Il 2024 è stato un anno record per le rinnovabili nel sistema elettrico europeo. Secondo i rapporti trimestrali pubblicati dalla Commissione europea nel marzo 2025, le fonti rinnovabili hanno raggiunto il 47% del mix elettrico dell’Unione, con 93 TWh di generazione in più rispetto all’anno precedente.
La crescita è stata accompagnata da una riduzione della generazione fossile e da prezzi all’ingrosso medi più bassi rispetto al 2023. È un segnale di trasformazione strutturale del mercato elettrico, anche se il risultato dipende da più fattori: nuova capacità installata, condizioni idrologiche, prezzo del gas, domanda e disponibilità nucleare.
Solare e idroelettrico spingono il record
Nel 2024 la generazione solare europea è cresciuta del 19%, pari a circa 38 TWh aggiuntivi. L’idroelettrico è aumentato del 13%, circa 43 TWh. Nell’anno sono stati aggiunti 59 GW di nuova capacità rinnovabile.
Ad aprile la quota rinnovabile aveva raggiunto un massimo mensile del 54%. Il dato dimostra quanto rapidamente il mix possa cambiare nei periodi favorevoli, ma anche quanto la variabilità stagionale condizioni il sistema.
Fossili in calo
La generazione fossile annuale è scesa del 10%. Il carbone ha registrato una contrazione del 27%, mentre la generazione a gas è diminuita del 25%. La riduzione non dipende da una singola causa: più rinnovabili, maggiore disponibilità idroelettrica e nucleare e domanda moderata hanno ridotto lo spazio per le centrali fossili.
Il gas continua comunque a svolgere una funzione di flessibilità in molte ore e Paesi. Per sostituirne una quota maggiore servono accumulo, risposta della domanda, interconnessioni e altre risorse capaci di bilanciare il sistema.
Prezzi più bassi, ma non solo per le rinnovabili
Il benchmark europeo del prezzo all’ingrosso dell’elettricità ha registrato una media di 74 euro/MWh nel 2024, il 22% in meno rispetto all’anno precedente. Anche i prezzi retail medi nelle capitali UE sono scesi.
Attribuire interamente questo calo alle rinnovabili sarebbe però semplicistico. I prezzi elettrici dipendono anche da gas, domanda, disponibilità degli impianti, interconnessioni e regole del mercato. Le rinnovabili a costo marginale basso possono comprimere i prezzi in molte ore, ma una rete congestionata o una capacità insufficiente di accumulo può ridurre questo vantaggio.
La fase successiva è l’integrazione
Quando quasi metà della generazione arriva da fonti rinnovabili, la questione non è più soltanto quanta nuova capacità costruire. Diventano centrali la gestione dei picchi, la flessibilità della domanda e la capacità di trasferire energia tra aree geografiche.
Il record del 2024 mostra che la transizione europea è entrata in una fase più matura. Il prossimo salto dipenderà meno dalla singola tecnologia e più dalla capacità di far funzionare insieme generazione, reti, accumuli e consumi elettrificati.




