Kuch Kuch Hota Hai tornerà a Edimburgo nel 2028, trent'anni dopo la sua uscita, con una proiezione speciale all'Edinburgh International Film Festival e la presenza prevista del regista Karan Johar. L'annuncio riguarda uno dei titoli che hanno contribuito a definire l'immaginario del cinema hindi popolare a cavallo fra anni Novanta e Duemila, ma ha anche un risvolto industriale preciso: la Scozia intende rafforzare il proprio rapporto con la filiera audiovisiva indiana.
L'invito a Johar è stato formalizzato durante un incontro negli uffici di Mumbai di Dharma Productions, la società del regista e produttore. Al tavolo c'erano il First Minister scozzese John Swinney e David Smith, direttore esecutivo ad interim di Screen Scotland. Il colloquio non si è limitato alla retrospettiva del film: le parti hanno discusso del ruolo della Scozia come possibile location e partner per cinema e televisione indiani, toccando produzione, coproduzioni, formazione dei talenti e scambi culturali.
Le date della 81ª edizione dell'Edinburgh International Film Festival non sono ancora state comunicate, né sono noti gli altri ospiti dell'evento dedicato al film. È invece già confermata l'intenzione di Johar di partecipare. Prima dell'appuntamento del 2028, il festival celebrerà la propria 80ª edizione dal 12 al 18 agosto 2027.
Un film indiano che ha trasformato il paesaggio in racconto
Uscito nel 1998, Kuch Kuch Hota Hai fu il debutto alla regia di Karan Johar. Al centro del cast ci sono Shah Rukh Khan, Kajol e Rani Mukerji; Salman Khan interpreta il fidanzato di Anjali. La storia segue Rahul, rimasto vedovo, e il tentativo della figlia di riavvicinarlo ad Anjali, l'amica dei tempi dell'università che lo aveva amato senza essere ricambiata prima del matrimonio di lui con Tina.
La permanenza del film nella memoria collettiva non dipende soltanto dai suoi protagonisti, dalla musica o dalla struttura melodrammatica che ha incontrato un pubblico vastissimo. Una parte rilevante della sua identità visiva è legata alle riprese realizzate in Scozia. La troupe lavorò, tra gli altri luoghi, a Eilean Donan Castle, Glen Coe, Tantallon Castle e Inchmahome Priory. Quegli scenari non rimasero un semplice fondale esotico: entrarono nella percezione di un cinema romantico, spettacolare e apertamente internazionale, in una fase in cui le produzioni indiane non avevano ancora reso così abituale l'uso di location scozzesi.
Per la Scozia, questa eredità ha un valore che va oltre il richiamo nostalgico. Il paese può presentare Kuch Kuch Hota Hai come un caso concreto di esposizione globale ottenuta attraverso il cinema commerciale indiano. È una leva utile in un mercato delle location sempre più competitivo, dove territori e film commission cercano di dimostrare non solo di poter ospitare set, ma di saper lasciare un'impronta riconoscibile nelle opere che scelgono di girarvi.
Il festival come piattaforma di relazioni, non solo di celebrazioni
La proiezione anniversario arriva mentre l'Edinburgh International Film Festival prova a consolidare la propria nuova fase. La manifestazione è stata rilanciata nel 2024 sotto la guida del CEO e festival director Paul Ridd e della producer Emma Boa, con il sostegno di Screen Scotland. Dopo l'edizione dell'ottantesimo anniversario nel 2027, quella del 2028 sarà dunque la prima occasione per combinare un compleanno importante del festival con quello di un film già legato al territorio.
Il progetto non va letto come l'annuncio di una coproduzione o di un nuovo set, perché al momento non sono stati comunicati accordi di questo tipo. Sarebbe prematuro attribuire all'incontro con Dharma Productions conseguenze contrattuali che non risultano pubbliche. Ciò che è emerso è un interesse politico e industriale: Swinney, nel corso della sua visita in India, ha incontrato esponenti del settore audiovisivo nazionale, compresi rappresentanti di Dharma, per presentare le possibilità offerte dall'ecosistema scozzese.
In questo contesto, un omaggio a Johar assume una funzione diplomatica concreta. Riunisce attorno a un titolo conosciuto dal pubblico indiano e dalla diaspora un festival, un'istituzione di promozione audiovisiva e una società produttrice che ha un peso rilevante nel cinema hindi. Il film diventa quindi un punto d'accesso più immediato rispetto a un astratto discorso sugli incentivi o sulle infrastrutture: ricorda che quelle location sono già state parte di un successo culturale di lunga durata.
Per Dharma Productions, l'invito certifica inoltre la persistenza internazionale di un'opera realizzata quando la società era agli inizi e Johar firmava il suo primo lungometraggio. Nel catalogo di un produttore, gli anniversari non sono soltanto operazioni commemorative. Possono alimentare nuove occasioni di programmazione, incontri con il pubblico, valorizzazione dei diritti e rinnovata attenzione editoriale su film capaci di attraversare più generazioni.
Perché Bollywood guarda ai territori esteri
Le grandi produzioni indiane hanno da tempo un rapporto strutturale con le riprese fuori dai confini nazionali. Le location internazionali offrono paesaggi, architetture e una riconoscibilità visiva che possono sostenere il racconto, ma la scelta dipende anche da fattori meno visibili: procedure amministrative, disponibilità di maestranze, studi, logistica, collegamenti e capacità delle istituzioni locali di accompagnare una lavorazione complessa.
La Scozia punta a inserirsi o a rafforzarsi in questa catena. Nelle parole di Swinney, il paese dispone di scenari, infrastrutture e competenze utili a sostenere progetti di diversa scala per cinema e televisione. L'incontro di Mumbai ha esteso il perimetro della discussione allo sviluppo professionale e allo scambio culturale, elementi che indicano un'ambizione più ampia del solo location scouting. Resta però da capire se il dialogo produrrà iniziative identificabili e con quali tempi.
Dal lato del festival, la scelta di programmare un film indiano popolare rappresenta anche un modo per parlare a comunità che hanno con la Scozia un legame affettivo e culturale. Swinney ha sottolineato come il titolo occupi un posto speciale per pubblici presenti nel paese e oltre i suoi confini. È un dato significativo per una rassegna che, dopo il rilancio, deve tenere insieme prestigio culturale, identità locale e capacità di rivolgersi a spettatori diversi.
Non è stata annunciata, invece, una nuova versione restaurata del film, né un ritorno del cast completo. Le informazioni disponibili parlano di altri ospiti che si uniranno alla proiezione, senza nomi o dettagli sul formato dell'incontro. Anche il programma complessivo dell'edizione 2028 arriverà più avanti.
Per ora il valore dell'operazione sta nella sua chiarezza simbolica: un film che contribuì a rendere la Scozia familiare agli spettatori del cinema hindi verrà riportato nei luoghi che ne hanno definito una parte dell'immaginario. A due anni dall'evento, Edimburgo ha il tempo per trasformare quella memoria in una relazione industriale più stabile. La proiezione sarà il momento pubblico di un lavoro che, se porterà risultati, si misurerà soprattutto nei progetti che potrebbero seguire.




