Tesla ha rimesso al centro della scena la Roadster, il modello sportivo che avrebbe dovuto rappresentare il vertice tecnologico della gamma elettrica e che, per anni, è rimasto soprattutto una promessa. Dal sito di test SpaceX di McGregor, in Texas, Elon Musk e il team di Tesla hanno presentato un prototipo della nuova generazione, mostrando un'auto a due posti capace di sfruttare piccoli propulsori derivati dal lavoro dell'azienda spaziale per accelerare, frenare e sollevarsi dal suolo.

La dimostrazione ha puntato deliberatamente sull'effetto spettacolare. Una Roadster bianca è salita lungo una rampa curva, vi è rimasta aderente anche capovolta, quindi si è staccata compiendo una rotazione e ha rallentato la discesa prima di toccare terra. Tesla ha inoltre indicato un tempo inferiore a un secondo nello scatto da 0 a 60 miglia orarie, circa 97 km/h, usando un cronometro durante l'evento. Sono affermazioni che collocano il progetto più vicino all'immaginario aerospaziale che alla tradizionale presentazione di una vettura di serie.

La parte meno spettacolare, ma più rilevante per chi segue l'azienda, è la data indicata da Musk: la produzione dovrebbe iniziare nel 2028. Non sono stati comunicati il prezzo definitivo, le specifiche delle eventuali versioni di prestazioni né un programma dettagliato per l'industrializzazione. È quindi un rilancio del progetto, non il segnale che il modello sia ormai pronto per le consegne.

Un'attesa iniziata nel 2017

La seconda Roadster è uno dei capitoli più lunghi nella storia recente di Tesla. Il primo concept dell'auto fu mostrato da Musk nel novembre 2017 e l'azienda iniziò a raccogliere depositi per il modello sportivo. Da allora gli obiettivi di consegna annunciati nel tempo non sono stati rispettati. Quasi dieci anni dopo quella presentazione, il veicolo è tornato sul palco con una configurazione profondamente legata a SpaceX, altra società guidata da Musk.

Questo ritardo pesa sulla lettura dell'annuncio. Tesla non sta presentando un prodotto nato da un ciclo di sviluppo breve, ma un programma ripetutamente rinviato mentre il gruppo concentrava risorse su altri veicoli, sull'espansione produttiva e su tecnologie software. La promessa di arrivare alla produzione nel 2028 apre un ulteriore intervallo di attesa e lascia all'azienda il compito di dimostrare che le soluzioni viste in Texas possano superare la fase dimostrativa.

Negli ultimi tempi Tesla ha riaperto le prenotazioni negli Stati Uniti, in Canada e in Cina, chiedendo un deposito da 50.000 dollari ai potenziali clienti. Il dato conferma che la Roadster continua a essere proposta come prodotto d'élite e a bassi volumi, non come modello destinato a spostare in modo significativo i numeri di vendita del gruppo. Il suo valore, almeno nella fase attuale, è soprattutto strategico e simbolico: mantenere Tesla associata a prestazioni estreme e a soluzioni difficili da replicare nel mercato automobilistico convenzionale.

I propulsori SpaceX cambiano la natura del progetto

L'elemento distintivo della nuova Roadster è il pacchetto di propulsori SpaceX. Musk ne aveva già parlato nel 2018, descrivendo piccoli razzi integrati nella carrozzeria e capaci di migliorare accelerazione e frenata, con la possibilità persino di far volare l'auto. La presentazione in Texas porta quel concetto da dichiarazione a dimostrazione pubblica, almeno in forma prototipale.

Il termine “auto volante”, però, va maneggiato con precisione. Il test mostrato da Tesla riguarda la capacità di sollevarsi e restare sospesa brevemente durante una manovra controllata. Non equivale alla presentazione di un mezzo destinato a effettuare trasporto aereo personale, né Tesla ha illustrato un percorso regolatorio, un'autonomia in volo o un impiego quotidiano assimilabile a quello di un velivolo. La Roadster resta una sportiva stradale che intende sfruttare tecnologie di propulsione supplementare per ampliare il proprio repertorio dinamico.

Anche l'integrazione tecnica solleva interrogativi che l'evento non ha affrontato nel dettaglio. Un sistema di propulsori ad alta spinta dovrebbe essere compatibile con sicurezza stradale, manutenzione, normative di omologazione e utilizzo da parte di clienti non professionisti. Tesla ha mostrato inoltre un'impostazione molto leggera, con sterzo steer-by-wire e yoke al posto del volante tradizionale. Sono scelte coerenti con la ricerca delle prestazioni, ma la loro trasformazione in una vettura vendibile su scala, seppure limitata, richiederà verifiche ben oltre una dimostrazione su pista.

Un laboratorio per il marchio, non un nuovo pilastro dei ricavi

La Roadster occupa una posizione particolare nella storia di Tesla. L'originale, sviluppata dal gruppo guidato dall'allora CEO fondatore Martin Eberhard su base Lotus Elise, arrivò sul mercato nel 2008 e rimase in vendita fino al 2012 in quantità contenute, con un prezzo attorno ai 100.000 dollari. Quella vettura ebbe il compito di dimostrare che un'auto elettrica poteva essere desiderabile e veloce, prima che Tesla costruisse il proprio business attorno a modelli più diffusi.

La nuova generazione non sembra destinata a ripetere quel ruolo sul piano commerciale. Oggi Tesla è un produttore molto più grande, con una gamma e una struttura industriale incomparabili rispetto agli esordi. Una coupé costosa e prodotta in piccoli numeri difficilmente potrà avere un impatto finanziario materiale sull'azienda. Può però funzionare come vetrina per l'ingegneria interna, come strumento di marketing e come ponte narrativo fra Tesla e SpaceX.

La scelta della location è significativa proprio per questo. Presentare l'auto in un sito di test SpaceX anziché in un contesto automobilistico tradizionale rafforza l'idea che il vantaggio competitivo possa derivare dall'incontro tra competenze normalmente separate: sviluppo di veicoli elettrici da una parte, tecnologie di spinta e controllo dall'altra. È una strategia di posizionamento potente, ma comporta una soglia di prova elevata. Le immagini del prototipo dovranno essere seguite da informazioni concrete su affidabilità, costi, produzione e omologazione.

Per Tesla il rischio è noto: la Roadster è stata annunciata così presto da trasformarsi nel simbolo di una tabella di marcia continuamente spostata. Fissare il 2028 offre finalmente una nuova destinazione, ma non risolve il problema della credibilità maturato nei precedenti rinvii. L'azienda dovrà chiarire nei prossimi anni se la configurazione con propulsori SpaceX sarà disponibile per tutti gli esemplari, come verrà gestita commercialmente e quali funzioni resteranno legate a dimostrazioni speciali.

Per il momento, l'annuncio restituisce alla Roadster una funzione precisa nel racconto di Tesla: essere il laboratorio più radicale della casa, quello in cui le prestazioni dell'auto elettrica vengono spinte oltre i confini abituali. Ma tra un veicolo capace di impressionare davanti a un pubblico e un prodotto consegnato ai clienti resta un percorso lungo. La data del 2028, dopo l'attesa iniziata nel 2017, sarà il prossimo test decisivo per il programma.

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