Robert Pattinson sarebbe entrato nella corsa per diventare il prossimo James Bond. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, l’attore ha sostenuto uno screen test per il ruolo di 007 durante il fine settimana del 24 ottobre, in una fase di casting che Amazon MGM Studios sta conducendo con la massima riservatezza. Lo studio non ha commentato l’indiscrezione.
La notizia pesa soprattutto per il profilo di Pattinson. A differenza di molti nomi circolati finora, non è un attore in cerca di una consacrazione internazionale attraverso Bond: è già una star riconoscibile nel mercato globale, ha alle spalle franchise come Twilight e The Batman e continua a lavorare con registi di primo piano. Proprio questa distanza dal modello tradizionale del “nuovo volto” rende il test significativo, senza trasformarlo in una conferma di casting.
Il prossimo film sarà il ventiseiesimo capitolo cinematografico ufficiale della saga e dovrà raccogliere l’eredità di Daniel Craig, uscito dal personaggio con No Time to Die nel 2021 dopo cinque film. Da allora il nome del successore è rimasto uno dei dossier più delicati dell’industria britannica e hollywoodiana: scegliere Bond significa definire per anni il volto, il tono e la strategia commerciale di una proprietà intellettuale che continua ad avere una forza eccezionale sul mercato internazionale.
Un provino che allarga il perimetro della ricerca
Finora la discussione attorno al nuovo 007 si era concentrata su interpreti britannici più giovani e meno identificati con un altro grande franchise. Callum Turner, Jack Lowden e Josh O’Connor sono tra i candidati già associati alla selezione. The Hollywood Reporter segnala inoltre Nicholas Hoult fra gli attori che avrebbero sostenuto un test. Il suo nome riporta a un precedente curioso: Hoult e Pattinson erano stati in lizza anche per The Batman, ruolo poi assegnato a Pattinson.
La presenza di quest’ultimo non implica che il progetto abbia abbandonato l’idea di costruire un Bond capace di restare a lungo nella parte. Impone però di considerare un’altra possibilità: Amazon MGM potrebbe ritenere più utile affidarsi subito a una figura con riconoscibilità mondiale, anziché lanciare un attore su scala planetaria. Sono due modelli industriali diversi. Il primo offre una campagna di lancio più immediata e un rapporto già consolidato con il pubblico; il secondo consente di far coincidere maggiormente l’identità dell’interprete con quella della saga.
Pattinson, quarant’anni, non rientra nel profilo anagrafico attribuito nei mesi scorsi alla ricerca, ma la saga ha già dimostrato di saper adattare le proprie scelte al momento. Craig aveva 37 anni quando fu annunciato nel 2005 e ha guidato la serie per quindici anni. Per un eventuale accordo con Pattinson, la variabile non sarebbe soltanto l’età: conterebbero la disponibilità, la durata dell’impegno e la compatibilità con le produzioni già in calendario.
Il nodo Batman e il rapporto con Denis Villeneuve
La candidatura arriva mentre Pattinson è nuovamente impegnato con The Batman Part II a Londra. Il fatto che i provini per Bond si siano svolti nella stessa città rende logisticamente plausibile la sua partecipazione, ma mette anche in evidenza la complessità di un’eventuale trattativa. Batman è un personaggio centrale per DC Studios e per Warner Bros.; Bond richiede invece una pianificazione pluriennale, con riprese, promozione globale e possibili opzioni per più film. Gestire contemporaneamente due franchise di questa portata non è impossibile, ma richiede calendari molto rigidi e un coordinamento tra studi.
Un elemento che può aver favorito il contatto è Denis Villeneuve, già scelto per dirigere il prossimo Bond. Pattinson ha lavorato con il regista canadese nel terzo Dune, in uscita il 18 dicembre, e secondo le ricostruzioni il loro rapporto professionale sarebbe stato positivo. Non è una garanzia di scelta: un regista può conoscere bene un attore e decidere comunque che non sia adatto a una parte precisa. Ma in una selezione fondata anche sulla chimica fra protagonista e autore, avere già condiviso un set può essere un vantaggio concreto.
Villeneuve avrà inoltre a disposizione una sceneggiatura firmata da Steven Knight. La combinazione suggerisce che il rilancio di Bond non verrà deciso solo attorno a un volto noto, ma in funzione di una precisa direzione narrativa e produttiva. Il personaggio dovrà tornare dopo il ciclo di Craig, che aveva puntato su continuità, vulnerabilità e un arco biografico esteso su cinque film. Il nuovo capitolo può conservare parte di quella lezione oppure scegliere una discontinuità più netta.
Il primo Bond nell’era Amazon
Il casting si svolge in un contesto senza precedenti per la serie. Amazon ha ottenuto il controllo creativo del franchise nel febbraio 2025, rilevando tale responsabilità dalla famiglia Broccoli. Il prossimo film sarà dunque il primo realizzato senza Michael G. Wilson e Barbara Broccoli nel ruolo di produttori della saga. Alla produzione sono associati Amy Pascal, già alla guida dei film di Spider-Man per Sony, e David Heyman, noto per il lavoro sull’universo cinematografico di Harry Potter.
Questo cambio di assetto spiega perché ogni segnale sul casting viene letto anche come un’indicazione della strategia di Amazon MGM. Bond resta un evento da sala, ma è al tempo stesso una delle proprietà più spendibili nel catalogo di uno dei maggiori gruppi dell’intrattenimento e della distribuzione digitale. La scelta dell’attore, il ritmo delle uscite, la protezione del marchio e l’eventuale espansione dell’universo narrativo saranno decisioni strettamente collegate.
L’ipotesi Pattinson è quindi interessante non perché garantisca automaticamente un esito, ma perché rende visibile un margine di manovra più ampio rispetto alle aspettative iniziali. L’attore ha alternato grandi produzioni a film d’autore, da The Lighthouse a Tenet, costruendo un’immagine meno convenzionale di quella solitamente associata al ruolo. Una sua eventuale nomina porterebbe Bond verso un protagonista già abituato a convivere con il peso di un’icona popolare e con scelte artistiche meno prevedibili.
Resta però una lista competitiva e non ufficiale. Screen test e colloqui sono strumenti ordinari in un processo che può cambiare fino alla firma dei contratti, mentre la discrezione dello studio lascia spazio a candidati non ancora emersi. Amy Pascal aveva indicato la fine dell’anno come una finestra plausibile per un annuncio, precisando che la selezione sarebbe stata condotta con metodo. Non esiste, al momento, una data confermata né un nome scelto.
Per Pattinson la prova è già sufficiente a modificare il racconto della corsa a 007. Per Amazon MGM è un test della propria ambizione: la prima grande decisione creativa sulla nuova era di Bond dirà se il gruppo intende puntare sulla continuità di una formula consolidata o usare il passaggio di consegne per ridefinire il posizionamento della serie. La produzione è attesa nel 2027, e il margine per trasformare i provini in una decisione definitiva si sta restringendo.




