Adam Driver non farà parte del ritorno di Girls. Intervistato mentre promuove Paper Tiger, il nuovo film di James Gray, l'attore ha escluso senza ambiguità di riprendere Adam Sackler, il personaggio che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili della serie HBO. Alla domanda sull'ipotesi di partecipare alla nuova produzione, Driver ha risposto di no, augurando comunque buona fortuna al progetto.
La conferma definisce uno dei confini più rilevanti del revival annunciato a ottobre. HBO riunirà Lena Dunham, che tornerà a interpretare Hannah Horvath, con Allison Williams, Jemima Kirke e Zosia Mamet, di nuovo rispettivamente nei ruoli di Marnie Michaels, Jessa Johansson e Shoshanna Shapiro. È previsto anche il ritorno di Andrew Rannells come Elijah Krantz. Il progetto avrà cinque episodi e dovrebbe entrare in produzione nell'estate del 2027; al momento non sono stati diffusi dettagli sulla trama né un elenco completo degli altri membri del cast.
L'assenza di Driver non è un dettaglio marginale di casting. Adam Sackler era una presenza strutturale nel racconto delle prime stagioni e nel percorso di Hannah: una relazione instabile, intensa e spesso conflittuale che ha contribuito a definire l'identità della serie. Driver arrivò a Girls prima della definitiva affermazione cinematografica, poi consolidata tra grandi franchise e film d'autore. Da allora, la sua carriera ha cambiato radicalmente scala, ma il ruolo resta associato alla fase in cui la commedia di Dunham riuscì a imporsi come ritratto generazionale discusso e molto riconoscibile.
Un ritorno costruito sul nucleo del gruppo
Il revival non sembra dunque concepito come una rimessa in scena integrale dell'universo originale. Il rientro delle quattro protagoniste e di Rannells conserva il centro emotivo e narrativo della serie, ma esclude già uno dei personaggi maschili più importanti. Per una produzione limitata a cinque episodi, questa scelta può orientare il progetto verso un aggiornamento delle dinamiche tra Hannah, Marnie, Jessa e Shoshanna, anziché verso un catalogo di apparizioni nostalgiche.
È anche una conseguenza pratica della forma scelta. Una miniserie breve lascia poco spazio per riallacciare ogni arco narrativo, soprattutto dopo quasi un decennio dalla conclusione della serie originale, andata in onda fino al 2017. La selezione di chi torna comunica quindi quale parte del passato HBO e Dunham considerano davvero necessaria. Finora, la risposta è il gruppo centrale di amiche e Elijah, non l'intera costellazione di personaggi che aveva accompagnato Girls nelle sue sei stagioni.
Non è noto se l'assenza di Adam Sackler verrà affrontata direttamente sullo schermo, se il personaggio resterà fuori campo oppure se il revival sceglierà semplicemente di non farne un elemento della storia. Sono tutte ipotesi, perché non esistono informazioni ufficiali sulla sceneggiatura. Quel che è certo è che la dichiarazione di Driver elimina la possibilità di un ritorno a sorpresa dell'attore e costringe pubblico e industria a valutare il progetto per ciò che sarà: una reunion parziale, non una ripresa completa della serie.
Il contesto delle dichiarazioni di Lena Dunham
La notizia arriva inoltre dopo quanto Dunham ha raccontato nel memoir Famesick, pubblicato nel 2026. Nel libro, la creatrice di Girls ha descritto un rapporto complicato con Driver durante gli anni della serie, riferendo episodi di aggressività verbale sul set e sostenendo che, in un'occasione, l'attore avrebbe scagliato una sedia contro un muro vicino a lei. Dunham ha anche detto di non avere più parlato con Driver dalla fine della produzione.
In dichiarazioni successive, Dunham ha spiegato di aver percepito una distanza fra il rapporto professionale vissuto nelle scene e quello fuori dal set. Ha collegato quella difficoltà anche alla propria inesperienza di allora nel rivendicare il ruolo di responsabile del programma. Driver, interpellato a Cannes durante la promozione di un altro film, non è entrato nel merito delle accuse: ha detto di non avere commenti e di voler eventualmente riservare la propria versione a un libro.
Non c'è un collegamento esplicito, fornito da Driver o da HBO, tra quei racconti e la sua scelta di non partecipare al revival. Attribuire l'uscita dal progetto a quel contesto sarebbe quindi improprio. Tuttavia, le dichiarazioni di Dunham rendono meno sorprendente che la nuova produzione proceda senza il personaggio e confermano quanto sia cambiato il clima intorno alla serie rispetto agli anni della messa in onda originaria.
Una prova per il valore contemporaneo del catalogo HBO
Per HBO, Girls è un titolo con un'identità fortissima ma anche con un'eredità inevitabilmente controversa. La serie ha raccontato la precarietà emotiva, economica e relazionale di un gruppo di giovani newyorkesi con un linguaggio che divise critica e pubblico, producendo discussioni sul privilegio, sulla rappresentazione e sul modo in cui i personaggi femminili potevano essere sgradevoli senza chiedere approvazione. Riportarla in vita significa misurarsi con quel lascito, non soltanto capitalizzare sulla riconoscibilità di un marchio.
Il formato da cinque episodi riduce il rischio industriale rispetto a una nuova stagione tradizionale e permette di trattare il progetto come un evento editoriale. Ma restringe anche il margine per convincere chi aveva considerato conclusa l'esperienza nel 2017. Il coinvolgimento di Dunham e delle quattro interpreti principali garantisce continuità autoriale e visiva; l'assenza di Driver chiarisce invece che la continuità non sarà totale, né soltanto dipendente dalla memoria dei rapporti sentimentali più noti della serie.
Il prossimo passaggio concreto sarà l'avvio della produzione previsto per la prossima estate. Fino ad allora restano aperti i nodi della storia, degli eventuali nuovi personaggi e degli altri ritorni dal cast storico. Per ora, il revival di Girls ha una formazione definita nel suo nucleo essenziale e un'assenza altrettanto chiara: Adam Driver non tornerà a interpretare Adam Sackler.




