Quarant’anni dopo la sua uscita, Somewhere in Time torna a espandersi fuori dal formato discografico. Iron Maiden e Z2 hanno annunciato Somewhere in Time: The Graphic Album, una raccolta a fumetti che trasforma le otto tracce dell’album del 1986 in altrettante storie ambientate nell’immaginario fantascientifico associato al disco. L’uscita è fissata per il 2 marzo 2027.
Il progetto non si presenta come una biografia della band né come un semplice volume illustrato celebrativo. L’idea è usare canzoni, testi, atmosfere e soprattutto l’identità visiva dell’album come punto di partenza per racconti autonomi. A tenere insieme il volume sarà Eddie, la mascotte degli Iron Maiden, nella sua incarnazione cyberpunk: il personaggio armato e cibernetico che domina la celebre copertina firmata da Derek Riggs.
Quella copertina, con il suo paesaggio urbano notturno pieno di insegne, dettagli nascosti e rimandi alla storia del gruppo, è da tempo più di un artwork. È un archivio visivo della mitologia Maiden, e il fumetto parte proprio da lì. Prologo ed epilogo immaginano gli eventi che possono precedere e seguire la scena fissata tra fronte e retro dell’edizione originale del disco, dando a quell’istantanea un prima e un dopo narrativi.
Otto canzoni, una squadra di autori
La struttura dell’antologia segue la tracklist di Somewhere in Time, un album che nel 1986 segnò un passaggio importante nel suono del gruppo. Senza rinunciare alla base heavy metal, gli Iron Maiden inserirono sintetizzatori e ampliarono il proprio linguaggio verso scenari futuristici, viaggi nel tempo, isolamento e mondi lontani. Brani come “Wasted Years” e “Stranger in a Strange Land”, entrambi scritti dal chitarrista Adrian Smith, contribuirono a rendere il disco uno dei capitoli più distintivi del catalogo della band.
La cornice con Eddie sarà scritta da Kelly Sue DeConnick e disegnata da Andy MacDonald. Al resto del volume partecipano autori provenienti dal fumetto e dal cinema, tra cui Steve Niles, Goran Parlov, Benjamin Raab, Deric Hughes, Matt Haley, Dan Hernandez, Adam Markiewicz, David Dastmalchian, Stan Yak, Corin Hardy, Montos, John Reppion, Leah Moore, Vincent Locke, Henry Sansom e Davide Fabbri. L’introduzione porta la firma di Bill Sienkiewicz, artista che ha già lavorato con Bruce Dickinson.
La presenza di firme con sensibilità molto diverse suggerisce un’antologia meno vincolata a uno stile unico che a un universo comune. È una scelta coerente con un album che, pur avendo una direzione estetica precisa, attraversa registri differenti: la nostalgia di “Wasted Years”, il deserto e l’alienazione di “Stranger in a Strange Land”, la dimensione avventurosa di “Alexander the Great” e la tensione più urbana che l’artwork ha sedimentato nell’immaginario dei fan.
Il libro includerà anche una lunga conversazione con Adrian Smith, condotta da Dave Shack di Phantom Music Management, dedicata alla scrittura e alla registrazione dell’album. Smith ha definito questa versione di Eddie la sua preferita, sottolineando il peso e la minaccia espressi dal personaggio. È un dettaglio utile per capire il senso dell’operazione: la band e l’editore non stanno recuperando soltanto un anniversario, ma uno specifico snodo iconografico della loro storia.
Il catalogo come universo editoriale
Somewhere in Time: The Graphic Album è il secondo progetto con cui Z2 affronta un album degli Iron Maiden. La collaborazione era iniziata con Piece of Mind, volume pubblicato nel 2023 in coincidenza con il quarantesimo anniversario del disco del 1983 e candidato agli Eisner Award. Parallelamente, Z2 ha lavorato anche con Dickinson alle pubblicazioni legate al suo progetto solista The Mandrake Project.
Per un gruppo con oltre mezzo secolo di attività, la rilettura editoriale del catalogo risponde a una necessità precisa: mantenere vivi dischi che il pubblico conosce già senza ridurli a ristampe o a campagne nostalgiche. Il fumetto offre una strada diversa perché trasforma un repertorio in materiale narrativo e consente di far circolare i suoi simboli oltre l’ascolto. Eddie, da questo punto di vista, ha un vantaggio che poche mascotte musicali possiedono: è riconoscibile, ha attraversato epoche e copertine, e può sostenere un racconto anche quando la band non è fisicamente in scena.
L’operazione non implica che le otto storie siano adattamenti letterali dei testi. Piuttosto, il formato permette di costruire interpretazioni attorno ai brani e di aggiungere prospettive a un mondo già suggerito da musica e illustrazioni. Per i fan di lunga data il richiamo sarà nei riferimenti e nei dettagli; per Z2, che ha nel proprio catalogo volumi dedicati anche a Johnny Cash, Mike McCready dei Pearl Jam e Descendents, è un modo per lavorare su una proprietà creativa con una base internazionale particolarmente solida.
Edizioni da collezione e distribuzione
Come avvenuto per molte uscite Z2, l’edizione standard sarà affiancata da versioni pensate per il collezionismo. Le edizioni Deluxe e Platinum arriveranno in uno slipcase metallico chiamato Time Machine, con una lente verde fustellata e copertina di Blake Armstrong. Sono previste stampe delle cover e varianti destinate a canali di vendita specifici, firmate da Tony Harris, Jay Geldhof e Dan Mumford.
La Platinum aggiunge quattro card di Eddie incorniciate, realizzate da Davide Fabbri, e un bookplate firmato da Adrian Smith. Le edizioni speciali includeranno inoltre singoli in vinile da 7 pollici di “Wasted Years” e “Stranger in a Strange Land”. Il pacchetto mette in evidenza un modello ormai abituale nell’editoria musicale: il libro non è soltanto un contenuto, ma il centro di un insieme di oggetti fisici capaci di intercettare pubblici con abitudini d’acquisto differenti, dal lettore di fumetti al collezionista di edizioni limitate.
Questo aspetto non è secondario. In un mercato musicale nel quale l’ascolto resta largamente dominato dalle piattaforme digitali, le edizioni premium consentono alle band storiche di valorizzare immagini, supporti e firme senza dipendere da una nuova uscita discografica. Il rischio è che la stratificazione di varianti renda il progetto poco accessibile a chi vorrebbe semplicemente leggere l’antologia; la presenza di una retail edition, tuttavia, mantiene almeno un punto d’ingresso separato dai bundle più costosi.
Un anniversario che guarda al tour del 2027
L’annuncio arriva mentre gli Iron Maiden preparano anche il ritorno dal vivo in Nord America nella primavera del 2027. Il tour partirà il 14 aprile da Tacoma, nello Stato di Washington, e comprende date in arene e anfiteatri, oltre alla partecipazione ai festival Sonic Temple e Boardwalk Rock in maggio. Il graphic album uscirà quindi poche settimane prima dell’avvio della tournée, in una finestra che può rafforzare la presenza del gruppo nel ciclo promozionale senza sovrapporsi a un nuovo album in studio.
La scelta di Somewhere in Time è significativa anche per questo. L’album conserva una forza grafica immediata e parla un linguaggio, quello della fantascienza urbana anni Ottanta, che continua a essere leggibile senza un aggiornamento radicale. Z2 e Iron Maiden possono così trattare l’anniversario come l’apertura di un piccolo universo narrativo, non come una celebrazione chiusa nel passato. Il risultato dipenderà dalla capacità degli autori di non limitarsi a illustrare un’icona già nota: la materia prima, fra canzoni, artwork e Eddie, offre abbastanza spazio per fare del volume qualcosa di più di un oggetto da scaffale.




