il gol ha dato ulteriore convinzione alla squadra greca, che ha continuato a cercare Jovic e Koïta per tenere il Real lontano dalla propria area. Courtois è stato chiamato a intervenire ancora, mentre il Madrid ha impiegato qualche minuto per prendere le misure della gara. La risposta ospite è arrivata con Jude Bellingham, protagonista di una serata rilevante sia per il risultato sia sul piano personale.
Il centrocampista inglese aveva già visto annullarsi un gol per fuorigioco, dopo controllo VAR, prima di trovare il pareggio al 32’. Su un pallone basso servito da Marc Cucurella, Bellingham ha scelto una soluzione tecnica di prima, una deviazione di tacco che ha sorpreso Alberto Brignoli. Un gesto che ha riportato il Madrid in partita e ha cambiato l’inerzia del primo tempo, chiuso con gli ospiti più stabili nel possesso e più presenti nella metà campo dell’AEK.
Per Bellingham il gol si accompagna a due primati di precocità in Champions League. A 23 anni e 128 giorni ha raggiunto le 60 presenze nella competizione prima di chiunque altro, superando il riferimento stabilito da Iker Casillas. Inoltre è diventato il giocatore più giovane ad andare a segno in sette diverse stagioni di Champions consecutive, davanti a Mbappé. Sono record che raccontano la continuità con cui l’inglese è stato esposto al massimo livello europeo, ma ad Atene hanno avuto soprattutto una funzione concreta: evitare che il Real restasse intrappolato nell’entusiasmo dello stadio e nell’aggressività avversaria.
Il secondo vantaggio greco e la reazione immediata
Nella ripresa il Madrid ha aumentato la pressione. Éder Militão ha impegnato Brignoli dalla distanza, Lazaros Rota ha salvato su Cucurella e Mbappé ha sfiorato il bersaglio con un tiro a giro. L’AEK, pur costretto a difendere più basso rispetto alla prima mezz’ora, è rimasto dentro la partita e ha colto il momento giusto per tornare davanti.
Al 75’ Koïta ha lavorato bene il pallone, servendo Stavros Pilios: il suo inserimento è stato premiato da una conclusione ravvicinata passata sotto le gambe di Courtois. Per l’AEK era il 2-1 e, a quel punto, anche un messaggio preciso alla gara: il Real poteva controllare il pallone, ma non aveva risolto la vulnerabilità nelle transizioni e nelle letture dentro la propria area.
La risposta madridista è stata però quasi istantanea. Bellingham ha innescato sulla destra Denzel Dumfries, che ha attraversato l’area con un pallone rasoterra; Mbappé è arrivato puntuale sul secondo movimento e ha firmato il 2-2 al 78’. Il francese ha così segnato per la quarta gara consecutiva in questa Champions e ha portato a 16 il conto delle reti stagionali in tutte le competizioni.
Quel pareggio, arrivato a meno di tre minuti dal nuovo vantaggio dell’AEK, ha spostato di nuovo il carico emotivo sui padroni di casa. La squadra greca ha dovuto gestire l’ultima parte della gara contro un Real più insistente, pur trovando ancora in Brignoli un alleato decisivo. A cinque minuti dalla fine Endrick ha mandato Mbappé davanti al portiere e l’estremo difensore italiano ha deviato il tentativo del francese sulla traversa, prolungando l’illusione di poter proteggere almeno il pareggio.
Valverde e il valore della continuità
Il pareggio non era però l’obiettivo del Real Madrid. Nel recupero Valverde ha raccolto l’azione al limite dell’area e ha trovato una conclusione di grande precisione, indirizzata nell’angolo alto oltre Brignoli. Il gol ha fissato il 3-2 e ha chiuso una partita nella quale il Madrid ha dovuto ricorrere alle proprie risorse migliori per rovesciare un avversario che aveva interpretato con coraggio l’appuntamento.
Per Valverde, capitano nella serata ateniese, non è stato soltanto un gol spettacolare. È stata la giocata che ha preservato un vantaggio competitivo concreto in una League Phase dove ogni punto incide sul piazzamento e sul cammino successivo. Con 12 punti in quattro incontri, il Real resta a punteggio pieno e affianca in vetta il Paris Saint-Germain, anch’esso a quota 12. Il margine accumulato nelle prime giornate riduce la pressione sulle prossime gare, pur senza rendere irrilevante la corsa per le posizioni migliori della classifica.
La vittoria conferma anche una tendenza recente: il Real ha vinto sette partite consecutive considerando tutte le competizioni e ha appena affrontato due trasferte europee ad alta tensione. Prima di Atene, la squadra di Mourinho aveva rimontato la Roma vincendo 4-3 dopo essere stata sotto 3-1 a sette minuti dalla fine. Due episodi non bastano a definire un’identità, ma indicano una capacità di restare funzionali nel caos delle partite, anche quando la gestione difensiva non è stata impeccabile.
Il rovescio della medaglia è proprio questo. Ad Atene il Madrid ha concesso due vantaggi e ha dovuto spendere energie importanti per recuperare. Contro avversari organizzati e spinti dal proprio pubblico, la qualità dei singoli può raddrizzare il risultato; trasformare le rimonte in un’abitudine, tuttavia, espone a margini d’errore molto ridotti. Le prossime gare diranno se questa serie di vittorie sarà accompagnata da una maggiore solidità nelle fasi iniziali e nella protezione dell’area.
L’AEK, invece, rimane con tre punti dopo quattro gare e con la consapevolezza di aver sfiorato un risultato capace di cambiare il proprio percorso europeo. Koïta, decisivo in entrambe le azioni dei gol greci, è stato espulso dopo il fischio finale per le proteste. L’episodio completa una serata amarissima per il club ateniese: prestazione di livello, due vantaggi contro il Real e nessun punto in classifica. Il Madrid riparte con la sicurezza di una vittoria pesante; l’AEK dovrà ripartire dal valore mostrato in campo, ma senza poter recuperare ciò che il recupero di Valverde ha tolto.




