Lando Norris ha messo la McLaren davanti a tutti nella prima ora di prove libere del GP del Brasile, ventesimo appuntamento del Mondiale 2026. A Interlagos l’inglese ha fermato il cronometro sull’1:11.717, un riferimento costruito con gomme Soft e sufficiente per precedere di 82 millesimi Andrea Kimi Antonelli. Il margine è ridotto, ma la fotografia iniziale del weekend consegna alla McLaren un avvio ordinato e alla Mercedes una risposta immediata con il nuovo campione del mondo italiano.

Il venerdì brasiliano, però, va letto con la prudenza richiesta da una FP1: molti piloti hanno completato programmi diversi, diversi titolari hanno lasciato la vettura ai giovani e non tutti hanno potuto sfruttare il turno allo stesso modo. Il dato più utile non è quindi una gerarchia definitiva, bensì la capacità di Norris e Antonelli di trovare rapidamente velocità su un tracciato breve, tecnico e tradizionalmente sensibile al bilanciamento della monoposto.

La McLaren ha portato a San Paolo un’ala anteriore profondamente rivista. Norris l’ha impiegata nella sessione e il primo responso cronometrico è stato positivo: dopo una fase iniziale di lavoro e dopo il riferimento provvisorio di Antonelli, il pilota britannico ha abbassato il limite della sessione. Alle sue spalle, la Mercedes ha confermato una buona competitività sul giro singolo, con Antonelli capace di restare vicino al tempo della McLaren.

Mercedes competitiva, ma Russell partirà con una penalità

Antonelli ha chiuso secondo in 1:11.799, davanti alla Red Bull di Max Verstappen, terzo a 236 millesimi. Lewis Hamilton ha piazzato la Ferrari al quarto posto, con un ritardo di 324 millesimi, mentre George Russell ha completato la top five a 386 millesimi dalla vetta. Quattro vetture di quattro squadre diverse sono racchiuse in meno di quattro decimi, un distacco che rende la seconda sessione particolarmente importante per comprendere se McLaren abbia davvero un vantaggio oppure se il gruppo di testa sia destinato a restare compatto.

Per Russell la prestazione del pomeriggio non cancella un vincolo già definito per la gara: la sostituzione del motore termico comporterà una retrocessione di cinque posizioni sulla griglia di domenica. Di conseguenza, il lavoro Mercedes dovrà tenere insieme due obiettivi: estrarre il massimo dalla qualifica per limitare il danno della sanzione e preparare una monoposto capace di recuperare posizioni in gara. In una pista dove sorpassare resta possibile ma richiede trazione e gestione delle gomme, la qualità del passo diventa ancora più centrale.

Hamilton, dal canto suo, ha vissuto una FP1 lineare e si è mantenuto nelle posizioni di vertice senza accusare un distacco pesante. La Ferrari ha però avuto un pomeriggio meno completo sull’altra vettura. Charles Leclerc non era in macchina e il suo sedile è stato affidato a Dino Beganovic, che ha effettuato pochi giri e ha terminato ventunesimo. Il pilota svedese ha perso tempo ai box, anche per modifiche alla configurazione della SF-26 che hanno incluso il cambio del fondo, ed è poi rientrato con pneumatici Soft. Il tentativo finale è stato tuttavia interrotto da un problema tecnico che ha indotto il muretto a richiamarlo.

Verstappen terzo tra le difficoltà della Red Bull

Il terzo tempo di Verstappen non racconta una sessione del tutto serena per Red Bull. L’olandese ha segnalato via radio difficoltà nelle cambiate e nelle scalate, prima di lamentare uno sterzo sempre più pesante nel corso del turno. Nonostante questo, ha portato la sua monoposto a poco più di due decimi da Norris, un risultato che lascia margine per valutazioni differenti: la prestazione pura non è lontana dal vertice, ma i problemi descritti dal pilota richiedono verifiche prima delle sessioni che conteranno per la griglia.

La pista ha offerto anche alcuni segnali sulla difficoltà della frenata alla prima curva. Diversi piloti hanno bloccato l’anteriore sinistra o sono arrivati lunghi nell’ingresso della S do Senna; Russell stesso ha perso il posteriore e ha tagliato la chicane passando dalla via di fuga asfaltata. Sono episodi senza conseguenze dirette sulla classifica del venerdì, ma indicano quanto sarà importante combinare fiducia sull’avantreno e stabilità in frenata su un giro nel quale le variazioni di pendenza e i rapidi cambi di direzione non lasciano molti margini.

Alex Albon ha inoltre causato una breve bandiera gialla fermandosi in pista, salvo poi riuscire a raggiungere una strada di servizio. La sessione non ha quindi richiesto interruzioni prolungate e i team hanno potuto completare gran parte dei piani previsti.

Minì settimo, Fornaroli undicesimo in una FP1 affollata di debuttanti

La prima prova libera brasiliana ha assunto un peso particolare anche per il numero di giovani piloti impiegati dalle squadre. Gabriele Minì ha sfruttato bene l’occasione concessa da Alpine: con il settimo tempo, a 852 millesimi da Norris, ha preceduto il titolare Franco Colapinto, nono. Tra i due si è inserito Gabriel Bortoleto con l’Audi, mentre Liam Lawson ha chiuso decimo sulla Racing Bulls.

Leonardo Fornaroli, al volante della McLaren, ha portato a termine nove giri e ha concluso undicesimo, a 1.116 secondi dal crono ottenuto da Norris. Alle sue spalle figurano Oliver Bearman, Fernando Alonso e Arvid Lindblad. La graduatoria includeva inoltre Luke Browning per Williams, Rafael Câmara per Haas, Colton Herta per Cadillac e Freddie Slater per Audi. In un turno con vetture affidate a piloti diversi dai titolari, confrontare direttamente i distacchi richiede attenzione: carichi di benzina, mescole, obiettivi di raccolta dati e grado di familiarità con l’auto possono incidere più di quanto accada in una normale FP1.

Isack Hadjar ha ottenuto il sesto tempo con la Red Bull Racing, a 439 millesimi da Norris, collocandosi davanti a Minì. Più indietro, Fernando Alonso è tredicesimo, Valtteri Bottas quindicesimo e Lance Stroll diciannovesimo. Albon non ha registrato un tempo utile dopo il problema che lo ha costretto a fermarsi.

Il prossimo passaggio è la seconda sessione di prove libere, in programma alle 20.00 italiane. Per i team di testa sarà il momento di dare continuità ai primi segnali: McLaren dovrà capire se l’ala anteriore aggiornata mantiene il comportamento mostrato con Norris, Mercedes dovrà verificare il potenziale emerso con Antonelli e Russell, Red Bull dovrà soprattutto isolare le cause delle anomalie avvertite da Verstappen. Ferrari, infine, avrà bisogno di un turno pieno per definire il quadro tecnico di Hamilton e restituire a Leclerc una vettura pronta a recuperare il lavoro perso nella prima ora.

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