È bastato un margine di 10.141 sterline per separare i primi due film del fine settimana nelle sale di Regno Unito e Irlanda. Wicker, commedia in costume distribuita da Black Bear, ha esordito in vetta con 1,76 milioni di sterline, precedendo Primetime, il thriller psicologico di A24 fermo a 1,75 milioni. Una distanza minima, ma sufficiente a consegnare al film diretto da Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson il primo posto in una classifica dove la competizione è rimasta aperta fino all’ultimo incasso.
Il risultato è interessante soprattutto per la natura delle due proposte. Da una parte c’è un’opera eccentrica, costruita come una fiaba adulta e affidata a un cast riconoscibile; dall’altra un thriller contemporaneo guidato da Robert Pattinson. In un mercato spesso letto attraverso il peso delle grandi proprietà intellettuali e dei franchise, il duello britannico-irlandese premia quindi due titoli a forte identità, sostenuti più dal posizionamento creativo e dai loro interpreti che dall’appartenenza a universi narrativi già consolidati.
Wicker ruota attorno a una pescatrice, interpretata da Olivia Colman, che commissiona a un cestaio il marito che desidera. Il personaggio, realizzato in vimini e portato sullo schermo da Alexander Skarsgård, diventa il centro di una storia sentimentale e satirica ambientata in un tempo e in un luogo volutamente indefiniti. Peter Dinklage interpreta l’artigiano che crea l’uomo di vimini, mentre Elizabeth Debicki completa il gruppo principale. Il progetto porta la firma della coppia di registi Fischer e Wilson, interessata a usare il tono da racconto popolare per affrontare gerarchie sociali, aspettative sulla mascolinità e ostilità della comunità verso ciò che ne altera gli equilibri.
La premessa, insolita persino per il circuito delle commedie indipendenti, poteva rendere più complesso il lavoro di vendita. Proprio qui sta una parte del valore dell’esordio: il film ha trasformato la sua stranezza in elemento distintivo. Colman e Skarsgård offrono un punto d’accesso immediato per il pubblico generalista, ma il richiamo dell’opera risiede anche nell’immagine del protagonista, un uomo artificiale costruito con fibre intrecciate, e nel contrasto tra l’aspetto surreale e un racconto d’amore trattato con partecipazione.
Un testa a testa che racconta una domanda di cinema riconoscibile
La vittoria di Wicker non va letta come un trionfo commerciale in senso assoluto: l’apertura da 1,76 milioni di sterline è solida, ma non appartiene alla scala dei grandi lanci-evento. Conta però come indicazione di tenuta per un film che sfugge alle categorie più semplici. In un singolo weekend, ha attirato abbastanza spettatori da battere un titolo A24 con Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers nel cast.
Primetime, diretto da Lance Oppenheim, non esce affatto ridimensionato da questo confronto. La differenza al botteghino è talmente ridotta da rendere più appropriata l’idea di una coesistenza di pubblici: chi cerca il thriller e chi è disposto a entrare in una commedia romantica dal dispositivo fantastico hanno trovato due offerte competitive nello stesso spazio di programmazione. Per distributori ed esercenti, il dato suggerisce che una line-up plurale può reggere senza che un unico titolo assorba completamente l’attenzione.
Il mercato ha peraltro distribuito gli incassi su generi molto diversi. Ghosts: The Possession of Button House, horror-comedy di Lionsgate UK che aveva guidato la classifica nella sessione precedente, è sceso al terzo posto nel secondo fine settimana, aggiungendo circa 2 milioni di dollari e portando il totale a 8,45 milioni. Clayface, thriller horror DC di Warner Bros., è quarto al secondo weekend con 1,6 milioni di dollari e 6,2 milioni complessivi.
Subito dopo si collocano l’avventura animata in stop-motion Wildwood, ancora distribuita da Black Bear, e l’animazione Universal Forgotten Island. La prima ha raccolto 863.082 dollari nel suo secondo fine settimana per arrivare a 3,7 milioni; la seconda ha incassato 829.708 dollari nel terzo, con 6,8 milioni cumulati. La presenza di due film animati nella parte alta della graduatoria conferma inoltre quanto il pubblico familiare resti rilevante nella composizione dell’incasso, senza però monopolizzare il mercato.
La classifica lascia spazio anche a produzioni e cataloghi diversi
Nella seconda metà della top ten figurano l’adattamento videoludico Street Fighter, settimo al terzo weekend, e Shaun the Sheep: The Beast of Mossy Bottom, ottavo alla sua settima settimana di programmazione. Entrambi hanno raggiunto 7,6 milioni di dollari di totale. Si tratta di percorsi differenti: il primo punta sulla riconoscibilità internazionale di un brand nato nei videogiochi, il secondo sfrutta una relazione di lunga data con il pubblico britannico e con le famiglie.
In nona posizione, Verity, adattamento del romanzo di Colleen Hoover distribuito da Sony Pictures, ha aggiunto 353.635 dollari nel quinto weekend e ha raggiunto 15,5 milioni complessivi. È il totale più alto tra quelli riportati per i film presenti nella top ten di questa settimana e mostra come un titolo possa trovare continuità ben oltre il lancio, quando parte da una base di pubblico già formata dall’editoria. Chiude la graduatoria Other Mommy, horror soprannaturale Universal, con 344.882 dollari nel quarto fine settimana e 7,1 milioni accumulati.
Fuori dai primi dieci, il dato più rilevante riguarda Fatherland. Il dramma distribuito da Mubi ha incassato 143.327 dollari nel secondo weekend, arrivando a 808.453 dollari, e ha superato Ida nella classifica dei maggiori incassi britannici e irlandesi di Paweł Pawlikowski. Per il regista è ora il secondo miglior risultato nei due territori, dietro soltanto a Cold War del 2018. È un segnale concreto per il settore specializzato: una tenitura nelle sale, anche lontano dai vertici della classifica, può trasformare un’uscita mirata in un risultato significativo nel catalogo di un autore.
La prova arriverà con il ricambio di programmazione
La prossima finestra di uscite renderà più chiaro se Wicker riuscirà a costruire un passaparola capace di andare oltre il primato d’esordio. Il calendario comprende il documentario di protesta We, The Hated, il film indiano Fauji, il dramma Disney Wild Horse Nine, un evento-concerto dedicato ai Rammstein e un nuovo lungometraggio anime della saga The Irregular at Magic High School, programmato in oltre 25 sale. Non sono prodotti sovrapponibili, ma insieme aumentano la pressione sull’offerta disponibile e frammentano ulteriormente l’attenzione.
Per Wicker, il primo posto ha dunque un valore simbolico e negoziale: migliora la visibilità del film, rafforza il racconto promozionale attorno agli interpreti e può aiutare a mantenerlo in programmazione. Ma il distacco da Primetime impone prudenza. Il titolo di Black Bear ha conquistato il weekend, non ha ancora dimostrato di avere un vantaggio strutturale. La sua prossima prova sarà verificare se la curiosità generata dalla premessa diventerà una permanenza al botteghino, mentre il mercato britannico e irlandese si prepara a una nuova ondata di uscite rivolte a pubblici molto diversi.




